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Folklore e Rievocazioni

Convivio a Palazzo a Ceresara 2026 - Il pranzo del 1491 che serviva a fare pace

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
primo week di settembre
Dove Palazzo Secco - Pastore, Ceresara

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: comune.ceresara.mn.it, letta il 20/09/2026.

Convivio a Palazzo si tiene il primo fine settimana di settembre a Ceresara, in provincia di Mantova, e rievoca il banchetto del 15 giugno 1491, allestito nello stesso edificio che lo ospitò: il Palazzo Secco-Pastore, nella frazione di San Martino Gusnago. Quell'iniziativa conviviale, promossa espressamente dal marchese di Mantova, nasceva in verità come occasione di riconciliazione tra il Gonzaga e il Secco, le due maggiori autorità del Mantovano, che da alcuni mesi erano in continuo e aperto contrasto. Oggi il banchetto si rifà nella Grande Galleria affrescata, con un menù ricavato dai documenti dell'epoca.

Chi sedeva a quel tavolo, e perché

Il 15 giugno 1491, due tra i più illustri principi d'Italia, Francesco Gonzaga, marchese di Mantova, ed Ercole d'Este, duca di Ferrara e suocero del marchese Francesco, furono gli ospiti d'onore di un pranzo che si tenne a San Martino Gusnago, nella dimora di proprietà del condottiero Francesco Secco.

Il banchetto fu annunciato con un paio di giorni di anticipo. Era una pagina di storia in bilico tra Medioevo e Rinascimento, e il padrone di casa era il nobile Francesco Secco d'Aragona.

La rievocazione si fa dove il pranzo si fece

La rievocazione è allestita nello stesso edificio che ospitò lo storico incontro, il Palazzo Secco-Pastore; a organizzarla è l'Associazione Culturale «Compagnia delle Torri», nata a Ceresara su iniziativa di un gruppo di persone proprio con l'obiettivo di realizzare questa manifestazione, con il sostegno del Comune di Ceresara, della Provincia di Mantova e di numerosi sponsor locali.

Il banchetto si tiene nella Grande Galleria affrescata del Palazzo, con intrattenimento di musici, balletti, sbandieratori e armigeri, il trasferimento degli ospiti in carrozza e la visita guidata alle sale interne: una visita che comprende l'incontro con alcuni degli illustri personaggi che in pace o in guerra hanno incontrato e conosciuto Francesco Secco.

La frase che gli organizzatori usano per spiegare il senso di tutto è una sola: «rievocare per produrre conoscenza e promuovere il territorio attraverso la scoperta della storia locale».

Il menù non è inventato: viene dai documenti

Grazie a documenti storici che attestano le particolarità del banchetto che si rievoca, si ripropone un menù molto simile, ma riadattato ai giorni nostri: le pietanze sono frutto di un lungo e attento studio, elaborate partendo dagli ingredienti che — come è documentato — sono stati utilizzati nel Banchetto del 1491, ma presentate in chiave moderna e appetibile.

Alla tavola tornano anche i «trionfi», creazioni artistiche realizzate, secondo il costume gonzaghesco, per illustrare le singole portate.

Fuori dal palazzo comincia un'altra festa

In contemporanea al Banchetto sono aperte al pubblico — con ingresso e parcheggio gratuito — le «Locande», negli ampi spazi aperti della Corte del Palazzo, dove è possibile cenare con menù tipici mantovani e assistere a diversi momenti d'intrattenimento con artisti, musici, armigeri, cavalieri e sbandieratori.

Il cuore pulsante della manifestazione è la grande festa popolare all'aperto: duelli tra cavalieri, danze storiche, sbandieratori, giochi d'arme, falconeria, spettacoli di fuoco, esibizioni di arcieri e giullari. Nella corte si possono ammirare antiche armi di assedio, con l'esibizione di vari gruppi storici anche internazionali. Nei pressi del Palazzo c'è l'Accampamento del Lupo, un campo militare allestito da rievocatori storici come nel Cinquecento, dove armigeri e addetti alle salmerie riproducono lo svolgimento della vita in un campo militare del periodo, fra tende, velari, cucine da campo, esposizione di armi ed esibizione di armati in duelli di spada. Fra i gruppi ospiti ci sono anche i «Burdyri», guerrieri storici che arrivano da Praga.

Il paese si affronta poi nel Palio dei Borghi ceresaresi, con i borghi che si sfidano in giochi storici; la Disfida degli Arcieri è una delle prove valide per il Palio. Non mancano il mercatino storico e il Convivio dei Piccoli.

Si comincia con una fiaccolata e si finisce con la spada

L'inizio è la Corsa de lo Foco, fiaccolata dell'Antico Pievato con partenza da Villa Cappella, passando per la Torre di Ceresara e arrivo a Palazzo Secco-Pastore per l'accensione del braciere che dà inizio a Convivio a Palazzo.

Si rievoca anche una scena più antica del banchetto: la cerimonia di donazione alla comunità della ricostruita Pieve di San Martino, a.D. 1488, da parte del nobile Francesco Secco, seguita dalla sfilata di nobili, armigeri e sbandieratori al suono di tamburi e chiarine. La manifestazione comincia nel pomeriggio con la tradizionale parata di figuranti, armigeri, tamburi e sbandieratori.

Il venerdì sera c'è la Cena col delitto della compagnia teatrale Gli Impossibili di Ceresara: i partecipanti vengono chiamati a rivestire i panni di una squadra di investigatori impegnati a far luce su uno strano omicidio, in una trama che si dipana tra una base storica e un lavoro di fantasia.

A chiudere la serata è la Moresca, «L'Arte della Spada e della Danza», e la manifestazione si conclude con un grande spettacolo pirotecnico e piromusicale.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Ceresara richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Asola, a 18 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Sirmione, e il tragitto è di 22 chilometri per 25 minuti di guida.

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