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Estate Medioevale Iglesiente a Iglesias 2027 - Rievocazione della difesa dei balestrieri del XIV secolo
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
L'Estate Medioevale Iglesiente si tiene a Iglesias, nella provincia del Sud Sardegna, in Sardegna, in diverse giornate distribuite dalla fine di luglio a metà agosto. I gruppi di balestrieri storici della città vengono abbinati per sorteggio ai quartieri e si sfidano nel Torneo della Balestra, che rievoca la difesa di Villa di Chiesa dall'assedio portato da Alfonso d'Aragona nel XIV secolo; il 13 agosto sfila il Corteo Medievale e dal 13 al 15 agosto si svolgono i giorni della «Dormiente», con la processione dei Candelieri. Al Corteo Medievale partecipano oltre 700 figuranti in costume.
L'assedio di Alfonso d'Aragona
L'assedio fu portato da Alfonso d'Aragona e durò otto mesi. A difendere la Villa c'erano solo 1.600 uomini, che con forza prodigiosa si opposero al nemico impedendogli di avanzare un solo metro oltre il muro di cinta. Fra i difensori si distinsero un centinaio di balestrieri, uno dei quali uccise con un colpo preciso di balestra il Castellano d'Amposta, un nobile alleato dell'Infante spagnolo. A quell'episodio si ispira il Torneo della Balestra Antica da Banco.
La manifestazione, nel complesso, rievoca la dominazione pisana e la figura del Capitano del Popolo nell'antica Villa Ecclesiae, fra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV, con l'inizio della dominazione aragonese, e si articola in diverse fasi distribuite dalla fine di luglio a metà agosto. L'11 agosto il chiostro ospita per tutta la giornata «Iglesias A.D. 1323», una rievocazione di vita medioevale a cura della Società dei Balestrieri di Villa Ecclesiae.
Il sorteggio sotto la Torre Pisana
Il sabato che precede la competizione i gruppi di balestrieri storici si ritrovano vicino alla Torre Pisana per essere abbinati, attraverso un sorteggio, ai diversi quartieri che compongono la città: il ritrovo è sulla scalinata in via Eleonora, poi un piccolo corteo raggiunge piazza Sella, dove avviene l'estrazione e il virtuale abbinamento ai quattro quartieri storici menzionati nel Breve di Villa di Chiesa. Accanto ai balestrieri sfilano i figuranti che rappresentano il popolo e le figure politiche di Iglesias nel Trecento.
Il torneo vero si corre nel piazzale del Chiostro di San Francesco, in un campo di tiro appositamente allestito: i balestrieri si sfidano con la balestra antica da banco per la conquista del Trofeo, e vince la squadra — quindi il quartiere — che totalizza il punteggio più alto. Segue la gara di tiro al Corniolo o Tasso, in cui tutti i balestrieri si sfidano singolarmente per proclamare il vincitore della classifica individuale.
Dall'esito del Torneo si compone la squadra di balestrieri che rappresenta la città di Iglesias ai campionati italiani della Litab, la Lega italiana tiro alla balestra. Il Torneo della Balestra, come manifestazione, è nato nel 2003.
Settecento figuranti, e il gonfalone di Pisa
Il 13 agosto è il giorno del Corteo Medievale: una carovana colorata a cui partecipano oltre 700 figuranti in costume, in un festoso susseguirsi di stendardi variopinti, armature, cavalieri, trombettieri e abili sbandieratori, accompagnati da tamburi e chiarine. Parte dal Parco dell'Associazione Mineraria Sarda e attraversa mezza città fino a piazza Quintino Sella, dove i gruppi ricevono il saluto della città.
A sfilare, insieme ai quartieri storici, sono le tredici associazioni che fanno parte della Società dei quartieri medioevali di Villa Ecclesiae e il Gonfalone della città di Pisa, gemellata con Iglesias. Un gruppo di artigiani provenienti da diverse regioni ripropone «fedelmente» i vari aspetti della vita quotidiana delle botteghe artigiane degli antichi borghi medioevali.
Lo stesso giorno c'è la Festa delle Bandiere, con l'esibizione di saluto dei gruppi cittadini e di quelli ospiti — gli Sbandieratori e Musici Santa Rosa da Viterbo e il Gruppo Storico Sbandieratori di Fivizzano — e negli angoli del centro storico si tengono le prove di tiro fra arcieri e balestrieri, mentre il conio medioevale riproduce monete dell'epoca e i musici suonano strumenti antichi. Il giorno successivo al Corteo si tiene «La favata», banchetto medioevale a Sa Costera.
Il basilico e le rose per la Dormiente
Dal 13 al 15 agosto la manifestazione cambia registro e diventa religiosa: sono i giorni della «Dormiente», conosciuta anche come Madonna Assunta o «Sancta Maria di Mezo Gosto».
La preparazione comincia presto. Fin dalla mattina del 13 agosto le Consorelle dell'Assunta procedono alla vestizione a festa del simulacro seicentesco della Madonna, che viene poi intronizzato nella navata della Cattedrale. E per tutta la mattina del 14, nella Chiesa della Purissima, alcuni Obrieri Maggiori preparano le foglie di basilico e i petali delle rose che saranno utilizzati come offerte alla Dormiente nella cerimonia della sera, riponendoli in due cestini separati che vengono poi portati in Cattedrale.
