Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Folklore e Rievocazioni

Folklore e Rievocazioni

Corteo Storico di Federico II a Torremaggiore 2026 - Rievocazione della fondazione del borgo

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Maggio - Settembre
Dove Torremaggiore (FG), Puglia, Oria

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

Il Corteo Storico di Fiorentino e Federico II si tiene a Torremaggiore, in provincia di Foggia, a settembre, dentro una settimana di rievocazioni medievali. Oltre duecento figuranti, con arcieri, musici e sbandieratori, rievocano l'arrivo a Torremaggiore dei profughi di Fiorentino, la cittadella attaccata nel 1255 nel cui castello Federico II di Svevia era morto nel 1250: alla chiesa di San Nicola l'abate Leone li accoglie e riceve l'effigie del santo di Mira. La manifestazione è nata nel 1985 e comprende il Palio conteso dalle quattro contrade e l'incendio artistico del Castello.

Duecento figuranti per una città che non c'è più

Torremaggiore si definisce Città Federiciana, e ogni anno mette in scena il Corteo Storico di Fiorentino e Federico II: una manifestazione rievocativa che trae spunto dalla storia medievale del luogo e dal suo legame con Federico II di Svevia e la dinastia Hohenstaufen. Si compone di due momenti principali, il Corteo Storico e il Palio.

Il corteo mette in strada oltre duecento figuranti, accompagnati da arcieri, musici e sbandieratori, oltre alle delegazioni di altri cortei storici che arrivano dalla Puglia e dal resto d'Italia. Le figure che sfilano impersonano Federico II, i reggenti e il popolo di Fiorentino — la cittadella medievale in cui lo Stupor Mundi morì — e i rappresentanti delle quattro contrade di Torremaggiore, nel cui agro sorgeva Fiorentino. Ogni contrada porta il suo alfiere, le dame, i nobili di contrada e i gareggiatori.

La manifestazione è sorta nel 1985, su ideazione di Ciro Panzone, studioso di storia locale, ed è organizzata dal Centro Attività Culturali «Don Tommaso Leccisotti» di concerto con il Comune, con la Pro Loco, gli Arcieri Storici «Turris Maior», l'associazione «Insieme per Torremaggiore» e l'Associazione Culturale Musicale «Mozart».

L'imperatore che morì a Fiorentino

Fiorentino era d'origine bizantina, e fu riedificata dal catapano Basilio Boioannes dopo il 1018, dentro la strategia difensiva voluta dall'Impero di Bisanzio per fortificare il confine settentrionale della Puglia contro gli attacchi dei nemici, tedeschi e longobardi. Fiorentissima nel Medioevo, accolse nel suo castello Federico II di Svevia morente.

Qui il grande imperatore dettò in punto di morte il suo testamento universale, datato 17 dicembre 1250, a riprova che il 13 dicembre, data convenzionale della sua morte, era ancora in vita.

In seguito alle aspre lotte fra il papato e Manfredi di Svevia, figlio di Federico, Fiorentino venne attaccata nel 1255 dalle soldataglie di papa Alessandro IV e dai fuorusciti guelfi, al comando del conte Ruggero Sanseverino, e posta sotto il controllo del cardinale Ottaviano degli Ubaldini. La città fu abbandonata progressivamente dai suoi abitanti, che si trasferirono in maggioranza a Torremaggiore, nei pressi del Castrum normanno-svevo.

L'abate Leone e l'effigie del santo di Mira

Ai superstiti di Fiorentino, di Dragonara e di altri borghi minori, in una regione in cui infuriava la guerra, non restava che trovare rifugio e ospitalità all'ombra dell'antica Abbazia benedettina di Torremaggiore. E pensarono bene di presentarsi con un dono: portarono con sé un'effigie raffigurante il santo di Mira, a cui dedicare la chiesa principale, sacre suppellettili — fra cui una grande campana — e masserizie varie, per ingraziarsi quei monaci, che fra l'altro possedevano una chiesa intitolata a San Nicola proprio a Fiorentino.

Ad accoglierli fu l'abate Leone, feudatario del luogo. La sua devozione alla Casa di Svevia gli costerà la deposizione dalla carica. È il gesto che la rievocazione rimette in scena ogni anno: Torremaggiore, dunque, rappresenta la continuazione demica, civile e sociale della distrutta Fiorentino.

Quattro contrade, quattro origini diverse

Il Palio viene conteso dalle quattro contrade di Torremaggiore, e ognuna ha un'origine diversa.

