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Carosello Storico dei Rioni a Cori 2027 - Quattrocento figuranti in costume e le tre Porte che si contendono il drappo
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Il Carosello Storico dei Rioni si tiene a Cori, in provincia di Latina, l'ultima domenica di giugno e l'ultimo sabato di luglio, per onorare la Madonna del Soccorso, apparsa a Cori nel 1521, e Sant'Oliva, patrona della città fin dal XII secolo. Un corteo di circa quattrocento figuranti in costume cinquecentesco sfila per le vie del centro storico, e le tre Porte della città si sfidano a cavallo nella corsa all'anello per contendersi il drappo dipinto. La manifestazione fu ideata nel 1937 dall'Opera Nazionale Dopolavoro, dall'Ente Provinciale Turismo di Littoria e dal Comune.
Tre Porte, tre strade
Anticamente l'intera città partecipava, con le maggiori autorità in testa, all'offerta dei ceri alla Madonna per ringraziarla delle grazie ricevute; e per mostrare la preparazione degli addetti alla difesa delle Porte si correva il Bravium, cioè il palio.
I tre Rioni, o Porte, prendono il nome dalle antiche strade che uscivano dalla città. Porta Signina è il rione posizionato nella parte alta del borgo e prende il nome dall'antica strada che portava verso Segni; Porta Romana è nella zona centrale e pianeggiante, orientata lungo la via verso Roma; Porta Ninfina guarda la pianura e l'antica città medievale di Ninfa. Ognuna ha il suo stemma, il suo motto e i suoi colori: giallo e verde la Signina, rosso e blu la Ninfina, giallo e celeste la Romana, mentre la Comunità porta il giallo e il rosso.
«La rivalità tra le tre Porte costituisce il motore propulsore della manifestazione»: per mesi interi, nei rispettivi rioni, cittadini di ogni età lavorano alla sartoria storica, agli allestimenti delle strade e all'allenamento di cavalieri e sbandieratori.
Il giuramento dei Priori
L'apertura ufficiale è il Giuramento dei Priori, che si svolge in piazza Sant'Oliva. Al vespro suonano le campane, si accende la luma, e sul sagrato entra una delegazione di costumanti in rappresentanza dei tre rioni, scortata dagli sbandieratori: quattro Togati per ogni Porta, fra i quali viene estratto il nome del Priore. È il «sistema della bussola», lo stesso con cui anticamente i priori venivano sorteggiati da una bussola custodita nella chiesa di Sant'Oliva: restavano in carica sei mesi, e l'elezione era ratificata dal Consiglio Generale.
L'intero spettacolo viene riproposto esattamente come recitato dagli antichi Statuti Comunali, gli Statuta Civitatis Corae del XVI secolo, alla presenza del rappresentante religioso della Comunità. Dopo il discorso solenne del Podestà arrivano la benedizione dei due Palii e l'investitura dei cavalieri; il giorno seguente aprono ufficialmente le taverne dei tre rioni.
Quattrocento figuranti
Il corteo che precede la disputa è composto da circa quattrocento figuranti in costumi della prima metà del XVI secolo, ricostruiti sulla base di documenti storici e dipinti del Cinquecento. Si divide in quattro gruppi: la Comunità in testa e le tre Porte.
I personaggi della Comunità in testa al corteo sono l'insieme delle persone che gestivano il potere politico nell'antica città, insieme ai Priori delle tre Porte. Gli Sbandieratori della Comunità introducono il primo figurante, il Vessillifero con il Gonfalone comunale, poi il Capitano Generale a cavallo — a capo della milizia cittadina — con gli Armigeri di scorta e il Barbaresco, e i Valletti che recano il Palio destinato alla Porta vincitrice. Seguono il Podestà, il magistrato più rappresentativo, che dal 1512 veniva eletto dal Senato di Roma, restava in carica sei mesi ed era poi sottoposto al giudizio dei Sindacatori; il Giudice, che per legge doveva essere forestiero; il Notaio dei Malefici per gli atti penali, il Notaio del Banco Civile per quelli civili, il Notaio Cancelliere per le deliberazioni dei Priori; il Camerlengo, che teneva le casse comunali e pagava i salari; e infine il Bargello e i Birri, incaricati dell'ordine pubblico.
