Venerdì Santo a Vizzini 2027 - La discesa della Scalazza e la rivalità fra vitisi e giuvannisi
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
A Vizzini, in provincia di Catania, il Venerdì Santo esce la processione del Cristo Morto con l'Addolorata: i devoti portano a spalla il pesante e antico gruppo della Deposizione e i simulacri dell'Addolorata e di San Giovanni per le vie del paese, fino a tarda sera, con termine alla chiesa di San Giovanni. Il momento più atteso è la discesa della «Scalazza», la ripida scalinata adornata con frontalini in maioliche colorate e dedicata all'umanista vizzinese Lucio Marineo Siculo. Le usanze della processione sono legate alla storica rivalità fra i devoti di San Vito e quelli di San Giovanni, i «vitisi» e i «giuvannisi», che ha ispirato a Giovanni Verga la «Guerra di Santi».
Una scalinata di maioliche da scendere col peso addosso
Uno degli elementi più suggestivi del percorso è l'attesa discesa della «Scalazza», una ripida scalinata adornata con frontalini in maioliche colorate, dedicata all'umanista, storico e poeta vizzinese Lucio Marineo Siculo.
I fedeli, con il volto segnato dalla preghiera e dalla riflessione, portano a spalla la statua dell'Addolorata con Cristo morto, e l'Addolorata è quella «il cui fercolo viene trasportato per le vie del paese dai devoti… fino a tarda sera».
Il gruppo della Deposizione, pesante e antico
Il venerdì santo la popolazione di Vizzini viene coinvolta nella devozione alla Madonna Addolorata con la mesta e tradizionale processione del pesante e antico gruppo della Deposizione.
Il Venerdì Santo si snoda una lunga processione di fedeli con candele a coppo, con la banda che intona mesti inni funebri, ad accompagnare i simulacri del Cristo Morto con l'Addolorata e San Giovanni, e la processione ha un capolinea preciso, «con termine alla chiesa di San Giovanni».
In dialetto la processione è quella di Cristo Morto con l'«Addulurata».
Vitisi contro giuvannisi
La processione del Venerdì Santo a Vizzini è intrisa di usanze antiche, tramandate di generazione in generazione, e legate alla storica rivalità tra i devoti di San Vito e quelli di San Giovanni.
Sono usanze retaggio della rivalità tra «vitisi» e «giuvannisi», i devoti di San Vito e quelli di San Giovanni, un tema che ha ispirato l'opera di Giovanni Verga «Guerra di Santi».
L'ammitto per asciugare le lacrime
Un tempo, il Venerdì Santo a Vizzini prevedeva anche la tradizione di recarsi alla Chiesa di San Giovanni per far «visita» alla Madonna Addolorata, un momento di raccoglimento e devozione in cui i fedeli portavano in dono torce di cera, lumini e talvolta anche «l'ammitto» (un telo di lino), simbolo di purificazione e di conforto.
Il gesto di offrire questi doni all'Addolorata aveva il significato di asciugare le sue lacrime, come segno di partecipazione alla sofferenza della Madre di Cristo.
Il rientro, col Salve Regina nelle strade vuote
Quando la notte avvolge il paese, il rientro della processione diventa un momento di grande emozione.
Il Salve Regina, intonato dalla corale, risuona nel silenzio della città, facendo scivolare le note di dolore e speranza tra le strade deserte.
Prima e dopo: la Passione, il Cristo alla colonna, la Cugnunta
Il venerdì sta in mezzo a una settimana che comincia il martedì e finisce la domenica.
Si apre con una recita: un anno si è cominciato il martedì con «La Passione», nella salita di San Giovanni Battista, dove l'associazione «Vizzini vivente» ricostruisce gli ultimi momenti della vita di Gesù.
Il mercoledì tocca a un'altra statua: il Mercoledì Santo esce la processione del Cristo alla colonna, e la partenza è «dalla chiesa di Sant'Agata».
La domenica c'è l'incontro: la «Cugnunta» in piazza Umberto I e, in serata, la processione di Cristo risorto per le vie del centro, con la Cugnunta che avviene «tra la Madonna e Gesù risorto».
Come arrivare alla festa
Arrivare a Vizzini per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Vizzini-Licodia, a 6,0 chilometri da Vizzini, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Grammichele est ha davanti un percorso di 13 chilometri che in 13 minuti porta a destinazione.
Feste vicine, in altri paesi
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
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