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Folklore e Rievocazioni

Contendi e cantendi sa batalla a Sardara 2027 - La sconfitta che si racconta in lingua sarda

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Luglio
Dove Cineteatro Comunale, Sardara

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

«Contendi e cantendi sa batalla» si tiene a luglio a Sardara, nella provincia del Sud Sardegna, e racconta la battaglia combattuta a Sanluri il 30 giugno 1409, quella in cui sa batalla — in italiano «la battaglia» — ebbe esito infausto per il popolo sardo, segnando la fine della sua indipendenza. Non è uno scontro rifatto in campo, ma uno spettacolo teatrale-reading in lingua sarda, organizzato dalla Pro Loco di Sardara al teatro comunale di via Cagliari.

Un reading in lingua sarda, non una battaglia in costume

La narrazione di un tragico evento storico diventa spettacolo totale in un caleidoscopio di musica, immagini, danza, con un forte coinvolgimento emotivo, affinché rimanga scolpito nella memoria dei Sardi.

Gli eventi sono due. Il reading-concerto si tiene al teatro comunale di via Cagliari; il dramma «Sa bella de Seddori» — cioè «La bella di Sanluri» — va in scena a Casa Pilloni, in via Eleonora, con la compagnia Su Spassiu di Sanluri.

La musica è parte del racconto: diversi gruppi musicali hanno messo in musica Sa Batalla, tra questi gli Shardana; con loro hanno partecipato Kenze Neke, Nur e Akinu Congia, insieme a MO.DA. Movimento Danza. Gli eventi rievocano la battaglia del 1409 lavorando sulla consapevolezza storica del popolo sardo.

La festa si tiene a Sardara, mentre la battaglia fu combattuta nei pressi del villaggio di Sanluri.

Il 30 giugno 1409, davanti a Sanluri

Il 30 giugno 1409, nei pressi del villaggio di Sanluri, si scontrarono l'esercito siculo-catalano-aragonese, guidato da Martino il Giovane, Re di Sicilia e Infante di Aragona, e l'esercito sardo giudicale, al comando del francese Guglielmo III, visconte di Narbona, ultimo giudice del Giudicato d'Arborea.

Nel 1408 Martino il Giovane, re di Sicilia e unico erede al trono della Corona di Aragona, era sbarcato al porto di Cagliari con 150 navi e un potente esercito fatto di 3.000 cavalieri e 7.000 fanti. Nel giugno del 1409 mosse con l'esercito alla volta di Sanluri, dove era acquartierato l'esercito sardo nemico.

L'esercito sardo era molto più numeroso, ma meno organizzato e armato rispetto a quello nemico, ed era composto da 20.000 soldati tra fanti e arcieri genovesi.

Un'isola concessa da un papa per un problema siciliano

L'Aragona doveva conquistare la Sardegna, già formalmente concessa nel 1297 da Papa Bonifacio VIII a Giacomo II di Aragona con la creazione del Regnum Sardiniae et Corsicae, per risolvere un problema politico in Sicilia.

Nel 1408 i rapporti tra la corona di Aragona e quella di Arborea erano oramai compromessi: quest'ultima era accusata di tradimento perché non accettava il ruolo di vassallo, non si piegava al volere straniero, anzi piano piano conquistava quasi tutta l'isola, ad esclusione fondamentalmente del castello di Cagliari e di Alghero.

Dopo il vano tentativo di risolvere la questione diplomaticamente, si decise di passare alle armi. Mariano IV, la figlia Eleonora e suo marito Brancaleone Doria erano morti, e Guglielmo III visconte di Narbona era stato incoronato re.

La bella di Sanluri, e la morte del vincitore

Sulla morte di Martino il Giovane la tradizione aggiunge un'altra versione: la leggenda racconta che il giovane non sia «semplicemente» morto di malaria, ma anche per le particolari attenzioni di un'inedita e ardente patriota, Sa Bella de Seddori, che letteralmente lo sfinì per la forte passione.

È la stessa figura che dà il titolo al dramma messo in scena a Sardara.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Sardara per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Gavino, a 8,2 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Sardara – San Gavino Monreale, e il tragitto è di 1,3 chilometri per 2 minuti di guida.

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