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Battaglia delle Chiuse a Sant'Ambrogio di Torino 2027 - La storica sfida contro i Longobardi
Fonte: laboratorioaltevalli.it, letta il 20/09/2026.
La rievocazione della Battaglia delle Chiuse si tiene a Sant'Ambrogio di Torino, in provincia di Torino, l'ultimo sabato di giugno, ogni anno a partire dal 2010. Dal tardo pomeriggio le vie e le piazze del centro storico si popolano di rievocatori in costume — cavalieri, dame, musici, giullari e artigiani — e i pagamenti si fanno in balengu, una moneta d'epoca coniata per l'occasione, che si cambia presso le due dogane poste alle estremità del borgo medievale. Nel 773 il paese fu teatro dello scontro che contrappose le truppe dei Franchi, comandate da Carlo Magno, all'esercito longobardo, e la vittoria franca segnò di fatto la fine del regno longobardo in Italia.
Le Chiuse che sbarravano la valle
Sant'Ambrogio di Torino è un borgo di antiche origini, posto al confine fra le terre dei Burgundi e dei Longobardi, che a partire dal VI secolo assunse una notevole importanza strategica ed entrò a far parte della Langobardia Maior. Il paese prese il nome di sant'Ambrogio probabilmente in quello stesso secolo, con l'arrivo dei Longobardi a lui devoti, che in zona avevano costituito l'ultimo presidio al confine con il Regno dei Franchi.
Il suo mestiere era militare. In quella terra furono edificate opere di difesa che sbarravano la valle dalle incursioni degli eserciti franchi, e quel sistema di difesa longobardo era chiamato delle Chiuse: fortificazioni che chiudevano l'accesso alla pianura padana, spesso citate negli editti come luogo di confine. Come scrive il Comune, «Sant'Ambrogio fu l'estremo baluardo dei Longobardi a fronte del regno franco».
Il 773 sotto la Sacra di San Michele
Nel 773 il paese fu teatro dello scontro che contrappose le truppe dei Franchi, comandate da Carlo Magno, all'esercito longobardo, asserragliato dietro le fortificazioni delle Chiuse. Sul comando avversario Desiderio aveva lasciato l'incarico al figlio, il principe Adelchi.
L'esito cambiò la storia del continente. La vittoria dei Franchi segnò di fatto la fine del regno longobardo in Italia, estese l'impero di Carlo Magno e contribuì alla formazione dell'Impero Carolingio: un passaggio cruciale che, alle porte della Val di Susa, trovò qui il suo epilogo. In quella zona i Longobardi avevano anche avviato il culto micaelico, nell'estremo nord-ovest del Regno Longobardo — lo stesso culto della Sacra di San Michele, la mole che domina il borgo dall'alto.
Un villaggio medievale per una notte
Da quella storia è nata una festa. Ogni anno, a partire dal 2010, l'ultimo sabato di giugno si tiene la rievocazione storica della Battaglia delle Chiuse, dentro le celebrazioni medievali «Voci Antiche», e il borgo per una notte torna indietro di oltre mille anni.
Dal tardo pomeriggio le vie e le piazze del centro storico si popolano di rievocatori in costume: cavalieri, dame, musici, giullari e artigiani. Le botteghe lavorano dal vivo legno, ceramica, tessuti e metalli; musici, menestrelli e giullari animano gli angoli del borgo con musica antica e giocoleria; ci sono scene di vita quotidiana longobarda, laboratori e giochi medievali per grandi e piccoli, spettacoli di fuoco e danze, mercatini di artigianato, giocolieri e mangiafuoco, ed esibizioni di falconieri con rapaci in volo. La rievocazione restituisce con cura il clima di quei giorni, fra accampamenti, costumi e armi ricostruiti.
Balengu, dogane e quattro taverne
Dentro il villaggio i soldi sono altri. I pagamenti si fanno in balengu, una moneta d'epoca coniata per l'occasione, che si scambia presso le due dogane poste alle estremità del borgo medievale.
Con quella moneta si mangia nelle quattro taverne distribuite lungo il percorso, che propongono quattro differenti menu ispirati alla tradizione dell'epoca: carni arrostite, salumi, formaggi e dolci ispirati alle ricette medievali, accompagnati da un bicchiere di vino. La giornata si conclude con balli occitani di gruppo presso la Taverna del Falconero.
La battaglia sul sagrato
Il cuore della serata arriva alla fine, preceduto da un corteo in costume medievale che attraversa il borgo. Il sagrato della chiesa si trasforma in un palcoscenico all'aperto, e sullo sfondo della Piazza della Chiesa decine di figuranti danno vita allo scontro fra Franchi e Longobardi, fra effetti scenici, fuoco e cariche campali.
La rappresentazione teatrale nasce da un laboratorio condotto dal gruppo Star del Laghetto, che ha coinvolto cittadini di diverse età in un percorso su recitazione, scenografia, costumi e illuminazione, e cresce sulla creatività condivisa fra i partecipanti e i registi. Lo spettacolo si rinnova per intero ogni due anni.
Tutto questo è promosso dal Comune di Sant'Ambrogio di Torino insieme alla Pro Loco, e coinvolge cittadini, associazioni e borghi locali: lo rendono possibile centinaia di volontari.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Sant'Ambrogio di Torino per la festa non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Sant'Ambrogio si trova a 200 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Avigliana Ovest dista 4,5 chilometri, cioè 5 minuti di strada.
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Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
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