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Corteo Storico Corrado IV di Svevia a Casamassima 2026 - Il campanile incendiato con dentro chi si difendeva
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 30/08/2026.
Il Corteo Storico «Corrado IV di Svevia» si tiene a Casamassima, in provincia di Bari, la prima domenica di ottobre. Circa 400 figuranti in costume rievocano la restituzione del feudo di Casamassima a Roberto da Casamassima da parte di Corrado IV, avvenuta nell'aprile del 1252, con il cerimoniale di reintegra sul sagrato della Chiesa del Purgatorio, in piazza Moro; la seconda parte è l'assalto alla Torre Campanaria da parte degli ungheresi, con l'incendio finale della torre. Il corteo nasce nel 1996 a cura dell'associazione turistica Pro Loco Casamassima.
Duecento morti su una torre
Nel 1348 Casamassima subì il sacco delle truppe ungheresi, venute in Italia per punire la regina Giovanna I d'Angiò di Napoli, accusata dell'uccisione del marito Andrea, fratello di Luigi re d'Ungheria. Un gruppo di mercenari teutonici assoldati dagli ungheresi aggredì il popolo casamassimese, fedele alla regina, che cercò rifugio nell'attuale Chiesa Madre.
Quel che seguì è il cuore del racconto: molte donne furono violentate e uccise, e gli uomini per difesa salirono sul campanile, dal quale gettarono pietre e altro per allontanare il nemico, che pensò bene di incendiarlo, distruggendolo e provocando la morte di oltre duecento casamassimesi che si erano difesi eroicamente. I mercenari erano al comando di Filippo Sulz.
Tutto viene minuziosamente descritto nel «Chronicon de rebus in Apulia gestis» scritto da Domenico de Gravina nel 1350, notaio e cronachista del Regno di Napoli, testo riportato integralmente nelle Note Storiche della Terra di Casamassima del professor Vincenzo Camardella, da cui la rievocazione è stata tratta.
Oggi quell'episodio è il grande assalto alla Torre Campanaria da parte degli ungheresi, con narratori, attori, danzatori, combattimenti, tamburini, e con l'incendio finale della torre.
Una pergamena conservata a Bari
Il corteo rievoca un episodio realmente avvenuto nell'aprile del 1252: il passaggio di Corrado IV di Hohenstaufen, figlio ed erede dell'imperatore Federico II di Svevia, nella terra di Casamassima, durante l'azione di ripresa dei possedimenti in Italia meridionale sotto la corona degli Hohenstaufen.
Il fatto è che il feudo era stato confiscato: il feudo di Casamassima era stato tolto dall'imperatore Federico II all'allora signore Giovanni da Casamassima, e il corteo rievoca la restituzione del feudo a Roberto da Casamassima, figlio di Giovanni, da parte di Corrado IV. Non è una tradizione orale: l'episodio è documentato in una pergamena originale che parla della reintegra del feudo, conservata nell'Archivio storico della Biblioteca Nazionale di Bari.
Il cognome imposto dall'imperatore
Il feudo ebbe origine sotto i Normanni, e il primo feudatario fu Guido da Venosa. Il nucleo abitato, nel 1195, fu concesso alla famiglia Massimi dall'imperatore Enrico VI, con l'obbligo per tale famiglia di cambiare il proprio cognome in quello di «Casamassima».
Quando Corrado IV restituì il feudo, nel 1252, stazionava con le sue truppe nel largo di Padula; il suo esercito, a dire del cronista Matteo Spinelli, era costituito da Lombardi, Todichi e Saracini.
Quattrocento figuranti nel Paese Azzurro
Il luogo è sempre lo stesso: il Cerimoniale di Reintegra del Feudo a Roberto da Casamassima e i festeggiamenti si tengono sul Sagrato della Chiesa del Purgatorio, in Piazza Aldo Moro.
Il lungo corteo si arresta in piazza Moro per la cerimonia di restituzione del feudo, con l'esibizione di gruppi di sbandieratori, musiche e danze medievali e orientali; quindi i figuranti si spostano nel borgo antico di Casamassima, sempre più noto come Paese Azzurro per via del suggestivo colore che ricopriva caseggiati e chiese, per una grande festa medievale con spettacoli e giochi medievali, mercato artigianale e banchetti con cibi dell'epoca.
Il percorso parte da Corso San Sabino e attraversa Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza Moro, dove viene accolto e festeggiato il nobile Roberto dei Massimi. I figuranti sono circa quattrocento, in costumi d'epoca, e fra loro ci sono sbandieratori, musici, danzatori, mangiafuoco, cavalieri, giocolieri e teatranti, oltre a spettacoli di fuoco e temerari fachiri e a combattimenti con spade infuocate.
La mostra degli strumenti di tortura
Da alcuni anni viene allestita, con grande richiamo di pubblico e visita delle scuole, la mostra sugli strumenti di tortura: sculture, dipinti e attrezzi, riprodotti dall'artigiano Giuseppe Potenzieri Pace di Palo del Colle.
Dal 1996, il primo della provincia
Il Corteo storico «Corrado IV di Svevia» nasce nel 1996 a cura dell'associazione turistica Pro Loco Casamassima, ed è il primo del genere nato nella Provincia di Bari. È organizzato in collaborazione con scuole e associazioni del territorio, e grazie ai numerosi gemellaggi con altri cortei storici pugliesi ha raggiunto la presenza di quattrocento figuranti.
Si tiene la prima domenica di ottobre e si svolge sotto gli auspici della Presidenza della Repubblica, fregiandosi di due medaglie, del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, del Consolato Onorario a Bari della Repubblica Federale di Germania, del Consolato Onorario a Bari del Regno del Belgio, oltre che della Regione Puglia, dell'Area Metropolitana di Bari, della Camera di Commercio e del Comune.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere del Corteo Storico Corrado IV di Svevia, a Casamassima, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Casamassima è a un chilometro dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Casamassima / Centro commerciale: da lì bastano 2 minuti di guida (1,2 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Che altro succede in provincia di Bari
Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.
- Corteo Storico a Giovinazzo — agosto
- Le Notti della Contea a Conversano — agosto
- Fabula Est a Mola di Bari — luglio