Santo Stefano a Qualiano 2027 - Il Volo dell'Angelo in piazza D'Annunzio e la papariata
Fonte: internapoli.it, letta il 19/09/2026.
La festa patronale di Santo Stefano si teneva a Qualiano, in provincia di Napoli, a cavallo fra agosto e settembre, per il patrono del paese e per la compatrona Madonna delle Grazie. Per una settimana la processione con le due statue percorreva le strade cittadine dal tardo pomeriggio fino a mezzanotte, con la gente che appuntava offerte in danaro sugli abiti dei santi e sui carri, e in piazza D'Annunzio si teneva il Volo dell'Angelo con una bambina imparruccata di biondo; il piatto tipico era la «papariata». L'ultima festa patronale risale al 1994.
Una bambina appesa sopra la piazza
Chiunque sia stato in Piazza D'Annunzio ad assistere al Volo dell'Angelo, che inorgogliva la famiglia della bambina scelta, rigorosamente imparruccata di biondo, ha battuto le mani tra le ali di un pubblico strabocchevole e commosso.
Nel calendario del paese quella settimana stava accanto alle poche altre cose che segnavano l'anno: «come il Natale in famiglia, la Pasqua dei 'fujenti' e la bella stagione, l'Estate dei bagni a Varcaturo».
La papariata, e il gioco da cui nacque la festa
Per quelli maggiormente legati alla tradizione c'era la «papariata», il piatto tipico della festa patronale, quello legato alla disumana giostra del «cuollo d'o papero» con cui era nata la festa nel periodo anteguerra.
Attorno, la festa aveva il suo commercio e i suoi rumori: il concertino in piazza, le gare sportive, le bancarelle di via Roma con ogni ben di Dio per bambini e golosi di torrone, granite di limone e zucchero filato, e le giostre montate «in posti dove cresceva ancora l'erba, prima delle colate di cemento degli anni '80».
Sei ore di processione, con i soldi appuntati addosso
La parte religiosa durava mezza giornata e finiva a mezzanotte.
Chiunque abbia visto almeno una volta sfilare la processione con le statue del Santo e della Madonna lungo le strade cittadine, dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte, avrà notato la gente appuntare offerte in danaro sugli abiti dei santi e sui carri. E il seguito era di tutti: «tradizioni certo, ma dove c'è bagno di folla c'è forza, identità, voglia di essere un corpo ed un'anima, sentirsi uniti nel nome di un intento comune, di una partecipazione che vedeva coinvolto tutto il paese indistintamente».
Le statue erano due perché due sono i protettori: Santo Stefano protomartire, patrono del paese, e la compatrona Madonna delle Grazie.
I fuochi pirotecnici finali del martedì sera, che davano il mesto arrivederci all'anno dopo, mettevano fine ai festeggiamenti.
Agosto e settembre, non dicembre
La data della festa di Qualiano non seguiva il calendario del santo, e la ragione è agricola.
La chiesa del paese è dedicata a santo Stefano protomartire, la cui festa ricorre il 26 dicembre. Ma i festeggiamenti si tenevano in un altro momento dell'anno: a cavallo tra agosto e settembre Qualiano viveva il momento culminante dell'anno, quello che molti attendevano un anno intero.
Una settimana di festeggiamenti che aveva alla base «la volontà dei contadini di ringraziare i protettori per l'abbondanza del raccolto al termine del ciclo agrario in un periodo che non corrispondesse con il S. Stefano del calendario».
Fra gli ingredienti della settimana c'era il ritorno a casa dopo le vacanze o di chi, vivendo altrove, tornava al luogo natale.
L'ultima edizione è del 1994
Questa festa, oggi, non si celebra più, e c'è una data a dirlo.
L'ultima festa patronale risale al 1994. Prima c'era stato «il fiasco del 1993», e l'anno successivo un ultimo tentativo, «dilaniato dalle polemiche intestine tra l'allora presidente del comitato dei festeggiamenti, dottor Michele Schiano di Visconti, e il vice parroco Don Michele Mottola». La diatriba nasceva sul senso da dare a una vera «festa patronale» che diventò un caso politico.
Il contrasto riguardava che cosa dovesse essere una festa patronale: Mottola, convinto che il comitato dei festeggiamenti non avesse alcun legame con la Chiesa e non sapesse disporre la processione per le vie del paese, provocatoriamente se ne andò ad Assisi proprio nel periodo festivo, insistendo pubblicamente nel non volere luminarie e concerti nel centro cittadino. Schiano, accusato di usare la carica di presidente come tornaconto politico, «divise il programma religioso da quello civile, pare in accordo col parroco Ricciardiello».
Quell'ultima edizione si fece comunque, e con i conti in ordine: il presidente riuscì a portare avanti l'organizzazione e ad avere anche un bilancio in attivo nonostante i 60 milioni di lire spesi solo per le luminarie e il concerto di Eduardo De Crescenzo.
Dopo, il paese ha continuato a festeggiare altrove: Qualiano «è cresciuta a dismisura proprio negli ultimi 20 anni dando vita a feste rionali quali quella di S.S. Maria del Carmine e quella del Rione Principe».
La chiesa e la dedica a san Magno
L'edificio che dà il nome alla festa ha una storia più lunga della sua dedica attuale.
Secondo una tradizione locale l'edificio avrebbe origini ben più antiche e sarebbe stato in origine dedicato a san Magno.
Nel controsoffitto ligneo della navata centrale è inserito un dipinto settecentesco raffigurante il Martirio di santo Stefano.
Come arrivare alla festa
La festa di Santo Stefano a Qualiano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Giugliano-Qualiano, a 5,2 chilometri da qui, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Villa Literno aspetta un percorso di 2,4 chilometri che in 3 minuti porta a destinazione.
Che altro succede in provincia di Napoli
Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.
- Santo Stefano a Melito di Napoli — ottobre
- Festa dell'Assunta ad Ercolano — agosto
- San Gennaro a Napoli — settembre