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La Cavalcata del Borbone a Montescaglioso 2027 - Il re che compì diciannove anni ospite dei benedettini

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La Cavalcata del Borbone si tiene la seconda domenica di agosto a Montescaglioso, in provincia di Matera. Il corteo storico in costume rievoca l'arrivo in paese, nel 1735, di Carlo di Borbone, re di Napoli e di Sicilia, che qui si fermò tre giorni nell'Abbazia di San Michele mentre andava a Palermo a farsi incoronare, e che proprio in abbazia festeggiò il suo diciannovesimo compleanno. Le figure che sfilano — popolani, nobili, monaci e reparti dell'esercito spagnolo — sono ricostruite sui documenti d'archivio che raccontano quel soggiorno.

Un compleanno in abbazia

Nel percorso verso la Sicilia, Carlo attraversa la Campania e la Puglia, sosta ad Altamura e giunge a Montescaglioso ove, ospite per tre giorni nell'Abbazia di S. Michele, festeggia il suo diciannovesimo compleanno.

Il viaggio aveva una meta e un motivo di stato: il giovane Carlo, già Re di Napoli, era in viaggio per la Sicilia dove, nella Cattedrale di Santa Maria Vergine Assunta di Palermo, sarebbe stato incoronato Re di Sicilia. Sarebbe rimasto in carica fino al 10 agosto del 1759, quando succedette a Ferdinando VI come Re di Spagna.

In abbazia il re fu sistemato al meglio: al sovrano furono attribuite le camere più sontuose, ovvero l'appartamento dell'Abate, mentre le camere predisposte per la corte risultarono essere 36 al piano superiore, tutte ben fornite ed acconcie, come racconta la cronaca dell'epoca.

Dalle proprie camere si recò in chiesa nella maniera più sontuosa che si potesse immaginare, accompagnato dai monaci sotto il baldacchino e seguito dai nobili e dai generali della corte. Dopo la messa, lo scoppio dei mortaretti e la fucileria della guardia personale, il Reverendo Priore intonò il Te Deum di ringraziamento e impartì la benedizione. La giornata trascorse tra caccia e banchetti.

Il documento ritrovato che detta la scaletta

Alcune ricerche effettuate negli archivi di Stato di Napoli e Matera hanno permesso di rintracciare il resoconto del soggiorno di Carlo di Borbone a Montescaglioso nel 1735, e quei documenti raccontano con dovizia di particolari l'arrivo, il soggiorno e la partenza del Re.

Il corteo di oggi ne discende direttamente: rievoca, con le necessarie modifiche giustificate dall'ambientazione nei nostri tempi, le vicende di quel lontano evento riproponendo figure e accadimenti così come sono raccontati dai documenti riemersi dall'archivio dell'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo di Montescaglioso.

Di quelle ricerche esiste anche una pubblicazione, che presenta la formazione del corteo storico così come è stata ricostruita sulla base della documentazione d'archivio e dedica una parte significativa alla trascrizione del documento proveniente dall'archivio dell'abbazia che racconta nei dettagli il soggiorno del Re nel monastero e che contiene un elenco delle personalità che accompagnano il monarca nel lungo viaggio.

L'oste, le lavandaie, il fortunello

Apre il corteo un gruppo di teatranti di strada, mangiafuoco e trampolieri che precede i popolani e i borghesi di Montescaglioso con i doni che porgeranno al Re in segno di benvenuto.

Ognuno porta addosso il proprio mestiere: vestono gli abiti dei mestieri dell'epoca: l'oste, il formaggiaio, le lavandaie, il fortunello o venditore delle carte della fortuna, la scrivana.

Le chiavi della città

Sfila, vestito di broccato e con in mano il bastone del comando, il Magnifico Don Giovanni Battista Andriulli, Sindaco della Università di Montescaglioso, che porta l'omaggio dell'intera comunità e consegna al Re le chiavi della cittadina.

