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1339 - De Bello Canepiciano a Volpiano 2026 - Rievocazione storica della Guerra del Canavese
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
1339 - De Bello Canepiciano si tiene a Volpiano, in provincia di Torino, un fine settimana di ottobre ogni due anni, per rievocare l'assalto al castello di Castrum Vulpiani del 1339. Nel fossato della fortezza si scontrano fanti leggeri e pesanti, cavalleria armata, arcieri e macchine d'assedio, mentre nelle piazze e nei cortili si aprono botteghe di mestieri medievali. Sono quasi 400 i figuranti che allestiscono il villaggio.
Il 1339 e il sotterfugio di Pietro da Settimo
L'assalto è al castello di Castrum Vulpiani. A guidarlo è Pietro da Settimo, cavaliere e signore al soldo del Marchese del Monferrato, e non lo conduce con la forza: i Monferrini entrano nelle mura con un sotterfugio, uccidono l'abate e aprono le porte. Nel fossato del castello si sviluppa poi la battaglia, con i fanti che si scontrano sotto il tiro degli arcieri e delle macchine d'assedio.
Quella presa non fu un episodio isolato. Con la conquista del castello, avvenuta nel 1339 per mano dell'esercito di Giovanni II Paleologo, finiva il controllo dell'Abbazia di Fruttuaria sul borgo, e finiva anche l'autonomia di Volpiano. Da lì il Marchese cominciò il suo slancio verso nord, e Volpiano divenne il quartier generale della conquista del Canavese.
La guerra raccontata da Pietro Azario
Il nome della festa è quello di un libro. De Bello Canepiciano — «Sulla guerra del Canavese» — è il testo latino in cui Pietro Azario, cronista visconteo, descrisse il conflitto del XIV secolo: un'opera composta in pieno Trecento, che porta la data del 1363.
La guerra coinvolse molti paesi e molti personaggi autorevoli, tutti impegnati a guadagnare potere e terre con ogni stratagemma. In cima ci sono i Marchesi del Monferrato della casa dei Paleologi da un lato e i Conti di Savoia dall'altro. Ma la discordia vera si accese più in basso, fra due famiglie del posto: i Conti di Valperga, ghibellini e spalleggiati dai Paleologi, e i Conti di San Martino, guelfi e protetti dai Savoia.
L'Associazione di Promozione Sociale Tavola di Smeraldo, ente volpianese che studia e valorizza il territorio con particolare attenzione alla storia medievale, lavora da anni su questo periodo oscuro e drammatico della storia canavesana. Insieme alla ASD Lame della Torre – Scherma Storica Pavia, con la regia di Eleonora Calabrò, ha prodotto video che raccontano aspetti della vita quotidiana della metà del Trecento.
Giovanni II Paleologo e il testamento del 1372
Giovanni II di Monferrato visse fra il 1321 e il 1372 ed era nipote dell'Imperatore di Bisanzio. Nella rievocazione è ruvido, agguerrito, squattrinato, impavido e attaccabrighe, e guida il corteo d'apertura insieme alla Principessa Isabella di Maiorca, nobile dal carattere forte e risoluto, accompagnato dalla Corte Marchionale, dalla Cavalleria del Marchese, dal suo destriero Horus e dal capitano delle Guardie, il tedesco Reinhold von Giver detto Il Malerba.
Il Marchese morì dove aveva cominciato. Giovanni II si spense nelle stanze del castello di Volpiano il 19 marzo 1372, e lì fu redatto il suo testamento, che lasciava il Marchesato in eredità al figlio Secondotto, preso in tutela dal nipote Amedeo VI di Savoia, detto il Conte Verde.
Quel documento è anche il punto di partenza della festa: fu con la lettura di alcuni suoi stralci, nell'area dell'antico Castello, che tutto cominciò. Ancora oggi durante la manifestazione si leggono documenti originali, e si ripercorrono le tappe della campagna militare del Marchese.
Nascita di un progetto culturale
Il De Bello Canepiciano nasce nel 2008 come progetto culturale, da un'idea di Sandy Furlini dell'Aps Tavola di Smeraldo. All'inizio era una cosa piccola: durante la fiera autunnale del paese alcuni gruppi storici piemontesi crearono un corteo che dal centro arrivava all'area del Castello, dove si leggevano i frammenti del testamento; la giornata finiva con duelli storici e riproduzioni di armi del XIV secolo, e il pubblico poteva avvicinarsi all'arte della guerra del Trecento. Dal 2010 la manifestazione è proposta dal Comune.
