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Crociati e Trinitari (Sfilata Storica) a Campobasso 2027 - I sessantasette matrimoni della Quaresima del 1587
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: isnews.it, letta il 20/09/2026.
Nella Quaresima del 1587, a Campobasso, si celebrarono sessantasette matrimoni fra giovani di famiglie che fino a poche settimane prima non potevano nemmeno parlarsi. Erano i figli dei Crociati e dei Trinitari, le due confraternite che per oltre cento anni si erano contese la città anche col sangue, e quei matrimoni furono celebrati fra i festeggiamenti della popolazione. La Rievocazione Storica della Pace tra Crociati e Trinitari si tiene a Campobasso, capoluogo del Molise, abitualmente nel periodo del Corpus Domini, e racconta esattamente quel passaggio.
Due confraternite, una processione, un posto in prima fila
Le vicende risalgono al 1500, quando la città era contesa fra due confraternite principali, e la disputa nasce da una questione di precedenza. La Congrega di Santa Maria della Croce — i Crociati — e quella della Santissima Trinità — i Trinitari — si contendevano la supremazia nelle processioni del Corpus Domini e del Venerdì Santo: chi dovesse portare il Santo, quale congrega dovesse uscire per prima. Non era un dettaglio liturgico: quel ruolo «conferisce prestigio e potere nella vita religiosa, politica e sociale della città», e dietro lo scontro si nascondeva la rivalità per la gestione delle risorse locali e la volontà di affermare la supremazia di una classe sociale sull'altra.
I Crociati, legati alla chiesa di Santa Maria della Croce e con origine rivendicata al XII secolo, erano i nobili nativi che vivevano dentro le mura. I Trinitari venivano invece dai «Terrazzani», quelli che abitavano fuori dalle mura: famiglie arrivate in città, commercianti e professionisti, i nuovi ceti mercantili, che si ritenevano i più ricchi e influenti di Campobasso.
La loro chiesa ha una data d'origine precisa: nel 1504 il conte Andrea de Capoa, feudatario di Campobasso, concesse ai suoi sudditi di costruire fuori dalle mura un Tempio alla Trinità, e attorno a quella chiesa si formò subito la nuova confraternita. Dallo stesso anno cominciano i dissidi insanabili. Nel 1572 i Trinitari costruirono anche la chiesa di Sant'Antonio Abate, che per statuto comprendeva soltanto uomini illetterati, i cosiddetti «idioti», eccettuato il protettore annuale.
Delicata e Fonzo
Dentro questo conflitto si colloca la storia che la rievocazione mette al centro: i matrimoni fra le fazioni erano proibiti, e Delicata Civerra, dama crociata, amava Fonzo Mastrangelo, cavaliere trinitario. I due si incontravano di nascosto, con la complicità di un'amica della ragazza, finché il padre, Andrea Civerra, li scoprì: minacciò il giovane, trascinò via la figlia e la rinchiuse in una torre.
La torre è l'attuale Torre Terzano, adiacente alla chiesa di San Bartolomeo Apostolo, parte delle mura difensive, sulla rampa di scale che porta verso il Castello Monforte. Lì Delicata si ammalò. Fonzo, non sopportando di restare nella stessa città pur separato da lei, offrì la spada al suo Signore e partì per la guerra col feudatario di Campobasso, che combatteva in Francia.
Quando seppe della pace appena siglata, tornò per sposarla, e la trovò in fin di vita. La sera del 12 marzo 1587 il frate portò i sacramenti del matrimonio alla giovane: il ragazzo si gettò ai piedi del letto, le prese la mano e le infilò un anello al dito giurandole amore eterno. Delicata morì quello stesso anno; Fonzo si trasferì a Roma, prese i voti in un convento francescano e vi morì nel 1599.
Il frate che convinse i capi
A portare la pace fu un cappuccino arrivato dalla Capitanata, Padre Geronimo da Sorbo, giunto in città per le prediche quotidiane della Quaresima del 1587 insieme al confratello Fra Luigi, su espressa richiesta dei nobili campobassani. Convinse i capi delle due confraternite a mettersi d'accordo, e la pace fu sancita con apposito atto notarile: entrambe le parti rinunciarono a tutti i privilegi che per oltre cento anni le avevano tenute divise. Nel secolo successivo, alla presenza del notaio Silvio De Rubertis, fu stipulato l'Instrumentum Concordiae, che fissò le modalità di organizzazione e partecipazione alle processioni.
