Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Balestro del Girifalco a Massa Marittima 2027 - I 24 balestrieri e il corniolo a 36 metri

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
quarta domenica di maggio e il 14 Agosto
Dove Piazza della Cattedrale, Massa Marittima

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: turismomassamarittima.it, letta il 20/09/2026.

Il Balestro del Girifalco si tira a Massa Marittima, in provincia di Grosseto, due volte l'anno: la quarta domenica di maggio e il 14 agosto. Ventiquattro balestrieri, otto per ciascuno dei tre terzieri — Cittanuova, Cittavecchia e Borgo — tirano in piazza Garibaldi contro il corniolo, un legno di forma troncoconica di circa 13 centimetri di diametro posto alla distanza di 36 metri, e la gara è preceduta da un corteo storico in costume medievale. La gara di maggio è in onore di san Bernardino da Siena, che nacque a Massa Marittima; quella di agosto ricorda la costituzione del libero Comune, avvenuta il 31 luglio 1225.

Cittanuova, Cittavecchia e Borgo

La città è divisa in tre da molto tempo. I terzieri sono Cittanuova, con i colori bianco, rosso e verde; Cittavecchia, con bianco, nero e giallo; e Borgo, con giallo oro, blu e rosso, e la divisione risale ai tempi della costituzione di Massa Marittima a Libero Comune.

Ogni terziere schiera 8 balestrieri: alla sfida ne partecipano dunque 24.

Prima si tira a sorte. Il sabato, nel Palazzo Comunale, in presenza delle autorità del Comune, della Società dei terzieri e dei terzieri stessi, viene sorteggiato l'ordine di tiro, e quell'ordine viene poi mostrato a tutti con l'esposizione delle bandiere dei tre terzieri sulla facciata del Palazzo Comunale.

Il corteo dei 150

La gara non comincia subito. È preceduta da un corteo severo e insieme colorato, di oltre 150 persone in fedeli riproduzioni di costumi medievali.

Il percorso raccoglie la città pezzo per pezzo. Il corteo parte dalla sede della Società dei terzieri, da cui si muovono i figuranti del libero comune, col vessillo e il palio che andrà al terziere vincitore; poi tocca le varie sedi dei terzieri, dove, di volta in volta, al suono delle chiarine e al rullo dei tamburini, le rappresentanze si uniscono alla sfilata. Con loro sfilano musici, dame e la Compagnia degli Sbandieratori di Massa Marittima, che si esibisce con volteggi e coreografie.

Alla fine si entra in piazza, davanti alla Cattedrale, e tutti i figuranti prendono posto sotto gli occhi del pubblico, in attesa che gli sbandieratori facciano i loro esercizi.

La balestra antica all'italiana

L'arma è una riproduzione, ma fatta con criterio. Le frecce vengono scagliate mediante la balestra antica all'italiana, riproduzione di quelle usate nel Quattrocento, e ogni balestriere gareggia con la propria, quasi sempre personale e calibrata appositamente per lui.

Come è fatta lo spiegano nel dettaglio: è composta da un fusto in legno detto teniere, al quale è fissato l'arco d'acciaio; la corda è di fibra naturale; il caricamento si effettua con il «girello», uno speciale martinetto; e la corda tesa si arresta su un cilindro rotante comandato dalla leva di scatto.

Il tiro è un gesto in tre tempi: si carica l'arma, si prende posto sul banco di tiro, si scaglia la freccia verso il corniolo.

Il pallino e il drappellone

Il bersaglio ha i suoi colori. Il corniolo è nero, tranne la parte che fa da bersaglio vero e proprio, che è bianca; il centro si chiama «pallino» ed è a sua volta nero.

Vince chi ci va più vicino. Il balestriere la cui freccia si sarà conficcata più vicina al centro del corniolo riceve in premio una simbolica freccia d'oro, mentre al suo terziere viene assegnato il «drappellone» in seta dipinta, e ogni volta lo dipinge un artista diverso. E c'è una parola per il trionfo pieno: quando un terziere vince occupando le prime tre posizioni, ha fatto «cappotto».

Dall'agosto 2015 esiste anche un premio a termine, il «Collare Avis Comunale Massa Marittima», destinato al terziere più volte vittorioso nel decennio fino al 2025.

Due volte l'anno, e si sa perché

Il Balestro si corre due volte all'anno, salvo edizioni straordinarie in occasione di fatti di grande risonanza: la quarta domenica di maggio e il 14 agosto, che per Statuto può slittare alla prima giornata festiva successiva se c'è concomitanza con altre manifestazioni.

Le ragioni delle due date, invece, sono nette. La gara di maggio è in onore di san Bernardino degli Albizzeschi, meglio noto come Bernardino da Siena, compatrono di Massa Marittima, che gli diede i natali: nacque in città l'8 settembre 1380 da madre massetana. Quella di agosto ricorda la costituzione del libero comune, avvenuta il 31 luglio 1225, in seguito all'affrancazione dei massetani dal giogo feudale del Vescovo Principe.

Nei giorni precedenti la gara d'agosto ci sono altri appuntamenti: il Balestruzzo, la gara dedicata ai giovani balestrieri, e poi la presentazione del palio e il corteo storico, prima della gara principale in notturna.

I documenti, dal 1262 al 1476

Non è una tradizione inventata: è documentata. Il Costitutum Civitatis Massae, già al principio del XIV secolo, parla del Magister Balistrarum — il Maestro delle Balestre — e soprattutto del Camerario, custode delle balestre e delle altre armi della città.

Ci sono poi una pergamena del 2 agosto 1497 e, soprattutto, la delibera del Consiglio Maggiore del 1476, che stabilisce «Che si balestri un balestro ogni tre mesi» e spiega perché: «che si dia alli giovani qualche esercizio laudevole… e in questo modo si diviaranno i giovani dalla caccia e inviarannosi al laudevole esercizio del balestro, da poter essere utili nelli casi et tempi occorrenti». E c'è un documento ancora più antico, del 1262, rinvenuto dallo storico Luca Farinelli, in cui sono riportati i nomi di 30 arcieri divisi per terziere.

Il senso di tutto questo lo dice il contesto: il balestro è simbolo delle virtù guerriere della Repubblica di «Massa di Maremma», che ebbe intensa vita nei secoli XIII e XIV, quando balestrieri e arcieri costituivano la milizia preposta alla difesa della Repubblica.

La manifestazione di oggi, invece, ha una data precisa. Nel 1959, per volontà di alcuni cittadini massetani, nacque la Società dei terzieri massetani, con sede nella medievale palazzina della Zecca, con lo scopo di rievocare e mantenere vivo l'antico esercizio dell'arte della balestra e di ricostituire i terzieri. Della Società fanno parte il Corpo Balestrieri Massetani e la Compagnia Sbandieratori; quanto alle federazioni, fra il 1965 e il 1966 entrò nella Federazione Italiana Balestrieri — di cui è indicata anche come co-fondatrice — insieme alla Federazione Italiana Sbandieratori. Il nome della gara, infine, spiega tutto: viene dall'arma utilizzata, la balestra, e dal bersaglio che raffigura un girifalco, un rapace che rappresenta il nemico.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Massa Marittima per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Scarlino, a 16 chilometri da Massa Marittima, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Scarlino ha davanti un percorso di 14 chilometri, quattordici minuti di guida.

Altre feste in provincia di Grosseto

Qui intorno, altre feste che meritano una deviazione.

Da leggere