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Folklore e Rievocazioni

Giostra dei Castelli a Torre di Pordenone 2026 - I balestrieri di Spilimbergo e la sagoma del turco

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
3° weekend di Settembre — quest'anno 3 settembre 2026
Dove quartiere di Torre di Pordenone, Appiano sulla Strada del Vino

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: giostradeicastelli.it, letta il 21/09/2026.

Il terzo fine settimana di settembre il quartiere di Torre, frazione di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, torna al Quattrocento: falconieri, arcieri, armigeri, giullari, danzatrici e musici occupano il parco del Castello, e in mezzo al campo di gara c'è una sagoma da colpire. La sagoma è quella di un turco: la Giostra dei Castelli, nata nel 1985, rievoca l'invasione dei Turchi in Friuli del settembre 1499.

Un'orda ferma in Comina, senza sentinelle

La manifestazione nasce per ricordare l'invasione dei turchi nel pordenonese. Le cronache parlano di un'orda sterminata a cavallo di predoni levantini, capitanata dal cristiano rinnegato, signore di Bosnia, Scanderberg, che mette a sacco la terra friulana — rapina, violenta, uccide, brucia. I villaggi che incontrano sul cammino vengono messi a ferro e fuoco, Pordenone compresa.

I mercenari veneziani, i nobili cavalieri e le cernide restano chiusi nei castelli e nelle fortezze, e gli invasori si accampano in Comina con tale sicurezza della propria superiorità che, la notte, non mettono neppure una sentinella di guardia.

Il colpo dei balestrieri, e la ritirata

L'eccezione a «tanta inettitudine generale della difesa» è un gruppo di uomini con un nome e un capo: i balestrieri di Spilimbergo, capeggiati da Franco del Borgo. Armati fino ai denti, la notte del 30 settembre escono di castello e irrompono a cavallo nel campo insonnolito, come fulmini, urlando rabbiosamente, e devastano tutto quello che trovano.

L'incursione fu così irruenta e fulminea che i turchi credettero ingenuamente che quelle furie vendicatrici fossero solo le prime schiere di più ingenti truppe veneziane in arrivo: si spaventarono a tal punto che batterono subito in ritirata, e abbandonarono il Friuli. La Giostra dei Castelli di Torre è la rievocazione di quel gesto compiuto da pochi uomini.

Dal 1985, una gara di destrezza fra cavalli

L'associazione Il Castello nasce nel 1985 per organizzare una semplice gara di destrezza tra cavalli, la «Giostra dei castelli»; solo negli anni successivi si è convertita in una rievocazione per famiglie, con spettacoli itineranti che hanno coinvolto decine e decine di gruppi storici e di artisti. Da lì è cresciuta fino a diventare l'unico evento storico della città, con riconoscimenti a livello nazionale, e a collocarsi fra le più importanti rievocazioni del Friuli.

Alla sfilata in costume prendono parte 400 figuranti, 200 artisti e 23 compagnie di rievocazione, in arrivo da Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, Umbria e Veneto. Nel corteo si contano trampolieri e mangiafuoco, buffoni di corte, giullari e cantastorie, saltimbanchi, fachiri e danzatrici, compagnie di ventura coi loro duelli, arcieri e falconieri coi loro maestosi rapaci, e tutt'intorno tamburi, sbandieratori, animazioni itineranti e musica medievale. Ad aprire c'è il corteo del Conte di Ragogna e dei conestabili delle terre vicinore, che scende dal Castello di Torre, fa una piccola tappa in Piazza Don Lozer e arriva sul palco principale del villaggio medievale.

I cavalieri, gli ostacoli e il bersaglio

I cavalieri devono superare degli ostacoli che rendono loro impervia la strada che conduce al centro del campo di gara, dove colpiscono la sagoma del turco: si sfidano oltre una ventina di cavalieri provenienti da diverse province, e dopo varie prove di abilità i migliori otto accedono alla finale che determina il vincitore. La manifestazione si conclude con l'assegnazione dell'ambito Palio cavalleresco.

Accanto alla giostra a cavallo c'è il momento clou della manifestazione, il Palio di Arcieria Storica, una competizione a squadre fra i quattro quartieri storici di Pordenone — Torre, Vallenoncello, Villanova e Rorai Grande. Nel parco e attorno al campo si tengono spettacoli itineranti con duelli fra spadaccini e combattimenti fra armigeri, accampamenti militari e un campo di tiro di balestra manesca, mentre gli spettacoli finali serali chiudono la rassegna con acrobati, saltimbanchi, mangiafuoco e coreografie col fuoco.

Quattro secoli sotto lo stesso castello

Gli spettacoli si svolgono nel cuore storico di Torre, nel parco sottostante il Castello di Torre, in via Vittorio Veneto, e nella cornice della Villa Romana di Torre di Pordenone. Il castello ospita nelle sue sale il Museo Archeologico del Friuli Occidentale, che durante la manifestazione è aperto al pubblico con ingresso gratuito, con visite guidate anch'esse gratuite.

Il mercato medievale occupa le vie con botteghe e bancarelle dedicate ad arti, mestieri e specialità enogastronomiche locali: liutai, cuccari, realizzatori di monili e sali aromatizzati, che riprendono le produzioni medievali. Ai bambini è dedicata «La Giostra dei Piccoli», con spettacoli di burattini, giochi storici e giochi medievali per capire come trascorrevano il tempo i bambini alla fine del Quattrocento.

La chalda cotta nel forno a legna

Alla locanda si mangiano semplici pietanze medievali, fra cui la «chalda», una specie di piadina preparata e farcita secondo una ricetta del Cinquecento, cotta al momento nel forno a legna e farcita con formaggio, porchetta o marmellata. L'impasto viene tirato sul posto dalle esperte cuoche torresane, e la ricetta è detta «antica e segreta».

La chalda è il fiore all'occhiello della Giostra dei Castelli, perché solo qui in tutto il Friuli viene realizzata con questo impasto — nel Triveneto la si produce così soltanto a Torre e in altri due luoghi.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere della Giostra dei Castelli, a Pordenone, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Pordenone è a 1,5 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Pordenone: da lì bastano 3 minuti di guida (2,1 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.

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