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Folklore e Rievocazioni

Corteo Storico di Sant'Alessandro a Ischia 2027 - Le 5000 perline cucite a mano sull'abito di Vittoria Colonna

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
26 agosto 2026
Dove Piazzale delle Alghe, Ischia

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026. La fonte indica queste date come ancora da confermare.

Il Corteo Storico di Sant'Alessandro si tiene a Ischia, in provincia di Napoli, il 26 agosto, al calar del sole. Dal piazzale del Castello Aragonese parte un corteo che attraversa Ischia per quattro chilometri e finisce nel borgo di Sant'Alessandro, e racconta la storia dell'isola dalla colonizzazione greca fino al Regno dei Borbone. Nel corteo sfilano centinaia di abiti cuciti a mano — uno dei quali, quello matrimoniale di Vittoria Colonna, porta cinquemila perline.

Cominciò con le lenzuola

L'origine è modesta e recente. Un gruppo di ischitani del borgo di Sant'Alessandro voleva festeggiare il restauro della chiesetta, e pensò di realizzare degli abiti tradizionali isolani utilizzando lenzuola e asciugamani. Alla prima sfilata c'erano sei figuranti vestiti con abiti d'epoca — che erano poi i vestiti delle nonne — a rappresentare vecchi isolani e pescatori; un'altra testimonianza ricorda gli uomini vestiti da contadini e i bambini da angioletti.

Sull'anno le testimonianze si dividono: due dirette dicono 1981, una terza ricostruzione colloca la prima Festa di Sant'Alessandro nel 1979. Su una cosa non c'è dubbio: si cominciò per gioco.

Poi l'evento si ampliò, anno dopo anno. Prima si aggiunsero i parenti della gente del borgo, poi tanti ischitani, infine i gemellaggi con altre località — San Marino, Popoli di Pescara, Cava de' Tirreni, Castelvetro di Modena, Procida. Oggi il Comune d'Ischia si è assunto la paternità dell'organizzazione insieme all'Associazione Culturale Pro Sant'Alessandro.

Ogni vestito viene da un quadro

La parte più straordinaria di questa festa non sfila: sta in una stanza. Sisina è la sarta ufficiale dell'evento, e la quasi totalità dei vestiti che si vedono ogni anno li ha realizzati lei. Il metodo è preciso: ogni abito è ricavato da dipinti o stampe che raffigurano personaggi storici legati a Ischia.

Il lavoro è cresciuto per strati. All'inizio c'erano i vestiti isolani e i giovani che facevano lo spettacolo della tarantella; poi, con l'aumentare delle richieste di partecipazione, cominciò una vera e propria ricerca storica. Prima i greci — «sembrano semplici, ma in realtà non lo sono affatto», dice la sarta, e sono i suoi preferiti — poi i romani. Quindi «l'epoca del velluto», con la realizzazione di abiti del Seicento e del Settecento. Anche gli accessori, dai cappelli alle scarpe, sono sempre stati fatti a mano.

Il pezzo più impegnativo è l'abito matrimoniale di Vittoria Colonna: sul vestito furono cucite 5000 perline. E c'è un gruppo di Forio che indossa abiti tradizionali foriani realizzati qui e donati loro, rinnovando ogni anno il gemellaggio isolano.

Come ci si veste

Indossare quei costumi è un'operazione con un ordine. Prima il sostegno per la gonna, poi una sottoveste, poi il vestito vero e proprio; si chiudono i lacci, si abbinano le spille e le collane, si trovano le scarpe adeguate e il cappello. Sono vestiti «meravigliosi da indossare piano, con consapevolezza».

Nelle ore che precedono la sfilata le sarte danno gli ultimi ritocchi, e i figuranti sono descritti come gelosi dei propri costumi: non una piega, non un merletto, non un laccio fuori posto.

Ottocento anni prima di Cristo, e via

Il corteo racconta l'intera vicenda storica dell'isola, dai primi colonizzatori greci fino alla dominazione borbonica, e lo fa in ordine cronologico.

Ad aprire sono i coloni euboici di Pithekussai, la città fondata sul Monte Vico otto secoli prima di Cristo. Seguono gli Angioini e gli Aragonesi, poi il Rinascimento di Vittoria Colonna, con il cenacolo letterario che la poetessa teneva nel palazzo sul Castello. Vengono quindi l'età vicereale e il Settecento di Carlo III, che proprio dall'isola d'Ischia mosse i primi passi alla conquista del Regno di Napoli, allora governato da un trentennio dagli Austriaci. Chiudono la breve stagione francese con Gioacchino Murat e il periodo borbonico dominato dalla figura di Ferdinando II.

Dentro questa scansione camminano i personaggi: Lucrezia d'Alagno, Laura Sanseverino — che volle la costruzione dell'antica chiesetta di Sant'Anna davanti a Cartaromana — Costanza, Ferrante e Inigo D'Avalos, Alfonso d'Aragona, Prospero Colonna, Renato D'Angiò con sua moglie la regina Sancia, Restituta Bulgari, Giovanni da Procida, Isabella d'Aragona.

Chi arriva da fuori

Al corteo partecipano gruppi invitati da ogni parte d'Italia e d'Europa, scelti fra quelli la cui storia si è intrecciata con quella ischitana nelle diverse dominazioni. In testa, ad annunciare il passaggio nelle strade, ci sono gli sbandieratori Torri Metelliane di Cava de' Tirreni; per la dominazione normanna e sveva sfilano gli Imperiales Federici II di Foggia e il Centro Studi Nundinae di Gravina di Puglia; e poi i cortei storici di Marino, Popoli, Castelvetro e Ortisei della Val Gardena, i Pistonieri Monte Castello, i Falconieri, i Cavalieri della Pergamena Bianca, con carrozze e cavalieri al seguito.

Ci sono anche ospiti che con Ischia non c'entrano per dominazione ma per gemellaggio: i Mamuthones di Mamoiada, il gruppo folkloristico scozzese di Aberdeen, e il gruppo locale della 'ndrezzata di Buonopane.

Dal castello al borgo

Il percorso è fissato: dal Pontile Aragonese si passa per via Luigi Mazzella, via A. Sogliuzzo, via F. Sogliuzzo, corso Vittoria Colonna, via Roma e via Iasolino, fino al Palazzo D'Ambra. Quanti siano quelli che lo camminano dipende dalla fonte: una parla di oltre duecento figuranti, un'altra di più di trecento.

La sfilata principale, al suo arrivo, viene accolta in piazza Antica Reggia dalla folla delle grandi occasioni. Nella piccola contrada di Sant'Alessandro viene poi celebrata una messa nella chiesetta — quella il cui restauro, quarant'anni fa, aveva fatto nascere tutto — e seguono i festeggiamenti, con degustazione di prodotti tipici e accompagnamento musicale; le esibizioni folkloristiche si spostano poi verso la pineta Nenzi Bozzi. Dentro la chiesetta si conservano stampe antiche e quadri d'altri tempi, e all'ombra del piccolo altare un tappeto fatto unendo piccoli pezzi di stoffa di vario colore, «un unicum nel suo genere» per la sua semplicità. Al tramonto del ventisei agosto, come ogni anno, Vittoria Colonna e la sua corte scendono dal castello fino al borgo.

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