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La cavalcata dei Normanni e Venuta di Papa Urbano II a Banzi 2027 - La bolla che tolse l'abbazia a ogni padrone
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
A metà agosto Banzi, in provincia di Potenza, rievoca un evento che nel 1089 segnò la sua storia: la venuta di Papa Urbano II, che il 24 agosto consacrò la chiesa badiale di Santa Maria e lesse la bolla con cui poneva il monastero alle dirette dipendenze della Santa Sede. Un corteo storico con oltre cento figuranti in costume — il papa, i principi normanni Ruggero e Boemondo, i vescovi, cavalieri, dame, sbandieratori e musici — percorre le strade del borgo dell'alta Murgia lucana e si ferma a tappe per recitare le scene di quella giornata.
Un documento letto in piazza
Il momento centrale del corteo è la lettura di un atto: il Papa darà lettura della famosa bolla papale con la quale Egli accoglie sotto la sua protezione l'abbazia e lo stesso abate e dichiara il monastero bantino alle dirette dipendenze della Santa Sede, sottraendolo così da qualunque soggezione e dipendenza da chicchessia.
Quel privilegio durò secoli: all'epoca l'abbazia dipendeva direttamente dalla Santa Sede e dal XV secolo venne data in commenda a cardinali e ad alti prelati della Chiesa.
E si chiude proprio lì: la rappresentazione finisce con la lettura della bolla di consacrazione della chiesa.
Il papa arrivò con trentadue vescovi
La visita non fu un passaggio di cortesia. Papa Urbano II (1088-1099), che vuole incoraggiare la diffusione del rito latino con l'aiuto dell'ordine dei benedettini e limitare l'influenza del clero di rito greco, è in Santa Maria di Banzi nel 1089.
Il seguito era imponente: lo accompagnano 32 vescovi ed è accolto dai due potenti eredi di Roberto il Guiscardo: i principi Ruggero Borsa e Boemondo.
Non si trattò di una tappa breve: il papa fu ospite per un paio di settimane del protocenobio dei benedettini in terra lucana, e la giornata centrale ha una data: il 24 agosto Urbano II consacrerà la Chiesa Badiale a Santa Maria. Il motivo del viaggio era anche diplomatico: sono venuti per discutere, concordare linee comuni, accordi diplomatici tra Chiesa e Principi.
A chiamarlo era stato l'abate: la nuova chiesa, su insistenza dell'abate Ursone, venne consacrata nel 1089 dallo stesso Papa Urbano II, in anni in cui con l'arrivo della famiglia normanna degli Altavilla, nell'XI secolo, l'Abbazia viene ingrandita e ricostruita.
Quel papa è Urbano II, al secolo Ottone di Lagery, proveniente dal monastero benedettino di Cluny, fu Papa dal 1088 al 1099 e diventò il primo papa cluniacense, e invocò in un sermone la convocazione della prima crociata, accogliendo la richiesta di aiuto di Alessio I Comneno, facendo così assumere al papato la guida della cristianità occidentale.
Il manoscritto letto dal corteo
Il corteo, preceduto da una dozzina di armigeri a cavallo, percorre alcune strade del paese al ritmo di tamburini e chiarine, rievocando a tappe fatti, eventi e vicende che effettivamente si sono verificati in quel giorno e riportati con dovizia di particolari nel manoscritto di Domenico Pannelli, fonte storica dalla quale sono state attinte numerose notizie.
Domenico Pannelli fu l'ultimo abate commendatario dell'Abbazia Santa Maria, e durante il percorso si dà lettura di brani rievocatori dell'evento riportati nel manoscritto.
In corteo sfilano oltre cento figuranti in costume: oltre al Papa, i principi normanni Ruggero e Boemondo figli di Roberto il Guiscardo, i 32 vescovi che accompagnarono Urbano II al Concilio di Melfi, e inoltre armigeri, falconieri, plebei, monaci, tamburini, guardie a cavallo. In un'edizione la presenza di 30 figuranti a cavallo ha dato la possibilità di rappresentare l'arrivo in Abbazia dei Principi normanni e della loro corte.