Oggi è biennale e si è fatta grande. L'organizzazione resta del gruppo storico Tavola di Smeraldo, con la collaborazione di molte realtà del territorio e il patrocinio della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e del Comune di Volpiano; la manifestazione è inserita nel circuito delle rievocazioni storiche di qualità della Provincia di Torino.
La cura del particolare è dichiarata e vincolante. Armi, armature, abiti e musiche vengono da uno studio rigoroso, e chi vuole entrare in costume deve prima farsi accettare dagli organizzatori.
Un villaggio di juta e quaranta banchi
Per l'allestimento del centro storico serve quasi un chilometro di juta. Nelle piazze, nelle vie e nei cortili si montano campi d'arme, una scuderia, tende, accampamenti, mercati storici e taverne, e si aprono le botteghe dei mestieri: fabbri, falegnami, tessitori, il notaio, lo speziale, l'alchimista, la produttrice di gioielli per le guerriere, i figuranti del mercato ortofrutticolo. Il mercato artigianale conta oltre 40 banchi, con artigiani che arrivano dall'Italia e da oltralpe.
I numeri delle persone in costume cambiano con le parti: i quasi 400 figuranti del villaggio si dividono fra armati, popolani, antichi mestieri e scene di vita quotidiana, e sono 150 quelli che mettono in scena l'assalto al castello; trenta sono le compagnie d'arme e i gruppi storici coinvolti, «provenienti da diverse regioni italiane». Negli accampamenti si entra per visite guidate.
Poi ci sono le mostre e i convegni: quella sulla stregoneria di Yume edizioni, quella sulla tortura dell'Aps Tavola di Smeraldo, presidiata dalla Compagnia dell'Orso, che spiega come si svolgevano i fatti giuridici. Per i bambini ci sono l'Asilo medievale, la Grande Battaglia, le cacce al tesoro, le filastrocche e le prove di coraggio.
Nelle taverne si mangia. Il piatto simbolo è il Fricandò del Cavaliere, uno spezzato di manzo cotto nel vino rosso con cipolla, spezie e mandorle, servito insieme alle birre artigianali e ai vini locali.
Cavalli, rapaci e tamburi
I tornei a cavallo nacquero come allenamento nei periodi di pace, e solo dopo divennero gioco. La Cavalleria storica del Marchese si esibisce in prove di destrezza: la giostra all'anello, il saracino, la giostra all'incontro con le lance, anche a impatto pieno; e poi il lancio del giavellotto, il taglio della mela, la corsa al cinghiale. Ai cavalieri del Marchese si affiancano i cavalieri cenedesi, in armatura completa.
Nel fossato del castello, sotto la frescura degli alberi, i maestri falconieri mostrano i rapaci e i loro voli, e il pubblico partecipa da vicino. Nelle piazze si susseguono giocolieri, trampolieri, mangiafuoco, menestrelli, sbandieratori e tamburini, i tornei di scherma internazionale e i duelli, fino al grande spettacolo notturno del sabato sera.
La musica ha le sue sfide. Dopo la rievocazione del matrimonio fra il Marchese e la Principessa Isabella di Maiorca, in piazza si affrontano a colpi di tamburo e suoni di cornamuse l'Arkana Pipe Band e La Compagnia del Coniglio; Kalenda Maya Danze porta danze che ancora oggi si ballano in molti paesi d'Europa e in Italia, e la Compagnia de l'Ordallegri — una strana unione fra la dionisiaca e barbarica Orda e l'Allegria — si esibisce in più momenti e in più piazze.
C'è infine una gara che riguarda solo chi vive qui: nel Palio dei Borghi le contrade del paese si sfidano fra giochi di abilità, prove teatrali e competizioni ispirate alla vita del Trecento.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Volpiano è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Volpiano è a 700 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è il casello di Volpiano: da lì bastano 2 minuti di guida (1,7 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- La Battaglia della Marsaglia a Volvera — ottobre
- La maschera di ferro a Pinerolo — ottobre
- Festa degli antichi Stati di Savoia a Torino — settembre