Torrevecchia trae origine dal sito della prestigiosa abbazia benedettina di San Pietro, che fondò e guidò il feudo dal X al XIII secolo: il Monasterium Terrae Maioris, potente centro feudale della Daunia medievale, teneva infeudato un vastissimo territorio. Il nome serviva a distinguere il primo centro sorto attorno al monastero dal nuovo borgo, sviluppatosi a ridosso del castrum normanno-svevo.

Codacchio-San Nicola nasce dall'arrivo dei profughi di Fiorentino, che nella seconda metà del XIII secolo fondarono la Chiesa Matrice di San Nicola e l'odierno nucleo più antico del centro storico. Il termine «Codacchio», usato molto più tardi, deriva da un solenne canto della liturgia greco-bizantina, che veniva eseguito nella chiesa di Santa Sofia dalla popolazione greca integratasi ai residenti nel XVI secolo.

Santa Maria dell'Arco viene da una cappella rurale dedicata alla Madonna dell'Arco, feudo alle dipendenze del Monasterium. Nei pressi sorgeva una fontana monumentale, costruita dai benedettini per le necessità idriche del monastero e del casale, che portava acqua sorgiva mediante un acquedotto sotterraneo.

Santa Maria della Strada nasce dalla parrocchia omonima, fondata grazie alla popolazione greco-albanese residente a Torremaggiore nel XVI secolo: questi nuovi venuti non vollero insediarsi nel borgo antico e si stabilirono fuori dalle mura, fondando il casale di Santa Maria, detto poi Terra nuova, e la chiesa dedicata in origine alla Beata Vergine Maria Assunta. Il primo arciprete, nel 1593, fu di etnia albanese.

Il tiro con l'arco e la corsa agli anelli

Il Palio è stato istituito nell'ambito del Corteo Storico, e ha uno scopo dichiarato: stimolare la ricerca e la creatività, e rinvigorire un perduto e sano antagonismo fra quartieri, per restituire a tutti il gusto del gioco e all'incontro collettivo.

Le gare consistono in prove di forza e abilità, come l'antica disciplina del tiro con l'arco e il Torneo cavalleresco della Corsa agli Anelli, con l'esibizione equestre agli anelli che vale per il Palio. Alla fine il Palio viene assegnato alla contrada vincitrice, e il corteo storico rientra al Castello.

Dall'accoglienza dei profughi all'incendio del castello

Le giornate si distribuiscono nei luoghi della città: il Parco archeologico di Fiorentino, il Castello Ducale, i vichi del Codacchio, Piazza De Sangro, la Villa Comunale fanno da palcoscenico agli accampamenti medievali, alle rappresentazioni teatralizzate, alle esibizioni degli arcieri e degli sbandieratori. Negli accampamenti arrivano gruppi storici da Torremaggiore, Altamura, Termoli, Melfi e da Jesi, la città natale di Federico II.

Il corteo parte dalla villa comunale Federico II e arriva alla chiesa di San Nicola, dove si svolgono i due momenti che caratterizzano la rievocazione: la cerimonia di accoglienza dei profughi da parte dell'abate Leone e la consegna dell'effigie del Santo di Mira. Poi la sfilata riprende verso il Palazzo Ducale, dove si tengono le gare del Palio. Ci sono gli sbandieratori e musici «Florentinum» di Torremaggiore, un concerto all'alba sul sito archeologico, e alla chiesa di Santo Spirito il raduno delle merlettaie «Merletto a corte», con la benedizione dei lavori su tombolo.

A chiusura della serata arriva l'incendio artistico del Castello, che rappresenta l'assalto a Castel Fiorentino.

Un corteo nato dai ragazzi che lavavano i reperti

I giovani del paese avevano affiancato gli archeologi nel trasporto e nel lavaggio dei reperti rinvenuti sul sito; partiti gli specialisti, cominciarono a valorizzare i reperti, fondarono un centro di studi, aprirono un museo nel locale castello ducale e organizzarono un corteo storico.

Nell'arco di venticinque anni quel corteo è diventato l'evento culturale del paese, ha attirato turisti, ha attivato un processo di valorizzazione economica del territorio, ed è arrivato addirittura a legittimare un cambiamento nella toponomastica della cittadina. L'appropriazione della figura di Federico II — che su quelle terre ha effettivamente passato parte del suo tempo — è diventata l'occasione di una «rifondazione storica» del paese, e ha stimolato la valorizzazione di un patrimonio di tradizioni contadine fino ad allora passate inosservate.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Corteo Storico di Federico II a Torremaggiore richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di San Severo, a 8,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di San Severo, e il tragitto è di 10 chilometri per 11 minuti di guida.

Eventi nei dintorni

In provincia di Foggia si festeggia anche cosi'.

Da leggere