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C'era una volta... Albiano 1266 ad Aulla 2027 - L'atto del vescovo di Luni nel Codice Pelavicino
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 19/09/2026.
«C'era una volta… Albiano 1266» si tiene per tre sere di fine giugno ad Albiano Magra, frazione di Aulla, in provincia di Massa-Carrara. Le vie si illuminano di torce e candele, e dal calar del sole fino a mezzanotte il centro storico si popola di figuranti in costume: sbandieratori, musici, falconieri, arcieri, giocolieri e mangiafuoco. La festa prende il nome dall'anno di fondazione del borgo, il 1266, quando il Vescovo di Luni concesse agli abitanti di Albio di trasferirsi più a valle, lungo il fiume Magra.
L'anno che dà il nome alla festa
La fondazione del paese risale al 1266, quando il Vescovo di Luni concesse agli abitanti di Albio — un nucleo che si trovava in zona collinare — la possibilità di spostarsi più a valle, vicino al fiume Magra e sull'antica via delle merci. L'atto originale di cessione del sito, da parte del Vescovo di Luni, è presente nel Codice Pelavicino.
È da quel documento che nasce tutto il resto. La rievocazione celebra l'anno di fondazione riportando vicoli, piazzette e cantine medievali alle atmosfere di un tempo, e trasforma il borgo in un villaggio del XIII secolo dove si riproducono scene di vita quotidiana del Duecento. La organizzano i volontari della Pro Loco di Albiano Magra — ViviAmoAlbiano, o APS Viviamo Albiano — e l'ingresso è libero.
Tre sere di torce e candele
Nelle vie del borgo, illuminato da torce e candele, sono allestite le bancarelle e i laboratori artigianali. Lungo le strade si snoda un mercato medievale con artigiani e botteghe in costume: ci sono gli artigiani dell'associazione di arte e mestieri Mani e Menti di Pontremoli, che tiene laboratori didattici di arti e mestieri della Lunigiana, e il ceramista Michelangelo Leoni, che fa capo all'associazione ArteProgetto, con il suo laboratorio.
Come la festa stessa si descrive, le tre giornate ripropongono «la magica atmosfera medievale, quell'età di mezzo che ancora oggi attrae i nostri sensi con la forza dei suoi contrasti: fastose cerimonie e lamentevoli povertà, abiti sgargianti e atmosfere cupe. Abili artigiani ed antichi laboratori, combattimenti e destrezze». Per le vie si incontrano sbandieratori e musici, maghi, streghe, giocolieri e mangiafuoco, spettacoli itineranti e competizioni — e c'è pure Oniveres, il fachiro illusionista.
Spade a due mani, falchi e arcieri
Nell'arena, per tutte e tre le serate, si susseguono gli spettacoli delle compagnie medievali. La Compagnia della Spada, gruppo storico della Lunigiana, si esibisce in spettacolari combattimenti con pesanti spade a due mani: è un gruppo liberamente ispirato al X secolo, quando fu edificata l'Abbazia di San Caprasio ad Aulla, e porta il pubblico nel medioevo scuro e feroce «per raccontare il tempo in cui la spada era elemento di sopravvivenza ma anche portatrice di valori come il coraggio, la fratellanza e la lealtà».
I Falconieri del Granducato di Toscana sono un'associazione nata nel 2012 che si occupa della divulgazione dell'arte della falconeria, e partecipa a celebrazioni e rievocazioni con le dimostrazioni di volo libero dei rapaci. Gli Arcieri dello Spino Fiorito, che si occupano in particolare di arcieria storica, allestiscono un vero e proprio campo dove ci si può cimentare nell'antica arte del tiro con l'arco. Alla parte circense pensano I Giullari del Carretto — altrove Il Carro delle Illusioni —, una scuola di circo di antica tradizione familiare, con numeri di giocoleria, equilibrismo, lancio di coltelli e uno spettacolo di fuoco. I balletti medievali sono curati dalle giovani allieve della scuola di Danza Tap Dancing, e per una sera volano alte le bandiere degli Sbandieratori del Gruppo storico di Fivizzano.
Il diploma di Miglior Cavaliere
I bambini hanno un percorso tutto loro, fatto di laboratori didattici, giochi a tema e prove di destrezza. Le prove da superare sono tre: un laboratorio e due prove di destrezza con i Giochi Medievali e i Gruppi Storici, cioè con i gruppi di falconeria, di tiro con l'arco e di combattimento con le spade. Chi le supera ottiene un riconoscimento: il diploma di Miglior Cavaliere o di Miglior Dama di Corte.
Piatto del viandante e carni arse
La festa ha un'ampia area di ristoro, con i prodotti tipici del posto, e le taverne e gli stand gastronomici propongono i piatti della cucina toscana e lunigianese. Ma la parte più coerente con la rievocazione è il menù a ispirazione storica, che prevede piatto del viandante, carni arse, torte di verdura, frittelle di mele e specialità lunigianesi: si mangia, insomma, dentro la stessa scenografia in cui si cammina.
Come arrivare alla festa
La festa ad Aulla si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Santo Stefano di Magra, a 4,2 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Ceparana, e il tragitto è di 3,3 chilometri per 4 minuti di guida.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Massa-Carrara, altre tradizioni.
- Festa Medievale a Fosdinovo — luglio
- Falò invernali a Pontremoli — gennaio
- San Vito di Lucania a Montignoso — giugno