La sera del 14 si tiene la Veglia; il 15 la Santa Messa Solenne, con l'offerta del cero e la processione con i Candelieri — strutture votive monumentali, interamente in legno, portate a braccia. All'offertorio vengono accesi i ceri, che al termine della celebrazione saranno sistemati in cima ai Candelieri.
I Candelieri sono preceduti dall'Araldo, dal capitano del popolo che porta un cuscino con le chiavi della città, dal Breviaiuolo con una copia del Breve, dal giudice, dal camerlengo con gli amanuensi a fianco e dai rispettivi stendardi. Nella processione, dietro allo stendardo dell'associazione e alla banda, vanno i Candelieri con i propri stendardi, i suonatori di launeddas, il clero e gli Apostoli che reggono la portantina della Dormiente, poi le consorelle dell'Assunta, l'amministrazione comunale con i vigili urbani che portano lo stendardo del comune, e la folla dei fedeli.
Un percorso scritto in un codice del Trecento
Il Breve di Villa di Chiesa è il codice di leggi in vigore durante il periodo pisano; il suo nucleo originario fu redatto già nel XIII secolo, e l'unica copia superstite — conservata nell'Archivio Storico del Comune di Iglesias — risale, secondo gli studiosi, più o meno al 1327: è priva dell'explicit, e dunque non se ne hanno notizie più certe. Il manoscritto in pergamena è pressoché intatto. Confermato dagli aragonesi, il Breve rimase in vigore fino alla perfetta fusione del 1847.
L'araldo ne legge i passi nel capitolo che stabilisce l'ordine d'uscita — «vada innanise quello dell'Universitas…», e si conclude con «e si picchino in Sancta Chiara» — e quell'ordine viene rispettato. Il percorso, poi, si snoda all'interno della vecchia cinta muraria cercando di rispettare quelle vie dove, come ordinato dal Breve, non si potevano erigere «fondacchi» per non ostacolare il passaggio dei Candelieri, che evidentemente anche allora dovevano essere monumentali. I luoghi hanno cambiato nome: la «dicta piassa» è oggi piazza Collegio, e dove sorgeva il palazzo dei Donoratico della Gherardesca oggi c'è la Chiesa della Purissima.
Il rito, però, è più antico dei pisani: l'offerta del cero alla Dormiente ha origine con la dominazione bizantina della Sardegna, come attestato nel «De Cerimoniis Aulae Byzantinae» di Costantino VII Porfirogenito, ed è giunto nell'isola con la conquista da parte dell'Impero Romano d'Oriente nel 534 d.C.
Scomparsa per motivi ignoti, tornata nel 1993
Nel Trecento si offrivano ceri di notevoli dimensioni, di cera vergine, nuova ogni anno, montati su trabacche; nel Seicento vennero realizzati i candelieri monumentali che conosciamo — e di quelli resta l'ultima colonna superstite, oggi in opera nel candeliere di Sancta Chiara. Un documento del 15 agosto 1637 racconta che la festa era stata impreziosita da un palio equestre, oggi non più rievocato.
Nemmeno la gravissima pestilenza del 1656 riuscì a impedire la celebrazione, come attestano i documenti dell'anno seguente e l'ordine di restaurare i candelieri arrivato il 19 agosto del 1659. Eppure, più tardi, la processione dei candelieri è scomparsa nel tempo per motivi ignoti: si è ipotizzata la peste e la contrazione demografica, ma ipotesi più recenti la imputano alle conseguenze della guerra di successione spagnola. Dell'antica tradizione rimase solo l'usanza di portare la Dormiente, e l'onore era riservato ai proprietari terrieri, forse perché nel giorno dell'Assunta si stipulavano i contratti agrari.
Nel 1950, in seguito all'istituzione del Dogma dell'Assunta, il Vescovo impedì l'uso del Simulacro della Dormiente, e i proprietari terrieri rifiutarono di portare la Madonna in gloria come volevano le nuove regole.
Nel 1992 il parroco della Cattedrale, con l'aiuto di alcuni fedeli, trovò una colonna seicentesca appartenuta a uno dei Candelieri e suggerì di avviare ricerche sulla sua funzione; venne coinvolta la sezione locale di un'associazione che aveva già un comitato per valorizzare le tradizioni iglesienti perdute. Si diede incarico a un ebanista locale di ricostruire una base su cui innestare la colonna ritrovata, e nell'agosto del 1993, per la prima volta dopo secoli, un Candeliere uscì per le vie di Iglesias.
Nel giro di cinque anni furono ricostruiti tutti gli otto Candelieri — nel 1994 quelli di Castello e Vinajuoli, nel 1995 quello di Mezo, nel 1996 Fontana e Montagna, nel 1997 Universitas, nel 1998 quello dei Lavoratori. Negli anni successivi si sono aggiunti gli stendardi, le coppe d'argento, i paralumi in vetro lavorato e le casacche dei portatori, una per ogni gruppo, con i colori del proprio Candeliere. L'Associazione dei Candelieri Beata Vergine Assunta è nata il 25 marzo 1996, dopo una raccolta fondi a cui la popolazione rispose in maniera entusiasta.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Iglesias, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Iglesias è a un chilometro dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Iglesias: da lì bastano 3 minuti di guida (2,5 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in provincia di Sud Sardegna
Poco distante, altri paesi festeggiano a modo loro.
- Matrimonio Mauritano a Santadi — agosto
- Contendi e cantendi sa batalla a Sardara — luglio
- Su Prugadoriu a Seui — ottobre