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Festival dei Cinque Continenti a Venosa 2027 - Show cooking con i sindaci ai fornelli

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
30 novembre 2026
Dove piazza Castello, Venosa

Fonte: cinquecontinentifestival.com, letta il 02/09/2026.

Il Festival dei Cinque Continenti si tiene a Venosa, in provincia di Potenza, in agosto. È una rassegna itinerante di spettacoli e arte che usa il centro storico come palcoscenico, da Piazza Castello alla Chiesa Incompiuta della SS. Trinità. Nato nel 2005, è fra gli eventi riconosciuti come meritevoli di rientrare nel patrimonio dei beni intangibili della Regione Basilicata.

Il centro storico come palcoscenico

Il Festival dei Cinque Continenti è nato nel 2005 ed è una rassegna itinerante di spettacoli e arte, ideata dall'associazione culturale «Il Circo dell'Arte», curata dalla Artistica Management e realizzata con il sostegno del Comune di Venosa.

Il palcoscenico è la città. Il centro storico di Venosa è pieno di luoghi di interesse storico, artistico e architettonico, e fa da scena naturale: gli spettacoli si tengono in Piazza Castello, in Piazza Orazio, in via Vittorio Emanuele II e nella Chiesa Incompiuta della SS. Trinità. Nei luoghi più significativi del borgo antico prende vita una festa delle arti, dei popoli, delle culture, delle idee, e la città oraziana si riscopre attraverso i propri scorci.

L'obiettivo dichiarato è trasformare il patrimonio locale in una risorsa economica capace di attirare l'attenzione del grande pubblico, offrendo insieme una proposta culturale di qualità che soddisfi anche i bisogni dei residenti. La manifestazione è fra gli eventi riconosciuti come meritevoli di rientrare nel patrimonio dei beni intangibili della Regione Basilicata.

Un acronimo come programma

Il festival è un contenitore culturale che racchiude spettacoli di circo contemporaneo e teatro urbano, accanto a eventi legati a musica, cinema, letteratura, fotografia e arte contemporanea. La sua caratteristica distintiva sta nella capacità di mescolare la storia locale dei borghi, racchiusa nei monumenti e nel patrimonio artistico, con tradizioni e costumi dei popoli di tutto il mondo, rappresentati dagli spettacoli di compagnie e artisti internazionali.

Per decidere che cosa aggiungere ogni anno, gli organizzatori usano una regola semplice: l'idea progettuale prende come riferimento l'acronimo della parola «FESTIVAL» — Fotografia, Editoria, Spettacoli, Turismo, Incontri, Video, Arte, Laboratori.

Col tempo il calendario si è allargato anche nelle stagioni: dall'edizione del decennale il cartellone si è arricchito per offrire una proposta culturale lungo tutto l'anno, non più concentrata nei soli mesi estivi. Nel periodo natalizio, per esempio, gli appuntamenti si tengono nel contesto dei Mercatini di Natale collocati in piazza Umberto I, e accanto agli spettacoli ci sono l'osservazione del cielo e delle stelle al telescopio, il lancio di lanterne luminose e due parate per le vie di Venosa.

Quattro sindaci ai fornelli

L'appuntamento che porta il festival in cucina si chiama «Vi racconto il mio Primo – Quattro Sindaci ai fornelli», ed è la dimostrazione di cucina prodotta dal Festival dei Cinque Continenti e condotta dal giornalista Piero Russo.

I quattro cuochi per una notte devono cimentarsi nella preparazione di un primo piatto rappresentativo della tradizione del proprio comune: è l'unica regola della sfida. È il modo in cui l'enogastronomia è entrata in un festival che era nato attorno al circo e al teatro di strada.

Clown argentini e danze azteche

Chi arriva a Venosa per il festival trova artisti che vengono da lontano. Negli anni sono passati il mimo argentino Ete Clown, con uno spettacolo di assoluta improvvisazione tipico dei grandi clown di strada; il duo italo-argentino Lannutti & Corbo, che fonde comicità, magia, acrobazia, trasformismo, poesia e follia; dalla Germania Willy Wonder, con uno spettacolo costruito sulle grandi abilità circensi e sul dialogo con il pubblico; e i percussionisti e danzatori messicani Quetzalcoatl, con uno spettacolo di fuoco e danze azteche al ritmo di tamburi.

Accanto al circo c'è il teatro. Fra gli spettacoli prodotti, «Eneide» di Giuseppe Ciciriello, ultimo capitolo della trilogia «Eroe e contemporaneo» sulla narrazione epica antica: la rielaborazione del testo virgiliano trova in Enea l'archetipo di chi è costretto a lasciare la propria casa e la propria terra, portando con sé soltanto la speranza di un destino migliore al di là del mare, e la narrazione si intreccia alle musiche di Piero Santoro, composte per la sua fisarmonica e per le ance a fiato di Ferdinando Filomeno. E c'è la musica: «Mandolini al cinema», l'omaggio dell'ensemble Hathor Plectrum Quartet a Ennio Morricone, con i brani più famosi del maestro adattati per mandolino — una formazione nata nel 2007 per studiare ed eseguire il ricco repertorio originale per strumenti a plettro, dalle sonate barocche alla tradizione partenopea fino alla musica moderna e contemporanea.

Ogni edizione ospita anche importanti formazioni gospel internazionali, che permettono agli spettatori di conoscere il vero gospel di matrice afroamericana: un canto che racchiude fede, amore e gratitudine. I brani spiritual affondano le radici nei canti degli schiavi impiegati nei campi di cotone del Sud degli Stati Uniti, e si mescolano ai moderni suoni del soul e del rhythm'n'blues.

Il Premio e la festa dei popoli

Dal festival è nato anche il Premio Internazionale Cinque Continenti, che attraverso varie sezioni dedicate ad ambiti artistici differenti si propone di unire linguaggi appartenenti a mondi e popoli lontani fra loro, dando risalto alla diversità culturale ed espressiva e stimolando nello spettatore il confronto con l'altro.

È lo stesso spirito con cui il festival è stato concepito fin dall'inizio: un luogo di incontro e di contaminazione fra culture e popoli diversi, in cui si stimola il confronto, si esalta la diversità, si favorisce il dialogo e si promuove la conoscenza. E un evento pensato per migliorare il benessere della comunità locale e la fruizione del tempo libero dentro il territorio, coinvolgendo soprattutto i più giovani, ma anche le famiglie, le associazioni di categoria e le guide turistiche, e favorendo la presenza a Venosa degli abitanti dei comuni limitrofi.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Venosa per il Festival dei Cinque Continenti non è complicato. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Venosa-Maschito è a 2,8 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Venosa est: da lì bastano 13 minuti di guida (6,4 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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