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Folklore e Rievocazioni

Assedio al Castello a Gradara 2027 - I 43 giorni del 1446 e le cascate di fuoco sulle mura

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 17 al 19 luglio 2026
Dove borgo di Gradara, Gradara

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: gradara.org, letta il 20/09/2026.

L'Assedio al Castello si rievoca a Gradara, in provincia di Pesaro e Urbino, nel penultimo fine settimana di luglio. Nel 1446 il castello resistette a un assedio vero: i gradaresi tennero per 43 giorni e 43 notti contro gli eserciti degli Sforza e dei Montefeltro, uniti nella brama di conquista, e ne uscirono vincitori, e da allora il borgo è passato alla Storia come castello inespugnabile. Ogni anno quel racconto torna sulle stesse mura, e alla fine le mura prendono fuoco.

Quarantatré giorni sotto le mura

L'evento bellico è realmente accaduto nell'anno domini 1446, quando Gradara era uno dei più importanti castelli malatestiani. Gli assedianti erano le truppe di Federico da Montefeltro e di Francesco Sforza, che bombardarono il castello; gli abitanti e le forze militari resistettero con straordinaria tenacia per 43 giorni, finché i nemici dovettero arrendersi al coraggio e all'ostinazione dei gradaresi.

Quella resistenza è rimasta nella memoria dei gradaresi, che le rendono omaggio con una delle rievocazioni storiche più seguite della riviera marchigiano-romagnola. Gradara, del resto, la chiamano già la capitale del Medioevo: un luogo dove le lancette dell'orologio sembrano ferme, e che per tre giorni diventa una «porta del tempo».

Le cascate di fuoco sulle mura

Per anni il culmine è stato il venerdì. Un cinespettacolo con centinaia di figuranti armati, seguito dai giochi pirotecnici e musicali: cascate di fuoco e dardi fiammeggianti avvolgono le poderose mura, che si tingono con i colori dell'inferno, e lasciano adulti e bambini con il fiato sospeso.

I numeri sono quelli di una macchina da guerra vera. Duecento figuranti con armature, armi da fuoco e cavalli; mille chili di fuochi d'artificio e oltre 2.500 detonatori per lo show pirotecnico; un'orchestra di cinquanta elementi che esegue dal vivo la colonna sonora, su brani del XV secolo. Gli organizzatori l'hanno presentato come il più grande spettacolo piromusicale al mondo sulle mura di un castello medioevale, e nell'undicesima edizione il fuoco è arrivato a coinvolgere anche il lato est.

Nel tempo si sono aggiunti i rievocatori in armatura, i cavalli e le bombarde. In occasione dei dieci anni della manifestazione, ha raccontato chi organizza, «abbiamo superato i 250 figuranti, i 20 pezzi di artiglieria con un cannone appena prodotto e 10 cavalieri».

Dalla battaglia alla corte

Poi la manifestazione ha cambiato pelle. La formula rinnovata è estesa a tre giorni e ambientata interamente nel borgo: le tradizionali scene di battaglia lasciano il posto a intrattenimenti nobiliari, e i combattimenti su larga scala cedono a spettacoli più raffinati, con l'accento sulla vita di corte e sulla divulgazione storica.

Al posto della battaglia ci sono la giostra dei nobili cavalieri, con scenografici duelli a cavallo con lancia in resta, e l'arte della falconeria, con gli spettacoli di rapaci in volo de «Il Teatro dell'Aria». Nella Piazza d'Armi della Rocca si allestiscono un accampamento militare e un mercato medievale; le piazze e le vie del centro si animano con cortei nobiliari intervallati da duelli e battagliole e con prove di tiro con l'arco storico.

Le sfide a cavallo si sono corse anche sotto la cinta muraria del lato Est, come nelle giostre dei romanzi cavallereschi. In una delle edizioni, nella lizza si sono affrontate tre gloriose casate: i Malatesta, gli Sforza e i Montefeltro, ciascuna con il proprio cavaliere. Chi guarda, dicono gli organizzatori, vive l'esperienza di un cortigiano rinascimentale invitato dal Signore di Gradara ad ammirare la forza, l'eleganza e la destrezza degli uomini d'arme.

