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Corteo Storico e Torneo delle Chiavi a Lucera 2027 - Rievocazione storica e competizione tra le cinque porte
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: prolocolucera.com, letta il 20/09/2026.
Il Corteo Storico e il Torneo delle Chiavi si tengono a Lucera, in provincia di Foggia, nella seconda settimana di agosto, generalmente nelle giornate del 12 e 13 agosto, all'interno delle festività del ferragosto lucerino. Il 12 agosto le Cinque Porte Storiche in cui è divisa la città si sfidano in giochi medievali all'Anfiteatro Romano-Augusteo per la conquista del Palio della Città; il 13 il Corteo Storico attraversa il centro con alcune centinaia di figuranti in abiti d'epoca e culmina con l'Affidamento della città a Santa Maria e l'incendio pirotecnico della Fortezza. La manifestazione è organizzata dall'APS Cinque Porte Storiche – Città di Lucera.
Due manifestazioni, due date di nascita
Il Corteo Storico è stato istituito nel 1983 e si ispira liberamente alle vicende del periodo di Carlo II d'Angiò e alla fondazione della Civitas Sanctae Mariae sulle rovine della Luceria Saracenorum. Il Torneo delle Chiavi è invece dell'agosto 1985, e ha preso questo nome soltanto nel 1986: è una manifestazione ludica abbinata al corteo, cioè una gara fra i cinque rioni in cui è stata divisa la città, che prendono il nome dalle cinque porte cittadine.
Le porte sono Porta Troia, Porta Albana, Porta San Severo, Porta San Giacomo e Porta Foggia, e il Corteo, dice lo statuto dell'associazione, «vuole essere una rievocazione del periodo 1200/1300». Il Corteo si svolge nella seconda settimana di agosto, e la data può variare; è una delle manifestazioni più conosciute a livello regionale e più seguite della provincia di Foggia. Prima delle due giornate, dall'8 al 13 agosto, il centro storico si veste a festa con le bandiere e gli stemmi delle Cinque Porte, e alla Fortezza Svevo-Angioina si tiene il Villaggio Medievale.
Balestra, giare, e tredici anni di calcetto
Nel 1985 il torneo consistette esclusivamente nel tiro con la balestra; dall'anno successivo si aggiunsero altri giochi medievali, come la lotta con i bastoni e il torneo equestre.
Fra il 1998 e il 2015 il torneo fu trasformato in un campionato di calcetto: «il Palio è stato eliminato e sostituito da un torneo di calcetto, chiamato sempre "Torneo delle Chiavi"». Nel 2016 rimase soltanto il tiro alla fune. Dal 2017 l'associazione delle Cinque Porte ha rilanciato la manifestazione riportandola ai giochi medievali, con la disfida in piazza Matteotti, e dal 2019 il Torneo è tornato all'Anfiteatro Romano-Augusteo, sua cornice naturale.
Attualmente il torneo si compone di cinque competizioni: tiro alla fune, albero della cuccagna, tiro con l'arco, corsa delle giare e lancio del tronco, quest'ultimo entrato nel 2019. Nell'arena dell'Anfiteatro si sono viste nel tempo anche altre prove di forza e di abilità: il tiro con la balestra, la lotta con i bastoni, il torneo equestre e la quintana. In un'edizione le gare per gli uomini hanno incluso il tiro con l'arco, il tiro alla fune e l'albero della cuccagna, mentre per le donne c'è stato il lancio del tronco e la corsa coi sacchi.
Prima di cominciare, in Piazza Duomo il vescovo benedice le cinque porte, gli atleti e le bandiere; poi un piccolo corteo dei rappresentanti dei cinque rioni raggiunge l'Anfiteatro, e lungo il percorso gli atleti vengono acclamati dai propri sostenitori.
Il palio, e i colori che non sono medievali
Anche il Palio è cambiato nel tempo. In origine era un drappo partito di bianco-celeste, con al centro un leone rampante d'oro, ispirato allo stemma della città; dal 2017 è invece un drappo con le insegne dei d'Angiò — d'azzurro seminato di gigli d'oro, al lambello di tre pendenti di rosso — con due chiavi d'oro incrociate poste nel punto d'onore, nei colori blu e oro, dove le chiavi richiamano il legame con Santa Maria Patrona.
Chi vince lo custodisce per un anno, sfila con il palio montato su una portantina trasportata da quattro figuranti della propria porta, apre con il gonfalone i giochi dell'anno seguente e partecipa alla grande processione del 16 agosto davanti all'icona.
I colori delle Cinque Porte non derivano da una tradizione medievale né da particolari caratteristiche delle porte cittadine: furono introdotti nel 1985, insieme agli stemmi dei rioni, per dare a ciascuna Porta una precisa identità araldica e una riconoscibilità visiva durante il Torneo, ispirandosi liberamente agli stemmi di alcune famiglie nobili del Regno di Napoli, secondo i canoni dell'araldica medievale.
Agosto 1300, e una statua trovata sottoterra
Nell'agosto del 1300, in occasione del primo Giubileo della Chiesa Cattolica, indetto da Bonifacio VIII, Carlo II d'Angiò decide di eliminare l'ultima roccaforte islamica del suo Regno. L'impresa, pianificata in gran segreto, è affidata a un suo fedelissimo, il miles Giovanni Pipino da Barletta, Maestro Razionale della Magna Curia, che porta a termine la «Crociata Angioina» in soli dieci giorni.
