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Folklore e Rievocazioni

Alla corte di Federico a Santa Lucia del Mela 2027 - La città che Federico II regalò al suo cappellano

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
24 settembre 2026
Dove Santa Lucia del Mela (ME) Sicilia, Santa Lucia del Mela

Fonte: rievocazioni.net, letta il 20/09/2026.

«Alla corte di Federico» si tiene a Santa Lucia del Mela, in provincia di Messina, l'ultimo fine settimana di luglio, e si ripete dal 2009. Il corteo, a un certo punto, si ferma davanti alla Cattedrale: è lì che l'imperatore Federico II di Svevia concesse al proprio cappellano maggiore Gregorio Mostaccio la città di Santa Lucia e il suo territorio, dando vita alla prima Prelatura Nullius Dioeceseos, cioè a una circoscrizione ecclesiastica soggetta direttamente alla Santa Sede.

Il territorio staccato dalla diocesi di Patti

Federico II stacca il territorio di Santa Lucia dalla diocesi di Patti e lo cede al suo cappellano maggiore Gregorio Mostaccio, che risulta essere il primo prelato della più antica Prelatura Nullius. L'istituzione della Prelatura è datata al 1206.

Il corteo lo ricorda in piazza Beato Antonio Franco, davanti alla Cattedrale.

Il castello ampliato nel 1228 e la Città della nostra delizia

Vi sono testimonianze di soggiorni dell'imperatore Federico II nel castello di Santa Lucia del Mela, da lui stesso restaurato e ampliato nel 1228; da allora il castello diviene residenza periodica del grande imperatore e della sua corte.

Il paese ci guadagnò due titoli: «Città della nostra delizia» e «deliziosa e fedele città». L'imperatore e la sua prima moglie Costanza d'Aragona venivano a svagarsi in queste terre; nel castello risuonavano gli echi della scuola poetica siciliana, e sui monti il sovrano si poteva dedicare alla caccia col falcone.

Una tradizione popolare narra che nella prigione del castello sia morto suicida Pier delle Vigne, Protonotaro dell'imperatore.

Cento figuranti e quaranta bambini

Il gruppo che sfila è composto da circa 100 figuranti, tra dame, cavalieri, popolani, crociati, paggetti e i personaggi storici — Federico II, Costanza d'Aragona, Pier delle Vigne e il cappellano maggiore Gregorio Mostaccio; in una versione del corteo compare anche Bianca Lancia, e fra i personaggi c'è papa Onorio III, che incoronò Federico a Roma nel 1220.

Più di 40 bimbi, dai 4 mesi agli 11 anni, indossano i costumi medievali e interpretano i ruoli che sono stati loro assegnati: fra loro sfilano i soldati a guardia dei sovrani e i crociati di ritorno dalla battaglia in Terra Santa. Da mesi prima fervono i preparativi per confezionare nuovi vestiti e accessori e per provare i balli.

I due cortei si incontrano: il corteo Junior parte dal chiostro del Sacro Cuore e sale fino in piazza Bando, dove davanti al Palazzo Basile-Vasari trova il corteo senior imperiale. Da lì si va avanti tra gli stretti vicoli del borgo, dalla piazza Milite Ignoto verso il castello arabo-svevo-aragonese, accompagnati dal suono dei tamburi e delle chiarine, fino all'entrata trionfale di Federico II e della sua corte sul piazzale del castello, insieme ai cortei storici della provincia di Messina e di altre aree siciliane.

L'evento propone non solo animazioni in costume storico, ma reali momenti di vita medievale, attraverso la ricostruzione di episodi e di vissuti propri del XIII secolo.

Il camaleuco e la cassata che lo imita

Costanza d'Aragona indossa il camaleuco che ha usato durante la sua reggenza come imperatrice di Sicilia e con il quale è stata sepolta.

A quel copricapo è dedicato un dolce: la sagra della cassata Costanza d'Aragona, una torta realizzata dai maestri pasticceri come omaggio al camaleuco che Federico II fece seppellire insieme alla moglie.

Si guardano poi i pezzi unici realizzati per la festa: la spada da cerimonia di Federico, i telai ricamati a mano con i blasoni nobiliari, l'aquila sveva del Regno di Sicilia e i telai con gli stemmi nobiliari delle più importanti famiglie che vissero nell'antica Santa Lucia del Mela al tempo di Federico: Guarna, Pancaldo e Bonifazio.

Historia, cinque epoche una dietro l'altra

Una parte della manifestazione si chiama «Historia, raduno multiepoca», e racconta una parte della storia vissuta nel borgo. Si parte dal periodo arabo, quando venne edificato il castello luciese, rievocato dai ragazzi di un centro di seconda accoglienza; si passa al normanno, con i maestri arcieri; si arriva allo svevo, «il periodo di massimo splendore del borgo», quando Federico II soggiorna a Santa Lucia del Mela nei periodi di svago, accompagnato dai rapaci dei falconieri.

Poi viene il periodo aragonese, con la regina Bianca di Navarra e i potenti tamburi che scandiscono il passare del tempo. E infine «un triste periodo per Santa Lucia»: la dominazione spagnola, che nel 1492, con un editto, sfrattò tutti gli ebrei di Sicilia che non si fossero convertiti al cristianesimo.

Taverne, scacchi viventi e maccheroni federiciani

Per le vie ci sono spettacoli di giocoleria, musici, sbandieratori, sputafuoco, sonetti e madrigali dei poeti siciliani, combattimenti medievali, l'investitura dei cavalieri, la partita degli scacchi viventi e giochi popolari. Ci sono anche danze arabe, per ricordare che Federico alla sua corte accoglieva tutte le culture.

Al castello sono esposti gli strumenti di tortura medievale del Museo delle torture dei Nebrodi. Nel Villaggio Medievale si mangia e si compra — enogastronomia nelle taverne, artigianato nelle botteghe — e c'è una caratteristica Sagra dei maccheroni federiciani; restano le visite guidate ai musei e nelle chiese e qualche menestrello che recita e canta poesie e sonetti d'amore.

La manifestazione è promossa dal Comune di Santa Lucia del Mela e dall'Associazione Culturale «Antiche Torri»: il corteo nasce nell'aprile del 2009, e da allora l'ultimo fine settimana di luglio è dedicato alla rievocazione della presenza di Federico II sul territorio luciese. L'associazione ha un gruppo di ballo e un gruppo di scherma medievali, mette i tamburi e i giochi medievali, e chiama gruppi da Motta Sant'Anastasia, Randazzo, Vicari, Misilmeri, San Marco d'Alunzio, Milazzo, Enna, Cammarata e San Giovanni Gemini.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Santa Lucia del Mela richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Milazzo, a 8,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Milazzo Isole Eolie, e il tragitto è di 6,5 chilometri per 9 minuti di guida.

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