L'elmo di Sigismondo

Il signore di Rimini e Gradara ai tempi dell'assedio era Sigismondo Pandolfo Malatesta, e la rievocazione lo riporta in scena pezzo per pezzo. Si possono vedere le sue vesti e parti dell'armamento — elmo, speroni e targa — ricostruite su studi storici dalle mani di Paola Fabbri.

L'accuratezza storica degli allestimenti, curata da molti gruppi e associazioni di rievocatori, permette al pubblico un vero salto nel tempo. Dalle danze cortesi alle battagliole, fino alla vita degli accampamenti militari in piazza d'armi, ogni dettaglio è pensato per restituire il Quattrocento. La prima Giostra dei Cavalieri, raccontano, si è rivelata non solo uno spettacolo, ma un vero e proprio momento di didattica ludica della storia.

Alla Rocca risuona intanto il Festival Musicae Amoeni Loci, con concerti di musica antica nel cortile d'onore che fanno riascoltare le melodie del periodo di Sigismondo, mentre le danzatrici de «La FabulaSaltica - Danze Storiche» e di «Ardente Sole di WKO» si esibiscono in danze cortesi. Ci si perde dentro e fuori le mura del borgo fortificato, fra balli di corte, accampamenti di armigeri e un esercito di oltre duecento rievocatori in abito storico.

Il serraglio, la taverna e la corte dei miracoli

La mappa di una vecchia edizione racconta bene che cosa diventava il borgo. C'era il Quartiere delle Milizie e Schola d'Arme, con la ricostruzione di un serraglio del Quattrocento e i combattimenti d'arma bianca; il Campo Addestramento Arcieri, con lezioni e dimostrazioni di tiro con l'arco; il Mercato Storico Medievale, con banchi e botteghe del XV secolo, e il Mercato dell'Artigianato con manufatti e produzioni artigianali.

Poi c'erano da mangiare e da guardare il Ristoro del Cavaliere, taverna a cura della Proloco Gradara «per rifocillare il corpo e lo spirito», la Taverna dei Malatesta con i suoi avventori, il Girone dei Golosi, i Barattieri di Sancto Marino con i giochi medievali da tavola, il Palazzo delle Arti Dimenticate con mastri cartai, miniatori, ceramisti e affrescatori, le Scuderie dei Malatesta con cavalli e animali da cortile. Il Refugium Infermorum metteva in scena lebbrosi, appestati e meretrici, e la Corte dei Miracoli — la città proibita di bari, briganti, truffatori e indemoniati — era vietata ai minori di anni 14, «ingresso a vostro rischio e pericolo».

Chi la fa

La spina dorsale sono le associazioni del posto. Il Corpo di Guardia di Gradara cura la storica chiusura della porta del castello; con loro ci sono la Corte Malatestiana e Mangiafuoco di Gradara, gli Arcieri della Spiga, l'Aps «La FabulaSaltica Danze Storiche», «WKO-ADA» e il Coro «San Giuseppe» di Gradara.

Ognuna porta il suo mestiere. La Corte Malatestiana è stata fondata nel 1963 da Enrico (Elmo) de Biagi e da allora, al fianco del gruppo dei mangiafuoco e dei tamburini, promuove le tradizioni e le memorie storiche di Gradara in manifestazioni locali, nazionali e internazionali. La FabulaSaltica riscopre la storia studiando e ricostruendo i trattati dei maestri del Quattro e Cinquecento; WKO-ADA da vent'anni diffonde la conoscenza della danza storica; il Coro San Giuseppe canta brani medioevali e rinascimentali fra le mura del castello.

A loro si uniscono compagnie ospiti da mezza Italia — fra le altre la Compagnia Feltria «Acquile Ducali» Arcieri di Urbino, i Lupi dei Malatesta, la Compagnia di Ventura dell'Olifante, La Corte Roveresca Arcieri Storici di Mondavio, Milites de Sharoon, Militia Bartholomei — e nella decima edizione i gruppi arrivati erano una ventina, da Marche, Emilia Romagna, Veneto, Friuli, Campania e Repubblica di San Marino. L'evento è organizzato dal Comune di Gradara con Gradara Innova, e si tiene nel penultimo fine settimana di luglio.

Come arrivare alla festa

L'Assedio al Castello a Gradara si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Cattolica-San Giovanni-Gabicce, a 5,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Cattolica, e il tragitto è di 7,4 chilometri per 8 minuti di guida.

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A luglio, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.

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