Ogni Porta è annunciata dagli sbandieratori — Cori ne ha tre gruppi, che ogni anno a rotazione rappresentano una Porta e la Comunità — e schiera il proprio Vessillifero con lo stemma, il Capitano a cavallo, gli Armigeri, i Valletti con stemma e chiavi, il Priore con i Consiglieri in toga, la Priora con le Damigelle, le Dame e i Gentiluomini. Chiudono i cavalieri che si contenderanno il Palio.
Trentatré millimetri al galoppo
Al termine del corteo comincia la Corsa all'Anello. Ogni rione schiera una squadra di quattro cavalieri, tre titolari e una riserva; ciascuno impugna un pugnale di legno con la punta in ferro e deve infilare un anello in ferro battuto dal diametro di 33 millimetri, incastrato sotto la staggia a 2,15 metri da terra.
La pista è divisa in tre settori virtuali: un'area di lancio, un'area di gara effettiva di 60 metri e un'area di frenata. L'area di gara effettiva è compresa fra due fotocellule, la prima posizionata 50 metri prima della staggia e la seconda 10 metri dopo, e in questo tratto il cavaliere deve percorrere 60 metri entro il tempo massimo. Se l'anello viene centrato ma cade dal pugnale entro venti metri dalla staggia, non è valido. Ogni Porta ha dodici tentativi, quattro per cavaliere, distribuiti in quattro carriere: in tutto trentasei corse, e in caso di parità si disputa uno spareggio. Vince chi ha infilato più anelli.
Due palii, due scenari
I due appuntamenti di gara hanno campi diversi. La corsa all'anello del Palio della Madonna del Soccorso si svolge dal 1937 in Piazza Signina, nel pomeriggio dell'ultima domenica di giugno: il corteo parte da piazza della Croce, a Cori Valle, attraversa il centro storico e arriva in piazza, dove il campo — circa centotrenta metri, i primi sessanta in pianura e la parte finale in leggera salita — viene realizzato coprendo di sabbia fine il fondo di asfalto. Lì il tempo massimo è di 5,20 secondi.
Il Palio di Sant'Oliva chiude il Carosello l'ultimo sabato di luglio, e dal 1992 si corre in notturna allo Stadio Comunale Romolo Palombelli, lo «Stoza»: il corteo parte dalla piazza del mercato e attraversa i vicoli alla luce delle fiaccole, il campo è in terra battuta e lungo circa cento metri, e il tempo massimo scende a 4,90 secondi. Il drappo in palio è un'opera dipinta ogni anno da artisti diversi, benedetta durante il giuramento e consegnata alla Porta vincitrice.
Le taverne e la cena propiziatoria
Nei fine settimana di giugno e luglio sono aperte le taverne rionali, dove si degustano i piatti tipici della cucina corese: ciascuna Porta le allestisce in un punto caratteristico del proprio rione, e lì si mangia la cucina corese e si beve il vino del posto.
La sera prima di ogni palio ogni Rione organizza nella propria taverna la cena propiziatoria, nella quale i contradaioli, con buon cibo e vino corese, condividono l'attesa della disputa fino a notte fonda. Dopo la consegna del Palio, i contradaioli vincitori festeggiano nella taverna del proprio Rione fino all'alba, fra grida, canti e abbondanti bevute del vino di Cori.
Nel 1992 il Comune di Cori ha istituito un Ente apposito, che si occupa in modo permanente della preparazione del Palio due volte l'anno. La manifestazione trae ispirazione dagli Statuti cittadini del 1547, che regolamentavano la vita pubblica e la difesa civica, e che prevedevano, nelle principali festività religiose e civili, proprio la disputa di palii e corse d'anello.
Come arrivare alla festa
Il Carosello Storico dei Rioni a Cori si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cisterna di Latina, a 11 chilometri da Cori, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Valmontone ha davanti un percorso di 20 chilometri, ventitré minuti di guida.
Che altro succede in provincia di Latina
Altre feste di giugno nella stessa zona.
- Palio della Madonna del Soccorso a Cori — giugno
- Rievocazione della Battaglia di Lepanto a Sermoneta — ottobre
- Palio del Tributo a Priverno — maggio