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Corteggio Storico di Montemurlo 2027 - Il banchetto che doveva evitare la battaglia
Fonte: gruppostoricomontemurlo.it, letta il 20/09/2026.
Il Corteggio Storico di Montemurlo si tiene ogni anno l'ultima domenica di giugno, nella frazione di Oste, a Montemurlo, in provincia di Prato, e dura circa una settimana fra festeggiamenti e iniziative collaterali. Rievoca il banchetto che qualcuno apparecchiò per impedire la battaglia: «prima della battaglia di Montemurlo del 1537 infatti ci fu un banchetto ideato dal montemurlese Felice Settesoldi, supportato dalla mediazione della famiglia Pandolfini, per riavvicinare i Medici all'opposizione repubblicana meno compromessa».
Un pranzo per non arrivare alle armi
L'invito partì «nella primavera, circa due mesi prima della famosa Battaglia», e chiamò a tavola «le famiglie più in vista del territorio fiorentino, montemurlese, pratese e pistoiese, nonché il padrone della locale Pieve». Non funzionò: «purtroppo il tentativo fallì e si arrivò allo scontro armato nella piana sotto la Rocca, che portò alla definitiva affermazione dei Medici».
Il Gruppo Storico stesso se lo chiede: «il Banchetto Rinascimentale rievoca un fatto storico?… Forse!… Si narra che l'ideatore del banchetto fu Felice Settesoldi Ospedaliere della Compagnia del Bigallo in Barzano».
Oggi quel convivio si rifà nel Borgo della Rocca, con menù «creati appositamente con studi specifici», e con una particolarità: al tavolo si possono «"incontrare" Cosimo I, sua madre Maria Salviati, il mentore Riccio da Prato e i fuoriusciti repubblicani», perché in piazza c'è «il tavolo con i figuranti in costume che rievocheranno i veri protagonisti della storia».
La battaglia del 1º agosto 1537
La «Battaglia di Montemurlo» avvenne il 1º agosto 1537, «in pieno Rinascimento, fra la Signoria Medicea rappresentata da Cosimo I ed i fuorusciti repubblicani contrari al regime mediceo, capeggiati da Baccio Valori e Filippo Strozzi, proprietari rispettivamente della Villa del Barone e di Villa Strozzi». «Si narra che i soldati di Cosimo I fossero circa diecimila fra cavalieri, esercito di fanteria, soldati mercenari Spagnoli e Tedeschi», guidati «dai lucidi Capitani Alessandro Vitelli e Piero Colonna, sotto l'egida del Cardinale Innocenzo Cybo». Contro quell'esercito «nulla poterono gli archibugi e le artiglierie di Piero Strozzi», figlio di Filippo.
A decidere l'assedio fu il fuoco: Filippo Strozzi, «asserragliato dentro le mura del castello della Rocca, fu scovato e spinto ad arrendersi a causa di un incendio che, acceso al portone principale d'accesso, ben presto si diffuse anche alle stanze superiori e al cortile». Poi vennero i conti: «Cosimo I giustiziò i prigionieri: il giorno 20 agosto nel Bargello, furono decapitati Baccio Valori, il figlio Filippo e il nipote; Filippo Strozzi sembra che dopo un periodo di prigionia si uccise in cella, disposto a morire pur di non tradire la sua patria ed i suoi compatrioti».
Una sconfitta celebrata come una pace
Alla battaglia «seguì l'unificazione della Toscana sotto i Medici», e il Corteggio sceglie di guardare quel giorno da lì: «più che un momento di guerra, pertanto, il Corteggio intende celebrare un evento che aprì la strada alla pace di questo paese».
La prima edizione risale al giugno 1992; nel 2012 la Giunta Regionale Toscana, con la deliberazione n. 1120, ha inserito nell'elenco toscano delle rievocazioni storiche sia il Gruppo Storico sia il Corteggio.
Sette rioni, cerchi e botti
Accanto alla parte storica c'è il «Palio della ruzzola dei cerchi e delle botti», dove si sfidano i sette rioni montemurlesi in un'affascinante gara a colpi di cerchi e di botti su un percorso prestabilito — una gara contro il tempo, in piazza Don Milani.
La Cena Rinascimentale, invece, «viene allestita e consumata sotto le stelle nell'antico Borgo medievale della Rocca di Montemurlo», con menù tipico dell'epoca, musiche, danze, spettacoli di fuoco e gesta di giullari. E c'è «La giornata Rinascimentale» nel Parco di Villa Giamari.
Perché gli sbandieratori lanciano in alto
Le pagine del Gruppo Storico spiegano da dove viene il gesto. «L'Alfiere, nel Rinascimento, era un uomo valoroso e di nobile famiglia», e «con la bandiera precedeva le proprie truppe in battaglia comunicando ordini ai soldati attraverso precisi movimenti». In tempo di pace quegli stessi movimenti «venivano codificati divenendo una vera e propria arte: l'Arte del Maneggiar l'Insegna».
Il lancio, in particolare, nasce da una paura precisa. L'alfiere «era cosciente di non far cadere la bandiera in mani nemiche, perché l'intento dell'avversario era proprio quello di impadronirsene, ben sapendo che la perdita di questa avrebbe significato disordine, scoraggiamento e sconfitta dei rivali. Ecco perché questi alfieri si sottoponevano quotidianamente ad esercizi nel lancio in lungo ed in alto, fondamentale per porre in salvo la bandiera».
L'arte è arrivata fino a qui «attraverso antichi trattati redatti dai Maestri d'Armi del Rinascimento», dove si descriveva come muovere l'insegna, come portarla, come lanciarla, come tenerla mentre l'altra mano sguainava la spada, e perfino «come si poteva offendere con la bandiera dato che essa stessa era un'arma». La regola che il gruppo si dà oggi discende da lì: il movimento dev'essere «libero, sciolto, festoso, composto, ma pur sempre militare e non circense».
Il Gruppo Storico si è costituito nell'aprile del 2000, ma i musici erano già insieme dal 1992; nel maggio del 2005 è nato al suo interno «il primo gruppo di Sbandieratori della provincia di Prato», e nel gennaio 2017 il gruppo di Danze Rinascimentali, formato da dame che già sfilavano nel corteo.
Il gruppo conta «circa 80 elementi tra sbandieratori, musici, dame, armigeri gonfalonieri e popolani», e con gli antichi mestieri riporta al XVI secolo: lanaioli, calzolai, mercanti, speziali, «ognuno con gli attrezzi propri del suo mestiere».
Come arrivare alla festa
Il Corteggio Storico a Montemurlo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Montale-Agliana, a 4,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Prato Ovest, e il tragitto è di 7,2 chilometri per 9 minuti di guida.
Altre feste in provincia di Prato
Altre feste di giugno nella stessa zona.
- Esaltazione della Croce a Montemurlo — maggio
- Festa Medievale a Vernio — giugno
- Corteggio Storico a Prato — settembre