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Disfida dei Trombonieri a Cava de' Tirreni 2027 - Tradizione della pergamena bianca e musica
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
La Disfida dei Trombonieri si tiene a Cava de' Tirreni, in provincia di Salerno, ogni prima domenica di luglio. Otto casali di trombonieri si sfidano a colpi di archibugio a salve per contendersi una copia in argento della Pergamena Bianca, il documento che un re consegnò alla città nel 1460 e che i cavesi lasciarono volutamente senza scrivere nulla, in segno di fedeltà. La gara è nata nel 1974, ma la Pergamena originale, con i sigilli e la firma di Ferrante I d'Aragona, si trova ancora intatta negli archivi municipali.
La pergamena lasciata in bianco
Il documento fu consegnato il 4 settembre 1460 come ricompensa per la fedeltà dimostrata dalla Città della Cava al Regno Aragonese e a Re Ferrante I d'Aragona, che non si era inchinata a Carlo d'Angiò, il quale ne contendeva il trono, e aveva subito i cosiddetti «guasti», ossia morte, assedio e devastazioni.
Per quella fedeltà Re Ferrante chiamò a corte l'allora Sindaco Onofrio Scannapieco, al quale chiese cosa desiderasse per la sua Città. Il Sindaco tornò a Cava e riunì la Città per decidere cosa fare, ma i cavesi non vollero chiedere. Allora il re rinnovò la sua offerta con una nuova lettera accompagnata dalla Pergamena in bianco, che recava i sigilli e la sua firma, dove i cavesi avrebbero potuto scrivere qualsiasi cosa gradissero. Il privilegio in bianco fu invece volutamente lasciato immacolato, in segno di fedeltà, e non fu mai usato: la Pergamena si trova tuttora intatta negli archivi municipali, nel palazzo comunale di Cava de' Tirreni.
L'assedio dell'estate 1460
Quell'estate il regno di Ferrante I d'Aragona era in pericolo. I cavesi si erano rifugiati nei borghi più facilmente difendibili e dominavano dall'alto gli stretti punti d'accesso alla vallata, scoraggiando i comandanti angioini dal prendere la città con la forza: meglio una strategia più paziente, distruggere le coltivazioni facendo il maggior danno possibile finché i cavesi non si fossero arresi.
I cavesi rifiutarono dapprima il tentativo di «comprare» la resa della città, poi risposero all'angioino che sarebbero rimasti fedeli a Ferrante anche sotto la minaccia del «guasto». La devastazione delle coltivazioni fu accompagnata da numerosi attacchi dei cavesi ai danni dei nemici, e secondo la tradizione la popolazione attaccò di notte il campo nemico accampato in città; quando a Cava arrivarono i fanti inviati da Ferrante, i comandanti militari angioini tolsero l'assedio ritirandosi in Sarno. I guasti patiti dai progenitori dei cavesi sono datati dal 20 al 28 agosto 1460, e non mancò l'intervento militare di Roberto Sanseverino, Principe di Salerno.
Una gara nata nel 1974
La Disfida dei Trombonieri nasce nel 1974, quando un gruppo di cavesi, desideroso di celebrare la concessione della storica Pergamena Bianca, volle creare una competizione che la mettesse in palio fra i diversi casali trombonieri. A idearla furono Luca Barba, i vertici dell'allora Azienda Autonoma di Soggiorno Turismo e i tre Casali dei Trombonieri a quel tempo già costituiti — Sant'Anna Scarico, oggi all'Oliveto, del 1937, Senatore del 1946 e Santissimo Sacramento del 1969 — per incentivare il turismo a Cava de' Tirreni.
La manifestazione, organizzata dall'Ente Montecastello, dal 1968 è nota come «Gara di Sparo», e a differenza di altre tradizioni cittadine non trae origine da alcun fatto storico: è una rievocazione nata in tempi recenti. L'altra grande tradizione cavese, la Benedizione dei Trombonieri, è invece parte dei Festeggiamenti in Onore del Santissimo Sacramento, replicati per ricordare il Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1656 con la cessazione della peste bubbonica. Il regolamento della Disfida è gestito dall'Associazione Trombonieri Sbandieratori e Cavalieri di Cava de' Tirreni, e da oltre cinquant'anni gli otto casali si sfidano per celebrare la storia e il valore dei propri antenati.
