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Calambur a Certaldo 2026 - La disfida dei sei rioni
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.certaldo.fi.it, letta il 20/09/2026.
Il Calambur si tiene a Certaldo, in provincia di Firenze, in Toscana, ogni settembre, per la disfida dei sei rioni cittadini. Un corteo in costume medievale parte da Certaldo Alto e scende fino a Piazza Boccaccio, dove i rioni si sfidano in giochi di forza, abilità e astuzia. La disfida è nata nel 2015.
Calandrino e la burla
Il nome è un gioco di parole doppio, e viene dal libro che ha reso famoso questo paese. «Calambur» nasce dall'unione di Calandrino, uno dei personaggi più amati da Boccaccio, e di «burla», sinonimo di leggerezza e vita giocosa: un'atmosfera festosa dichiarata fin dal titolo.
Dietro c'è l'Associazione Culturale Elitropia, in collaborazione con il Comune di Certaldo, con la direzione artistica e la regia di Riccardo Diana, i costumi di Marina Sciarelli, le scene di Maria Toesca e le coreografie di Camilla Diana. E c'è una storia che viene da prima: Elitropia ha organizzato per diciotto anni, in questo stesso periodo dell'anno, il corteo storico «Nel sogno di Messer Boccaccio» ispirato al Decameron, che ora di fatto confluisce nella nuova manifestazione. Il corteo storico era nato nel 1997 per iniziativa dell'amministrazione comunale; la disfida è del 2015.
Il passaggio dall'uno all'altra lo spiega il regista: «Se da un lato ci lasciamo alle spalle il corteo storico, ispirato al Decameron, al tempo stesso ci portiamo dietro questa esperienza e ci siamo posti l'obiettivo di mantenere legami col passato di Certaldo, con Boccaccio e con l'epoca medioevale».
Sei rioni nati per l'occasione
I rioni non sono quartieri storici: sono un'invenzione della festa. «Per l'occasione sono nati sei rioni di città: L'Alberone, La Canonica, Il Vicario, I' Mulino, Le Fonti, I Cipressi», e insieme coprono tutto il comune, centro e frazioni. Ciascuno è riconoscibile per il suo gonfalone e i suoi colori.
I rioni «sono l'anima dell'evento, che richiede alcune settimane di allenamento e preparazione e che coinvolge certaldesi di tutte le età, soprattutto giovani»; il coinvolgimento è aperto a tutti i cittadini e a tutte le associazioni del territorio, e nel corteo sfilano oltre cento figuranti in abiti medievali, accompagnati dagli sbandieratori di Fucecchio, dalle insegne di Città, dai tamburini e dai giudici di gara.
Gli Arcani Maggiori in piazza Boccaccio
L'idea che tiene insieme tutto viene dalle carte. «Motivo di ispirazione di tutta la manifestazione sarà il gioco dei Tarocchi o, per meglio dire, "Il gioco degli Arcani Maggiori": gioco che racchiude in sé i segreti della divinazione, inventato nel medioevo ma che raccoglie una tradizione molto antica.»
Da qui la struttura della sfida: ciascun rione viene associato a una carta dei Tarocchi, tanto da formare tre coppie in opposizione — L'Amore contro L'Eremita, Il Diavolo contro La Temperanza, Il Folle contro Il Giudizio. E sopra di loro stanno altre quattro carte che governano i confronti: La Ruota della Fortuna, Il Mondo, La Forza, Il Bagatto — le prime due riferite alla Fortuna e al Destino, le altre a Forza e Abilità.
Piazza Boccaccio viene allestita con una grande rosa dei venti disegnata in terra, il cui punto centrale è la statua di Giovanni Boccaccio; sulle sei punte in opposizione stanno sei piramidi che culminano con le sei grandi carte dei Tarocchi prescelte. I componenti del corteo, entrando, si dispongono nei punti stabiliti, «formando figure simboliche con ritmo e dinamismo».
I cavalieri della sabbia e il gioco dei pani
I giochi sono originali, «di ispirazione medievale», e ognuno mette alla prova una qualità diversa: «Il cuore delle dame», la Fortuna; «I cavalieri della sabbia», la Forza; «Il gioco del carro», l'Astuzia; «Il gioco dei pani», l'Abilità. Sono pensati «di forza e abilità in modo da consentire a tutti uguali possibilità di partecipazione», e si succedono alternati a momenti coreografici dedicati alla simbologia dei tarocchi.
I giochi in gara sono quattro, più un quinto: i primi si giocano a coppie sorteggiate, con due spareggi, e «i vincitori dei due giochi di spareggio si contenderanno il titolo in un quinto gioco a sorpresa». Quel quinto è stato reintrodotto ed è quello dei bambini: «è un momento al quale teniamo e che è fondamentale per una manifestazione come la nostra, che abbraccia varie generazioni». A vigilare ci sono tre arbitri UISP, che valutano la correttezza della sfida.
Il cencio dipinto ogni anno
Al rione vincitore va un «cencio» dipinto a mano da un pittore di Certaldo sui temi del Calambur, realizzato ogni anno da un artista diverso — chiamato anche gonfalone, stendardo, trofeo, Cencio della Vittoria. Un premio speciale va inoltre al carro migliore realizzato nel gioco de «Il Carro».
Che cosa ci finisca sopra lo racconta l'artista Marco Corsi: «Ho scelto di ispirarmi alla tradizione, raffigurando sullo sfondo Palazzo Pretorio e, davanti, la figura di Giovanni Boccaccio, due simboli non solo della manifestazione ma della stessa comunità. Oltre agli stemmi dei rioni, ho riportato l'inizio dell'ultima novella della sesta giornata, che descrive proprio Certaldo». Il soggetto cambia a ogni edizione: un'altra volta il cencio, dipinto da Filippo Capperucci, ha portato un grande leopardo, «simbolo della vitalità e dell'agonismo positivo del gioco».
Una precisazione la fanno gli organizzatori stessi, ed è importante: la disfida non è un palio. Lo scopo dichiarato «è sempre stato quello di creare aggregazione».
La cena al lume delle torce
Attorno alla giornata dei giochi ci sono gli altri appuntamenti della tradizione certaldese. C'è la cena medievale, «la rievocazione di una perfetta cena al lume delle torce, con piatti tipici dell'epoca, serviti da giovani in costumi medievali», con in omaggio ai partecipanti «il servito di piatti di coccio e le posate in legno».
E c'è «La festa dei Rioni — Aspettando Calambur», l'evento di avvicinamento con il patrocinio del Comune e dell'Associazione Toscana Rievocazioni Storiche: la presentazione dei rioni, i giochi dei bambini e dei ragazzi in piazza Santissima Annunziata, e la fiaccolata storica dei figuranti con la partecipazione dei cittadini, da Palazzo Pretorio a piazza della Libertà. L'intento, dicono a Elitropia, è «creare un evento di carattere storico medievale, basato sulla collaborazione delle associazioni locali e sul coinvolgimento del maggior numero di cittadini»: ravvivare l'interesse dei certaldesi per il proprio patrimonio storico attraverso la rievocazione legata a Boccaccio e al Decameron.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Calambur a Certaldo è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Certaldo si trova a 300 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Poggibonsi Ovest dista 12 chilometri, cioè 12 minuti di strada.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Firenze, altre tradizioni.
- Dante ghibellino a San Godenzo — luglio
- Calcio Storico Fiorentino a Firenze — giugno
- Palio di San Rocco a Figline Valdarno — settembre