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Folklore e Rievocazioni

Corteo Storico e Gara del carro a Monteleone d'Orvieto 2027 - I quattro rioni diventati due casati, dentro e fuori la Porta Nord

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
16 agosto 2026
Dove Piazza Bilancini, Monteleone D'orvieto

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

Il 16 agosto, a Monteleone d'Orvieto, in provincia di Terni, oltre quattrocento figuranti in costume medievale attraversano il centro storico: dame, cavalieri, armati, sbandieratori, musici. Sfila per primo il corpo dell'amministrazione, e dietro vengono i due casati che si contendono il Palio, i Conti di Montemarte e i Conti di Marsciano.

Un paese diviso in due a tavolino

Quella divisione non viene dal Medioevo: l'hanno fatta gli abitanti nel 1981.

Il paese era diviso in quattro rioni — il Torrione, la Porta, il Borgo e San Rocco — e furono i loro rappresentanti, insieme al consiglio direttivo della Pro Loco e ad altri volontari, a decidere di mettere in piedi un corteo che rappresentasse la vita nel castello in epoca medievale. Tutto il paese si mobilitò.

Poi vennero gli studi storici. Dalle vicende del castello, tramandate da una bibliografia abbondante, emerse che Monteleone era stato conteso da varie fazioni, e che fra queste si erano distinti i Montemarte e i Marsciano, alternandosi al dominio del territorio. Così si decise di «storicizzare» il corteo: la partizione originaria in quattro rioni fu accantonata e al suo posto si crearono due nuove entità, il casato dei Conti di Montemarte e quello dei Conti di Marsciano, definendone i confini territoriali. Uno dentro, l'altro fuori la Porta Nord del paese.

I Montemarte e i Marsciano

Le due famiglie sono reali. I Montemarte erano guelfi e molto legati ai Monaldeschi di Orvieto; i Marsciano sono i Bulgarelli, chiamati anche conti di Parrano; e la loro divisione dentro il castello è documentata nel Trecento e nel Quattrocento. La manifestazione, istituita nel 1981, si ispira allo Statuto del Castello del 1407 e si propone di ricreare momenti di vita, consuetudini e costumi trecenteschi.

Il carro, che era un attrezzo da lavoro

La sfida comincia giorni prima, in Piazza Bilancini, con il momento solenne in cui i due casati si lanciano la disfida.

Dal 1981 al 1996 la gara che chiudeva il corteo fu il Palio del carro: una corsa in cui sei contradaioli spingevano un carro. Non era un oggetto di scena. Il carro è un mezzo agricolo tipico di quelle campagne, che trainato da due buoi serviva a portare materiali sulle strade di terra; e in corteo esce tirato da due mastodontiche mucche, insieme agli uomini, alle donne, ai bambini e ai cavalieri.

Dal 1997, la Giostra del Giglio

Nel 1997 la gara ha cambiato forma ed è diventata la Giostra del Giglio, una prova equestre in cui si sfidano quattro cavalieri dei due casati.

Il regolamento è preciso. I cavalieri partono da una linea comune, la mossa, e corrono dentro corsie delimitate; devono strappare due drappi posti a tre metri d'altezza e depositarli in due cesti che stanno venti metri più avanti. La gara è divisa in manche, e chi per primo mette due volte il drappo nel cesto accede alla finale, dove si assegnano il palio e il trofeo individuale, il paliotto.

Se nessuno dei due riesce nella prova, la manche si ripete con l'ordine di entrata invertito; e dopo due prove nulle il drappo viene abbassato al bottone inferiore dello scudo che sorregge il giglio. Se entrambe le gare le vince la stessa parte, quel casato porta a casa il palio direttamente — ma la finale si corre lo stesso, per stabilire il migliore fra i singoli. A vigilare sui tre punti dove la gara si decide — la mossa, lo strappo e il deposito nel cesto — c'è una giuria di tre giudici della FISE.

Tutto questo si svolge al Campo delli Giochi.

Il corteo, intanto, cade dentro i giorni della Sagra degli Umbrichelli, di cui condivide l'atmosfera di festa estiva del borgo.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Monteleone d'Orvieto per il Corteo Storico e Gara del carro chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Fabro-Ficulle, a 6,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Fabro, e il tragitto è di 8,0 chilometri per 9 minuti di guida.

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