Dietro di lui vengono le famiglie del posto — rappresentanti delle famiglie nobili di Montescaglioso tra cui Salinari, Giagni, Selvaggi — e poi i religiosi, ciascuno col suo incarico: un gruppo di monaci benedettini guidato dal priore Don Placido Caparelli, Cancelliere dell'Ordine Cassinese sotto la Regola di san Benedetto, dal padre cellerario Don Giovanni Venusio da Matera e dal vicario Don Michele Leone da Montescaglioso.

C'è anche il monastero femminile: l'omaggio della comunità benedettina femminile della SS. Concezione è portato dalla Reverendissima Madre Badessa, Donna Emilia Cattaneo della nobile famiglia dei Marchesi di Montescaglioso.

Quella famiglia sfila al completo: Don Antonio Cattaneo e Donna Lavinia Cattaneo, figli del Marchese di Montescaglioso, poi Donna Adriana Cattaneo e Donna Giovanna Cattaneo, patrizie genovesi e sorelle del Marchese, e infine l'illustrissimo Don Camillo Cattaneo, patrizio genovese, Marchese di Montescaglioso, e la consorte, la Marchesa Donna Paola Cattaneo.

Un reparto che aveva combattuto a Lepanto

A precedere e scortare il sovrano ci sono drappelli di dragoni del Real Esercito di Sua Maestà Imperiale Filippo V di Spagna, che aveva conquistato Napoli ed il Regno al comando del Duca di Montemar, sconfiggendo definitivamente gli Austriaci nella battaglia di Bitonto il 26 maggio del 1734.

Il passo è dato dagli strumenti: il passo di marcia dei reparti è scandito da tamburi e gaite.

In testa alla guardia c'è un comandante con una divisa riconoscibile: alla testa del corpo di guardia, con divisa rossa e bianca, marcia Don Lelio Carafa, della nobile famiglia italiana dei Carafa di Maddaloni, Comandante della guardia personale del Re.

Seguono il reparto di dragoni del celebre «Reggimento di Sicilia», detto «El valoroso» del Real Esercito spagnolo, e poi il glorioso reparto «Tercio Viejo de la Armada del Mar Oceano de Infanteria Napoletana» che nel 1571 aveva partecipato alla vittoriosa battaglia di Lepanto, contro i Turchi.

Attorno al re camminano anche i suoi uomini di fiducia e i diplomatici: il confessore del Re e Cappellano Maggiore, il patriarca Galiani, e il Conte spagnolo Don Emanuel Benavides di Santo Stefano, rappresentante personale a Napoli di Re Filippo V di Spagna e della Regina Elisabetta Farnese, e i Principi Corsini e Acciajoli a cavallo.

La seconda domenica di agosto

L'appuntamento cade sempre nello stesso giorno d'estate: seconda domenica di agosto, con animazione di strada con ritmi di tamburi, giocolieri, teatranti e fuochi pirotecnici e la partecipazione della comunità locale.

In piazza Roma si allestiscono l'antico mercato, i banchi degli antichi mestieri, i giochi e i burattini; il corteo dell'esercito a cavallo parte dal viale Aldo Moro, e all'abbazia si esibiscono giocolieri e artisti di strada.

Nell'abbazia, intanto, si può vedere la parte documentaria: nella Sala del Capitolo viene allestita la mostra sul viaggio di Carlo di Borbone da Napoli a Palermo nel 1735.

La pubblicazione che accompagna la sfilata non si ferma al corteo: ricostruisce il contesto storico nel quale matura il viaggio di Carlo di Borbone verso la Sicilia e il perché della lunga tappa a Montescaglioso, e illustra il ruolo di Carlo nella storia del Regno di Napoli e il compito che affidò al proprio governo in direzione di un ammodernamento delle strutture statuali del Regno e della società.

La Cavalcata, ormai, è un appuntamento importante dell'offerta turistica e culturale di Montescaglioso.

Come arrivare alla festa

La Cavalcata del Borbone a Montescaglioso si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Matera Sud, a 18 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Matera Sud, e il tragitto è di 18 chilometri per 24 minuti di guida.

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