Secondo gli storiografi locali d'età barocca, il 15 agosto, solennità dell'Assunta, Pipino avrebbe dato ordine ai suoi soldati di comunicarsi per prepararsi degnamente allo scontro, facendo atto di giuramento alla Beata Vergine che, se gli avesse concesso la vittoria, avrebbe dedicato al suo nome la città. Dopo un primo scontro vittorioso i soldati si diedero al saccheggio e, frugando per ogni dove, trovarono in una lammia sotterranea l'antica statua della Vergine, portandola in processione come segno di buon auspicio. Le ultime resistenze furono vinte il 24 agosto, festa di San Bartolomeo.
Alla battaglia, dice la tradizione locale, partecipò anche la Vergine: sarebbe scesa in campo a favore dei d'Angiò, ostacolando le truppe saracene con immensi sciami di moscerini.
Dopo la conquista Lucera fu ripopolata con abitanti cristiani provenienti dalle province peninsulari del Regno di Sicilia, specie dalla Calabria, e rinominata Città di Santa Maria. Nel 1304 arrivò Carlo II, che come vuole la tradizione donò simbolicamente le chiavi della città alla statua della Vergine, alla quale sua moglie Maria d'Ungheria offrì una collana d'oro, e istituì la festa da celebrarsi ogni anno: dapprima solo il 15 agosto, poi allargata al 14, 15 e 16.
Il corteo, però, rievoca anche l'altro periodo forte della città: la prima metà del XIII secolo, l'esperienza sveva con Federico II e la colonia musulmana che vi trasferì dalla Sicilia. Lūshīra conobbe allora una notevole fioritura, tanto che venne paragonata dai viaggiatori e dagli storici musulmani di allora alla Cordova degli emiri e dei califfi omayyadi. Gli Angioini, vincendo, distrussero numerose testimonianze di quel periodo, sostituendole con monumenti che ancora oggi sono gioielli della città: la Cattedrale, la Chiesa di San Francesco, la cinta muraria della Fortezza. Al Villaggio Medievale si rievoca anche l'Assedio Angioino del 1268-1269, in tre episodi: «Corradino e la rivolta nel regno», «La disfatta di Pierre De Beaumont» e «La resa di Lucera».
Il Re che si inginocchia, e il vescovo che lo sostituisce
Dal 1983, ogni 14 agosto, si rievocava il momento del 1304: all'arrivo del «Re» l'icona trecentesca veniva collocata sul sagrato della basilica, e il Re, inginocchiatosi, le affidava la città e le cingeva al braccio le chiavi di Lucera, mentre la folla applaudiva; poi salutava la Vergine e proseguiva in corteo verso l'Anfiteatro.
Nel 2000 la tradizione è stata modificata: la consegna si è spostata all'interno della cattedrale, ed è il vescovo a donare le chiavi alla statua, che viene poi portata in piazza Duomo in processione. Oggi il Corteo culmina con la cerimonia dell'Affidamento della città a Santa Maria e con l'incendio pirotecnico della Fortezza.
La statua che riceve le chiavi è la statua lignea di Santa Maria Patrona, del XIII-XIV secolo, donata alla città da Carlo II d'Angiò e di fattura angioina.
Il 16 agosto, e l'ora di sosta a Porta Foggia
Il 15 agosto è dedicato alle celebrazioni liturgiche, con il solenne pontificale in Cattedrale e la deposizione della corona davanti al Monumento ai caduti. Il 16 agosto, festa di San Rocco compatrono, è da secoli il giorno più caro ai lucerini, con la grande processione dell'Icona che percorre il centro storico.
L'ordine del corteo sacro è fisso: aprono le parrocchie, le associazioni religiose e le confraternite, poi l'ombrello basilicale che precede il clero e il vescovo; a chiusura c'è la miracolosa icona della Patrona, seguita dal gonfalone della città e dall'amministrazione comunale, dal palio della città e dagli stendardi dei cinque rioni sorretti dai relativi capi porta, con in coda la banda musicale.
All'arrivo dell'icona a Porta Foggia, dove anticamente si svolgeva la preghiera per i campi, ha luogo una lunga e chiassosa batteria, che blocca la Vergine per quasi un'ora prima che riprenda il cammino verso piazza Duomo.
La statua seicentesca di San Rocco, invece, sembra non sia mai stata portata in processione e, a differenza dell'Icona di Santa Maria — messa in trono nei nove giorni precedenti la festa — resta nella sua nicchia; il suo patronato pare legato soprattutto al periodo dell'epidemia di peste del Seicento.
I figuranti indossano abiti realizzati a mano nell'ambito di ciascuna Porta Storica, sotto la guida di un gruppo artistico che dà le indicazioni sulla base del periodo rappresentato, e le sartorie delle Cinque Porte si occupano della realizzazione e della fornitura dei costumi. Accanto ai figuranti sfilano gruppi di sbandieratori, musici e armigeri, insieme alla Sfilata delle Dame delle Cinque Porte, all'investitura dei cavalieri e alla Giostra del Saraceno.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere del Corteo Storico e Torneo delle Chiavi, a Lucera, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Lucera è a 1,2 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Campobasso - Lucera: da lì bastano 13 minuti di guida (16 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Altre feste in zona
Nei paesi della provincia di Foggia, altre tradizioni.
- Corteo Storico delle Apparizioni di San Michele Arcangelo a M… — settembre
- Alla Corte di Federico II ad Apricena — ottobre
- San Donato a Biccari — agosto