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Folklore e Rievocazioni

Festa delle idi di maggio a Oglianico 2027 - Cena medievale servita in cocci di terracotta

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 1 al 10 maggio 2026
Dove Via Roma, Oglianico

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolocooglianico.it, letta il 20/09/2026.

La Festa delle idi di maggio si tiene a Oglianico, in provincia di Torino, in Piemonte, dal 1° al 14 maggio, e rievoca il borgo canavesano del XIV secolo a partire dagli Statuti della comunità del 1352. Il 1º maggio la popolazione elegge il Console, che dichiara aperte le Nundine delle Idi di maggio; il venerdì successivo la cena medioevale è servita in un coccio di terracotta dagli abitanti del paese in abiti tradizionali, e per mangiare ci si serve soltanto del cucchiaio. Le Idi di maggio sono nate nel 1980. «Tutti coloro che vorranno accedere al Recetto, alla Piazza e alle vie limitrofe dovranno essere vestiti in costume medievale; chi ne sarà sprovvisto dovrà passare dal vestibolo dove abili sarte provvederanno alla mancanza: ognuno sarà parte della festa!»

Il giudice che veniva da fuori

Il paese era «di confine fra i domini sabaudi e quelli monferrini, che per questa sua posizione godeva di alcuni privilegi». Fra questi, «il fatto che ad amministrare la giustizia secondo le leggi locali fosse un esterno, il Castellano di Rivarolo, che ogni sabato pomeriggio si recava a Oglianico appositamente per adempiere a questo compito».

Quella visita settimanale è diventata la festa: «La sua visita al paese costituisce il nucleo centrale della rievocazione», e la sua figura è protagonista del canovaccio che si ripete ogni anno.

Statuti del 1352

La festa è nata per iniziativa di alcuni abitanti, poi organizzatisi in Pro Loco, «sulla base delle ricerche svolte da un docente di diritto sui documenti conservati nell'Archivio comunale» — e personaggi ed eventi sono attinti direttamente dagli Statuti della comunità, risalenti al 1352 e ratificati nel 1372 da Ibleto di Challant.

Il 1º maggio si rifà l'elezione: «al suono della campana, viene riunita la "vicinantia", cioè la popolazione del paese per l'elezione del Console; questo viene scelto tra i sei membri della Credenza, cioè del consiglio che governa la comunità affiancato dal Manderio (messo comunale), dal Camparo (guardia campestre) e dagli Estimatori (stimatori dei danni e dei risarcimenti).» A fare il Console è il sindaco in carica.

Una volta eletto, legge il proclama che apre tutto: «Noi, console del borgo di Oglianico, per la facoltà secondo gli statuti concessi dalla comunità e dagli uomini di questo borgo, e con l'approvazione dell'illustre Ibleto di Challant, dichiariamo aperte le tradizionali Nundine delle Idi di maggio.»

Nella stessa giornata si tiene il Calendimaggio, con la presentazione dei personaggi storici e la presa d'armi dell'Abbadia de' compagni, mentre un gruppo storico di chiarine, trombe, tamburi e sbandieratori sfila per introdurre al popolo il Console, il Castellano di Rivarolo e i signori.

Un coccio e un cucchiaio

La sera del venerdì successivo si tiene «la cena medioevale, servita in un coccio di terracotta dagli abitanti del paese in abiti tradizionali. Per mangiare ci si serve soltanto del cucchiaio, le ricette medievali sono adattate al gusto odierno.»

Fra una portata e l'altra, giullari e menestrelli propongono i loro intervalli alla presenza dei signori, del console e del Castellano di Rivarolo in visita al paese. A tavola, però, la regola del costume si allenta: alcuni commensali partecipano vestiti in costume, che però non è obbligatorio per sedersi a tavola.

«I piatti sono cucinati unicamente al cucchiaio, in pentole di terracotta e a fuoco vivo: oltre ad occuparsi della cucina bisogna mantenere viva la fiamma. Le ricette sono principalmente a base di selvaggina.»

Su questo si gioca anche una gara, il torneo di cucina medievale «Messer Chef», in cui gli aspiranti cuochi si cimentano nella preparazione di prelibate pietanze con gli ingredienti e gli attrezzi di un tempo.

Il sabato, e il ponte levatoio

Il sabato «gli stessi musici si recano sotto casa del Console e del Castellano per invitarli a sfilare per le strade del paese», insieme alle altre figure tradizionali — i signori, l'Abbadia dei compagni «deputata per tutto l'anno all'organizzazione delle feste», il camparo, il porcaro, il bandero e i personaggi dei quattro borghi di Oglianico: Carmine, Centro, Consolata e San Rocco.

«Il ponte levatoio si abbassa e i convenuti incontrano il corteo, che sfila fra le due piazze del paese.»

Il pomeriggio e la domenica portano animazioni dei gruppi ospiti, con antichi mestieri, attività per bambini e dimostrazioni di armi medioevali; gli alunni della scuola primaria preparano una coreografia in costume. La sera la festa si conclude con uno spettacolo teatrale in piazza, alla presenza del Castellano e dei signori. Nel programma ci sono anche la posa del maggio, le nundine nei rioni e il Torneo della bandiera.

Nato come un carnevale fuori ordinanza

«Proprio in questo piccolo paese del Canavese nel 1980 sono nate le "Idi di maggio", all'inizio come una sorta di carnevale fuori ordinanza e, dopo alcuni anni, diventate una rievocazione e un appuntamento storico di prima grandezza, con dibattiti, conferenze, mostre, cortei alla presenza di numerosi gruppi storici, tornei, concorsi fotografici ma anche musiche, danze e cene che si richiamano al XIV-XV secolo.»

Oggi la rievocazione occupa il paese dal 1° al 14 maggio, all'ombra della Torre Porta del XIV secolo, e coinvolge buona parte della popolazione: il ricetto, le strade, le piazze e i cortili «si animano di gente in costume che interpreta la realtà contadina medievale», fra la luce delle fiaccole, le musiche e i profumi delle taverne.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla Festa delle idi di maggio a Oglianico è davvero semplice. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Favria-Oglianico a un passo dal centro, 900 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di San Giorgio, e da lì restano 13 chilometri e 16 minuti.

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