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Festa degli antichi Stati di Savoia a Torino 2026 - Rievocazione storica e rinnovo dei voti

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
il primo fine settimana dopo il 5 settembre
Dove Reggia di Venaria, Basilica juvarriana sul colle di Superga, Torino

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

Il Rinnovo dei voti di Superga e Festa nazionale degli antichi Stati di Savoia è la cerimonia che si celebra ogni anno di domenica, in settembre, alla Basilica juvarriana sul colle di Superga, a Torino. È una duplice ricorrenza: ricorda la liberazione dell'allora capitale sabauda dall'assedio franco-spagnolo del 1706 e rinnova il voto religioso con cui il duca di Savoia Vittorio Amedeo II si impegnò a edificare una grande chiesa in onore della Madonna, la futura Basilica. La giornata mette in fila l'intrattenimento musicale, la sfilata dei gruppi storici, la messa del Rinnovo dei Voti e l'alzabandiera, e coinvolge gruppi e delegazioni provenienti da tutte le province storiche degli antichi Stati, in particolare Nizza e Savoia.

Il voto sul colle

Il 2 settembre 1706 il duca Vittorio Amedeo II salì sulla cima del colle in compagnia del cugino, il principe Eugenio: era il punto di osservazione ideale per concertare il piano di battaglia. E lì, «come racconta la tradizione», il duca si raccolse in preghiera dinnanzi all'effigie della Madonna nel piccolo oratorio di Santa Maria sub pèrgolam, implorandone l'intercessione e facendo voto, in caso di vittoria, di patrocinare l'edificazione sulla vetta del colle di una grande chiesa dedicata alla Vergine.

Quarantacinquemila uomini intorno alla città

Il 7 settembre 1706 l'esercito austro-sabaudo, guidato dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia e dal cugino, il principe Eugenio di Savoia-Soissons, batté l'armata franco-ispanica.

L'armata assediante era «forte di 45.000 soldati», e dal mese di maggio cingeva d'assedio la città di Torino, allora capitale degli Stati di Savoia. Il tutto dentro la Guerra di Successione Spagnola (1701-1714), un conflitto di portata europea.

«Il lungo assedio, segnato da continui bombardamenti sulla città con palle di pietra e bombe incendiarie, ebbe termine con la battaglia del 7 settembre, che obbligò i franco-ispanici alla ritirata.»

Il voto mantenuto

La prima pietra della Basilica fu posata nel 1717 e il tempio giunse a compimento nel 1731, progettato dal messinese Filippo Juvarra, regnante Carlo Emanuele III.

Una festa nazionale che si era spenta

«Negli anni successivi alla grande impresa si affermò, a Torino e nell'intero territorio degli Stati Sabaudi, la consuetudine di celebrare la ricorrenza della vittoria e della liberazione dall'assedio come una grande festa nazionale, e questa gloriosa tradizione, interrotta per un lungo periodo, è stata in tempi recenti riportata in auge.»

Oggi coinvolge gruppi e delegazioni provenienti da tutte le province storiche degli antichi Stati, in particolare Nizza e Savoia. L'evento è organizzato dal Movimento culturale Croce Reale – Rinnovamento nella Tradizione, con il sostegno della Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte.

La domenica sul colle, nell'ordine

La cerimonia si tiene la domenica, alla Basilica juvarriana sul colle di Superga, e ha una sequenza precisa.

Si comincia con l'intrattenimento musicale della Banda «Santa Cecilia» di Trofarello. Segue la sfilata dei gruppi storici. Poi si celebra la messa del Rinnovo dei Voti, e si rende omaggio alla Beata Vergine di Superga nella cappella della Madonna delle Grazie, interna alla Basilica.

«La manifestazione si conclude con l'alzabandiera e l'esecuzione degli inni dei territori rappresentati»: non un inno, ma quelli di tutti i luoghi rappresentati.

Chi sfila

I gruppi storici che aderiscono sono nominati per esteso: «Duchessa Anna Maria d'Orléans e Duca Vittorio Amedeo II di Savoia» di Verrua Savoia, «Andrea Provana» di Leynì, «Aj Sciapa-suc ed Baudisè» di Baldissero Torinese, «Conte Occelli» di Nichelino, il Gruppo storico «della Fenice», «La Corte», «Carlo Emanuele II e il Reggimento delle Guardie della Venaria Reale» e «Conte di Cremieu» di Venaria Reale, «Cojtà Grugliascheisa» di Grugliasco, «Dragoni Rossi SAR» di Rivoli, «Armata del Duca – Reggimento Kalbermatten» del Comitato Rievocazioni Storiche 1600-1700, «Castellano e Castellana della Famija Setimeisa» di Settimo Torinese, «Amedeo VI» di Rivoli, «La Bela Rosin e la soa Gent» e «Tradizioni Sabaude» di Torino, «Conti di Bardassano» di Bardassano (Gassino), «Folclore delle valli cuneesi» di Busca, «Famija Turinèisa» sede di Torino e Venaria Reale.

Che cos'era una festa sabauda

La scheda ministeriale accosta alla rievocazione una riflessione sulle feste di corte dei Savoia.

«La festa di corte di età barocca va considerata ad ogni effetto un'"opera d'arte totale", rivelatrice dei meccanismi del sistema politico-culturale che la promuoveva e governava con un'impeccabile regia.» Nelle intenzioni dei sovrani, balli, banchetti e agoni costituivano un efficace mezzo di propaganda atto a consolidare e legittimare la propria autorità: lo stupore suscitato da ciò che non apparteneva alla vita reale, ma ne era un'idealizzazione, era il modo più icastico per proclamare la supremazia del principe.

C'era poi una divisione che oggi si è persa: «Ogni festa si componeva di momenti privati, destinati all'esclusivo diletto della corte e dei suoi illustri ospiti, e momenti in cui la magniloquenza dei reggenti doveva essere palesata pubblicamente, per il godimento dei sudditi.» E anche i luoghi cambiavano col genere: spazi aperti al di fuori delle mura per i tornei, piazze per le esibizioni militari, sfarzosi saloni per le pièce teatrali.

I balletti sabaudi, del resto, lo dichiaravano da sé: «ad un tempo ricreano, & ammestrano li veditori».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Torino per la Festa degli antichi Stati di Savoia non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Torino Porta Susa si trova a 1,7 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Venaria dista 7,9 chilometri, cioè 10 minuti di strada.

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