A ricordo dell'avvenimento fu avviata la costruzione della chiesa di Santa Maria della Pace e, di fianco, il convento dei cappuccini. Resta anche una tela di Gianmaria Felice, del 1597, oggi nel palazzo della Provincia: raffigura i capi delle confraternite che si abbracciano sotto lo sguardo del frate, Prospero D'Attelis per i Trinitari e Gianbattista Monacello per i Crociati, davanti al portale della chiesa di San Leonardo, con alle spalle dei Crociati la chiesa di Santa Maria della Croce e sulla sinistra la Santissima Trinità nelle sue forme originarie.
Come si rievoca: due cortei che partono insieme
Il luogo storicamente deputato alla rievocazione è piazza Prefettura, presso il sagrato della chiesa della Santissima Trinità, oggi Cattedrale, dove avvenne la cerimonia del 1587. Le opposte confraternite partono in contemporanea da due punti diversi della città — i Trinitari da via Sant'Antonio Abate, i Crociati da piazza San Leonardo — e convergono lì.
La mattina il corteo storico percorre le strade dei quartieri centrali, preceduto da un gruppo di sbandieratori, tamburi e chiarine, seguito da palafrenieri e banditori a cavallo; durante le soste ci sono brevi momenti di spettacolo. Nella piazza addobbata arriva l'araldo che invita il popolo a una pace duratura richiamando gli eventi luttuosi passati; poi entrano le due confraternite, precedute dai banditori a cavallo e seguite dagli incappucciati, dai popolani con le bandiere e dalle dame con i loro sposi. Si leggono i bandi di sfida, e la rappresentazione comincia con lo scontro, fra duelli e combattimenti; a fermarlo sono due rappresentanti delle opposte fazioni, con l'aiuto dell'arciprete di San Leonardo e soprattutto del frate cappuccino.
Per i Crociati domina il rosso, nelle insegne e negli abiti, con una croce bianca nello stemma; per i Trinitari il celeste, con sulle tuniche un cerchio bianco che rappresenta l'ostia.
Il torneo, i vessilli e il fuoco sul Municipio
Attorno alla rappresentazione si è formato un programma di più giorni intitolato «Campobasso 1587. La Pace». Ci sono i Cortei in festa della Campobasso del XVI secolo, il Corteo della Giostra e il Torneo del Fiore, memoria delle antiche competizioni equestri, dove si affrontano due cavalieri crociati e due trinitari; c'è il Bando delle confraternite, annunciato al mattino per le strade del centro; c'è lo spettacolo «La Pace», rappresentato in piazza San Leonardo.
Verso la fine c'è la Cerimonia dei Vessilli, in piazza Vittorio Emanuele, dove il vessillo rosso dei Crociati e quello blu ceruleo dei Trinitari tornano simbolicamente a unirsi nel segno della pace. Poi l'«incendio» di Palazzo San Giorgio: uno spettacolo di luci sotto gli archi del Municipio e una cascata di fuoco dal tetto.
Una rievocazione dentro il Corpus Domini
La manifestazione si tiene abitualmente nel periodo del Corpus Domini: le sanguinose vicende del Cinquecento nacquero proprio dai dissidi maturati durante quelle processioni, e la pace si inserisce così nello stesso ciclo di feste dei Misteri di Campobasso. I vessilli rosso e blu delle confraternite vengono esposti all'esterno del Museo dei Misteri.
La rievocazione nella forma di oggi parte dal 1984, quando il «Comitato pro Crociati e Trinitari» — nato nel 1954 — si trasformò in associazione. A questa fanno capo anche una compagnia amatoriale di teatro, fondata nel 2018, e una compagnia di danze storiche.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Campobasso è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Campobasso si trova a 400 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Selva Piana dista 1,8 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Misteri a Campobasso — giugno
- CampoBazar a Campobasso — maggio
- San Giorgio a Campobasso — aprile