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Folklore e Rievocazioni

La Giornata Medievale a Caneva 2027 - La campanella lasciata in cambio della sposa

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
terza domenica di luglio — quest'anno 18 luglio 2027
Dove Via Roma, Caneva

Fonte: consorziocastelli.it, letta il 20/09/2026.

La Giornata Medievale si tiene di solito la terza domenica di luglio fra le rovine del Castello di Caneva, in provincia di Pordenone. La manifestazione, nota anche come «Castello in Festa», ripercorre ora per ora la giornata della leggenda di Teresina: l'apertura delle botteghe, l'arrivo di Ottone, i banchetti con lo spiedo gigante, il Palio dei Borghi fra le contrade e, la sera, l'incendio della rocca. La cura l'associazione Pro Castello, e la prima edizione risale al 21 giugno 1964.

Un paese che chiede un pegno

La manifestazione si ispira alla leggenda della bella Teresina, che fece innamorare il figlio dell'imperatore, Ottone, il quale decise di sposarla e portarla con lui in Baviera.

Il paese però non disse subito di sì: la comunità canevese avrebbe accettato solo se in cambio Ottone avesse lasciato un ricordo indelebile di Teresina.

Così il figlio dell'imperatore fece dono a Caneva di una campanella, che Teresina in persona si era recata a Cèneda a prendere.

L'ultima sera prima della partenza fu una festa: i due vennero salutati con grandi festeggiamenti. Ed è quella giornata che il paese ripete: così, oggi come nel 1339, il ricordo perdura.

La giornata rifatta ora per ora

La giornata è organizzata in modo da ricordare ogni momento di quel giorno: l'apertura delle botteghe al mattino, l'arrivo di Ottone, l'intrigo amoroso, l'apertura della canipa, i banchetti, il notturno medioevale e per finire la partenza dei due innamorati.

Si comincia dunque con l'apertura delle botteghe artigiane e del mercato medievale, e si prosegue con gli spettacoli di animazione con musici e giocolieri.

C'è anche un laboratorio dedicato a un mestiere antico: «Dagli stracci alla carta», laboratorio della carta secondo la tradizione medievale.

Non solo leggenda: gli statuti del 1360

Accanto alla storia d'amore, il castello mette in scena due episodi documentati della storia locale, e le date sono precise.

Il primo riguarda una lite fra poteri: rappresentazione, in costume medievale, di un episodio storico riguardante le lotte intestine fra il Patriarca di Aquileia Omobono De Razzi ed Enrico il conte di Gorizia tra il 1312 e il 1313.

Il secondo è un atto amministrativo diventato spettacolo: rappresentazione in costume medievale della Concessione degli Statuti Comunali, ambientata nel 1360, cioè la concessione degli statuti comunali da parte del Patriarca di Aquileia, con le investiture di alcuni nobili canevesi.

Dietro ogni scena c'è un attento lavoro di ricerca storiografica e di studio di tradizioni, usi e costumi, per garantire agli spettatori una rappresentazione realistica e verosimile, che possa immergere il pubblico nel secolo nel quale è ambientata la scena. E quello che si porta in scena può essere l'uno o l'altro genere: attori, figuranti e ballerini in abiti medievali ogni anno propongono vicende (realmente accadute o leggende) del luogo e legate al Castello e al territorio canevese.

Il banchetto sulle ricette del cuoco patriarcale

Le pietanze vengono da un ricettario antico: il banchetto è allestito su ricette di Martino da Como, cuoco patriarcale, riscoperte ed elaborate da Giorgio Chiaradia e preparate dallo chef Luciano Santin.

Il pezzo forte è di dimensioni notevoli: banchetto alla maniera del Castello, con spiedo gigante.

Fra i piatti della festa ce n'è uno che porta il nome del luogo: il piatto più celebre resta la Castellana, una specialità a base di ravioli ripieni che rappresenta uno dei richiami gastronomici più amati dell'evento, in un programma che propone sapori castellani e piatti legati al territorio, con particolare attenzione ai prodotti locali.

Trenta sarte, e una leggenda friulana

I costumi non si affittano: si cuciono in paese. A supporto di quest'idea, vi è anche un gruppo di trenta sarte e ricamatrici che realizza, in modo filologico, i tantissimi costumi — e i relativi accessori — necessari per le rappresentazioni teatrali programmate di anno in anno.

Anche il numero di chi recita è cresciuto nel tempo: centinaia sono state le persone, provenienti dall'intero circondario, che hanno offerto la loro disponibilità per portare entro le mura castellane, in Italia e all'estero, quelle animazioni teatrali che trovano il loro riscontro nella storia friulana del XIV secolo, oltre che nella tradizione di Caneva e del suo territorio.

La leggenda di Teresina, del resto, in paese si racconta anche in marilenghe: «Cussì il fi dal imperadôr al regalà a Cjanive une campanele, che Teresine in persone e jere lade di persone a cjoli a Cèneda».

Il palio, e la rocca che brucia

Il pomeriggio è quello della gara fra i quartieri: Palio dei Borghi con gare di forza e di abilità fra le contrade di Caneva, accanto all'esibizione del gruppo di danza della Pro Castello, «Otium Jocundum».

La chiusura è di fuoco: Notturno Castellano con l'incendio della rocca e giochi di fuoco. È uno dei momenti più riconoscibili, insieme al palio e alle musiche medievali.

Per un giorno le rovine tornano abitate: musiche medievali, campane e tamburi squarciano il silenzio che solitamente regna sulle rovine del Castello di Caneva, e il pubblico prende posto nell'ampio cortile del Castello per assistere alla rievocazione storica. Ogni anno le antiche rovine del Castello di Caneva si animano di vita, colori e profumi.

La manifestazione non è antica quanto la storia che racconta: la prima edizione del 21 giugno 1964 occupava solo un pomeriggio domenicale, e nacque come una delle varie forme di protesta, realizzata grazie alla volontà e all'impegno di un gruppo di giovani canevesi. A occuparsene è un'associazione che ha cambiato nome per strada: la Pro Castello, che all'inizio si chiamava «Comitato del Castello», opera per recuperare, promuovere e valorizzare il sito castellano, unitamente alle tradizioni locali.

L'appuntamento cade in estate: la manifestazione si svolge solitamente nella terza domenica di luglio. La festa porta due nomi — la Giornata Medievale e «Castello in Festa» — ed è una delle manifestazioni più longeve e riconoscibili del territorio.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Caneva per la Giornata Medievale chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Sacile, a 5,4 chilometri da Caneva, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Sacile Ovest si trova un percorso di 6,9 chilometri che in 7 minuti porta a destinazione.

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