La danza macabra, e il crociato
C'è prima il combattimento: un gruppo di combattenti ha consentito di rappresentare la parte più drammatica dell'evento: un combattimento all'ultimo sangue, con la successiva «danza macabra» tra i caduti e un pezzo di recitazione con espliciti riferimenti al «Trionfo della Morte».
C'è poi una scena di pensiero, dentro il monastero: il dialogo tra due novizi e l'Abate Ursone che si sono soffermati sulla vita in un cenobio benedettino e sulla «prova ontologica» dell'esistenza di Dio elaborata qualche anno prima da sant'Anselmo, in quegli anni grande sostenitore di Urbano II.
E infine il finale, che guarda avanti di qualche anno e non è trionfale: l'ultimo atto di recitazione ha riguardato un salto negli anni avvenire di un cavaliere crociato ritornato impoverito e senza gloria nei suoi luoghi di origine.
Nel programma ci sono anche la vestizione del Papa, il suo dialogo con Ursone e il discorso con un esplicito riferimento all'alleanza con i Normanni e ai futuri progetti della prima crociata, e gli organizzatori dichiarano un intento preciso: l'evento non vuole limitarsi a una semplice rievocazione ma affrontare anche alcuni temi dell'oggi.
Anche la ricerca storica va in quella direzione: il lavoro di ricerca storica mira a ricostruire storicamente l'evento e approfondire i temi che vi furono trattati, tra cui l'indizione del Terzo Concilio di Melfi e l'organizzazione della prima Crociata in Terra Santa. Costumi curati, scenografie e ambientazioni restituiscono la solennità di un'epoca, in una narrazione corale che coinvolge l'intera comunità, e nel finale della serata si esibiscono sbandieratori, giocolieri e mangiatori di fuoco.
Venticinque rapaci e quattro falconieri
Nel borgo antico, dopo il corteo, c'è uno spettacolo di falconeria che avrà 25 rapaci protagonisti e 4 falconieri che attraverso antichissime tecniche permetteranno ai falchi di esibirsi a tutta velocità e in piena libertà.
Per ogni rapace c'è la spiegazione tecnica e storica, oltre al volo.
L'elenco degli uccelli è lungo e ordinato per abitudini: falchi pellegrini (il predatore più veloce del pianeta), poiane di Harris, falchi sacri, falchi gyrsacri che a velocità elevatissima sfiorano i presenti, i gheppi, falchi autoctoni di piccolissime dimensioni e di grandissima agilità, e poi l'aquila reale e la sua rivale aquila delle steppe. Al calare della sera tocca ai notturni: il volo dei barbagianni e delle civette, per finire con il gufo reale, predatore notturno più grande al mondo.
Il mercato, e la cena spartana
Alla fine del corteo, che si conclude all'interno del Centro Storico, viene allestito un mercato medioevale, dove oltre alla degustazione di cibi e sapori medievali, della cultura contadina e prodotti tipici locali, si può partecipare ad una cena in una locanda dell'epoca, ricostruita dagli artigiani locali, a base di pietanze cucinate secondo antichissime ricette e servite con vettovagliamento spartano, a garantire autenticità e storicità della cena.
Fuori dal borgo si allestisce anche un campo medievale e, al campo sportivo, si tiene uno spettacolo con la giostra dell'incontro, la battaglia fra cavalieri, la corsa all'anello e al giavellotto.
Il paese che ospita tutto questo ha un passato più antico del Medioevo: Banzi è l'antica Bantia romana, oggi borgo della provincia di Potenza sull'alta Murgia, e l'abbazia sorge sulle sue rovine.
La manifestazione si tiene a metà agosto ed è organizzata dal Comune; è realizzata ininterrottamente da vent'anni e sta tra i grandi eventi della regione Basilicata per l'importanza e la valenza storica.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Banzi per la cavalcata dei Normanni e Venuta di Papa Urbano II chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Tarantella, a 9,6 chilometri da Banzi, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Palazzo San Gervaso - Spinazzola si trova un percorso di 14 chilometri che in 18 minuti porta a destinazione.
Altre feste in provincia di Potenza
Altre feste di agosto nella stessa zona.
- San Vito a Banzi — giugno
- Io Isabella — agosto
- La battaglia di Lauria del 1806 — agosto