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Folklore e Rievocazioni

Castaldato Interocrino ad Antrodoco 2027 - I rioni che si contendono il Palio della Madonna del Popolo

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
15 giorni, nelle ultime due settimane di luglio — quest'anno 15 luglio 2026
Dove Via del Ponte, Antrodoco

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

Il Castaldato Interocrino si tiene ad Antrodoco, in provincia di Rieti, dalla metà di giugno a settembre, con gli appuntamenti principali in luglio, e rievoca quello che il borgo fu fra il 1228 e il 1371: il Medioevo di Federico II, Carlo d'Angiò e Giovanna I di Napoli. I rioni storici si sfidano nella Sfida degli Arcieri e nella contesa finale del Palio della Madonna del Popolo, decisa a colpi di frecce. La Notte dei Tamburi, diventata Festival Nazionale dei Tamburi Medievali, raduna oltre 200 artisti da tutta Italia.

I rioni e il Palio

I rioni storici sono Lu Bagnu, San Terenziano, Rocca di Corno, La Cona e il Centro Storico, e si contendono ogni anno il Palio della Madonna del Popolo, un'opera realizzata per l'occasione. La festa celebra infatti l'antico culto della Madonna del Popolo.

La competizione ha più tappe. C'è la Sfida degli Arcieri, una gara di tiro con l'arco in abito storico aperta ad arcieri che arrivano da tutta Italia; c'è la Conta degli Arcieri, accompagnata dalle danze medievali; e c'è la contesa finale del Palio, che si chiude con la proclamazione del rione vincitore.

La Notte della Dama e la Notte dei Tamburi

Attorno al Palio si sono formati appuntamenti che hanno preso vita propria. La Notte della Dama è un omaggio alla donna e all'arte medievale: comprende il solenne Corteo delle Dame in abiti d'epoca, la messa con la Cerimonia delle dame e degli arcieri, il Banchetto della Dama — evento enogastronomico in costume, con allestimenti e ornamenti floreali curati dai laboratori del Castaldato — e la proclamazione della Dama del Castaldato.

La Notte dei Tamburi è diventata un Festival Nazionale dei Tamburi Medievali: lo organizza la Compagnia Tamburi di Antrodoco e raduna oltre 200 artisti arrivati da tutta Italia, con la competizione spettacolo «Vesperi et Pandemonium» in Piazza IV Novembre e l'esibizione del gruppo dei piccoli tamburi del paese.

In mezzo ci sono il Corteo del Panno con la Compagnia Tamburi e la Compagnia Arcieri, i duelli d'arme nell'accampamento delle compagnie con dimostrazione didattica per grandi e bambini, gli spettacoli itineranti di danza e sbandieratori, il musical medievale al Chiostro di Santa Chiara, il mercato medievale e gastronomico, il Pasto del Viandante nelle locande e l'apericena negli esercizi del centro. Gli eventi sono a ingresso libero e si svolgono fra il Chiostro di Santa Chiara e Piazza IV Novembre.

Cento anni di storia in un corteo

Il Corteo Storico è la parte in cui il paese racconta se stesso: è un corteo statico, e ciascun rione porta in scena alcuni dei fatti più importanti di quasi cento anni di Medioevo antrodocano: il rione Rocca di Corno rappresenta il 1266, quello de La Cona gli eventi del 1268-1273.

Si comincia dalla pace di Anagni fra l'imperatore Federico II e papa Gregorio IX, con la riconsegna del monastero dei Santi Quirico e Giulitta e la mediazione di Rainaldo d'Urslingen, duca di Spoleto, che aveva quartier generale ad Antrodoco. Sfila Federico II con il figlio Corrado, i leopardi della curia e il denaro delle tasse di Viterbo, arrivato ad Antrodoco perché il castello era considerato dall'imperatore fra i più importanti e strategici ai confini del regno.

Poi vengono le tensioni con papa Clemente IV, che nel 1266 chiamò in Italia Carlo I d'Angiò contro Manfredi di Svevia e invitò il castello a sostenerlo: si vide rispondere con un'irremovibile fedeltà a Manfredi. Nel 1269 Carlo d'Angiò si prese il controllo della direttrice L'Aquila-Antrodoco ricattando il castellano Guglielmo da Palarago, che sposò Alterigia, figlia di Gualtiero, e in cambio ottenne in feudo le terre di Rocca San Silvestro e Scoppito.

Nel 1273 la vallata protestò per l'esosa riparazione del castello: si ribellarono gli uomini di Forcapretula, Rocca di Fondi, Piscignola e Torre Cifredi, e i vassalli dei fratelli Berardo e Rainaldo del Duce, per la giurisdizione sui feudi della valle. L'ultimo quadro è il 1371, con l'intervento della regina Giovanna I d'Angiò contro Giuntarello da Poppleto, che si era impossessato della fortezza e ne aveva fatto un rifugio per gli esiliati aquilani: in corteo sfilano eserciti e armi, ma anche le trattative di pace avviate dalla regina, che diedero un ruolo chiave ai mercanti di Antrodoco.

Il corteo confluisce nel piazzale della chiesa di Santa Maria Extra Moenia, dove si tiene la contesa del Palio. A chiudere il Castaldato arrivano la cena del viandante e l'incendio della Rocchetta.

La sartoria e la storia degli umili

Nel corteo sono attese centinaia di figuranti, e gli abiti non si affittano: li realizza a mano la sartoria del Castaldato, su bozzetti che ricalcano fedelmente documenti e dipinti del tempo. Ci lavorano per mesi i rioni stessi, per completare il guardaroba di dame e cavalieri, personaggi di assedi e trattative, popolo, arcieri e timpanisti.

Su questa parte la manifestazione ha investito anche in ricerca: è stato organizzato un convegno scientifico divulgativo dedicato agli abiti, ai colori, ai simboli e alla società del Medioevo, con esperti e accademici, definito dagli organizzatori fondamentale per il lavoro di studio filologico alla base dei costumi. La rassegna è curata dall'Associazione Castaldato di Antrodoco, con il patrocinio del Comune e della Regione Lazio e il supporto del Ministero della Cultura.

C'è infine una scelta che distingue questa rievocazione da molte altre: dare grande rilevanza alla storia degli umili — contadini, allevatori, artigiani, mercanti — accanto a quella degli imperatori e delle regine.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa ad Antrodoco è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Antrodoco Centro è a 200 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Sigillo sud: da lì bastano 7 minuti di guida (8,0 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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