Trentasei pistonieri per casale
La gara si tiene ogni prima domenica di luglio nella cornice dello stadio comunale «Simonetta Lamberti», e un'altra descrizione la colloca la sera dell'ultima domenica di giugno, nello stesso stadio. È una gara di sparo a salve degli archibugi, dove ogni casale schiera 36 pistonieri su un ipotetico fronte di battaglia.
Ogni squadra deve eseguire una batteria, cioè una serie di colpi in rapida successione, nel modo migliore possibile, mantenendo un ritmo e un'intensità costanti e senza commettere falli, cioè mancati spari. La vittoria finale va al sodalizio che esegue la batteria nell'intervallo di tempo sorteggiato, carica l'arma nel minor tempo possibile e commette il minor numero di penalità previste dal regolamento. Prima della batteria ogni squadra si produce in un'esibizione coreografica, in genere formando varie figure geometriche, che insieme ai risultati degli spari entra nella valutazione per la classifica finale. Ogni squadra in totale deve tenere il campo per dieci minuti, e a giudicare è una giuria formata dai membri delle altre squadre.
Al casale vincitore viene consegnata una copia in argento della Pergamena Bianca, che conserverà fino all'edizione successiva, insieme all'onore di aprire i cortei cittadini nelle manifestazioni dell'anno successivo. Nella stessa giornata si assegna anche il Trofeo Città Fedelissima.
Gli otto casali e i loro colori
Le squadre sono otto, e ognuna ha i suoi colori: borgo Scacciaventi, bianco-nero-rosso; Corpo di Cava, bianco-nero-rosso; Filangieri, giallo-marrone; Monte Castello, rosso-nero; Sant'Anna all'Oliveto, giallo-verde; Sant'Anna Scarico, bianco-azzurro; Santa Maria del Rovo, bianco-verde; Senatore, giallo-nero. Un'altra descrizione racconta la Disfida come sfida fra le quattro contrade aragonesi cittadine, Pasculano, Mitiliano, Sant'Adiutore e Corpo di Cava.
Dietro i nomi ci sono famiglie. Il gruppo Trombonieri Senatore ha le sue radici nella famiglia Senatore, originaria del casale di Pasculanum, da generazioni distinta per la maestria nel maneggio del pistone e per la difesa dei valori di libertà del popolo cavese: nella notte di Natale del 1946 Francesco Senatore fondò l'omonimo gruppo, composto dai figli, dai nipoti e da pochi intimi, scegliendo di assumere la denominazione del casato. Ancora oggi molti discendenti dei trombonieri fondatori continuano a militare nel gruppo.
Il corteo in costumi del XV secolo
Il giorno della gara la città non sta ferma. Circa mille figuranti in costumi d'epoca sfilano per le strade sui ritmi e le musiche delle proprie contrade di appartenenza, rievocando quella pagina di storia, e il corteo storico in costumi del XV secolo parte da piazza Mario Amabile per arrivare in piazza Vittorio Emanuele III, dove si tiene il sorteggio dell'ordine di sparo. La sera del sabato un altro corteo attraversa le vie del borgo: vi partecipano dame, notabili cavesi e personaggi della corte aragonese, insieme alle rappresentanze delle otto squadre di trombonieri.
Le armi raccontano da sole il nome della festa. Gli archibugi rievocano i miti della corona d'Aragona, la peste seicentesca e le battaglie medievali, e dall'antico archibugio è derivato il trombone, che se ne differenzia per la lunghezza della canna, più corta e più larga verso la bocca, quasi da somigliare a una tromba. Da lì il nome di chi lo usa: il tromboniere, figura caratteristica dello scenario storico-folkloristico cavese.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Disfida dei Trombonieri, a Cava de' Tirreni, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Cava dei Tirreni a un passo dal centro, 900 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Cava de' Tirreni, e da lì restano 2,0 chilometri e 3 minuti.
Altre feste in provincia di Salerno
A luglio, nei paesi vicini, ci sono anche queste feste.
- Principatus Salerni a Salerno — ottobre
- Corteo Storico rievocativo Città di Tramonti — luglio
- Notte delle Lampare a Cetara — luglio