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Folklore e Rievocazioni

Legiomania a Tergeste 2026 - Rievocazione storica dell'epoca romana con simulazioni di combattimento

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
22 settembre 2026
Dove giardino del museo d’antichità “J.J. Winckelmann”, Trieste

Fonte: triesteallnews.it, letta il 20/09/2026.

Legiomania a Tergeste è la rievocazione dell'epoca romana di Trieste, nella regione Friuli-Venezia Giulia, e si tiene in settembre, sul colle di San Giusto, per tre giorni. Nel Giardino del Capitano, davanti al Civico Museo d'Antichità «J.J. Winckelmann», i rievocatori della Legio I Italica montano un accampamento romano con dieci tende storiche e il Pretorio, e vi vivono per tre giorni fra dimostrazioni di vita e di addestramento; gli atleti di Ars Dimicandi mettono in scena i combattimenti dei gladiatori, e i legionari scendono in corteo dal colle fino a piazza dell'Unità d'Italia. Partecipa una cinquantina di rievocatori appartenenti a diversi gruppi.

L'accampamento nel Giardino del Capitano

Sul colle di San Giusto, davanti al Civico Museo d'Antichità «J.J. Winckelmann», c'è un'oasi di verde che si chiama Giardino del Capitano. Per tre giorni ci cresce un accampamento romano, montato intorno al pretorio: dieci tende storiche più quella, più importante e rappresentativa, del Pretorio, tirate su in poche ore come accadeva in un vero accampamento. Dentro ci vivono i legionari, i senatori e le loro donne, occupati in dimostrazioni di vita e di addestramento, tutti pronti a illustrare la vita militare e quotidiana di duemila anni fa.

Chi scende i gradini dell'Orto Lapidario parte dalla piazza della Cattedrale e conta quasi un secolo a ogni gradino, fino a ritrovarsi nella Tergeste romana. In giardino, distribuite lungo il percorso, ci sono le postazioni didattiche con le riproduzioni dei reperti, che i rievocatori illustrano e usano davanti al pubblico; si passa da una all'altra liberamente, e restano attive per tutto il sabato e la domenica. In tutto sono una cinquantina di figuranti, spesso ingaggiati per animare i documentari della Rai. Legiomania è l'ultima tappa delle manifestazioni estive di animazione storico-didattica nelle sedi museali del colle di San Giusto.

La Legio I Italica e gli atleti di Ars Dimicandi

L'accampamento lo allestisce il Gruppo di Archeologia Sperimentale Legio I Italica, associazione di Villadose, in provincia di Rovigo, costituita nel 2001. Rievoca la vita dei legionari fra esercitazioni, funzioni religiose e cerimonie militari, nel rigoroso rispetto della filologia e delle fonti storiche, e ricostruisce armamenti ed equipaggiamenti per poi addestrarsi in prima persona al combattimento: un terreno ottimale per studiare strategie, tattiche e schieramenti.

Accanto ai legionari lavorano gli atleti di Ars Dimicandi, di Villa d'Adda (BG). Sono decine di atleti qualificati nelle discipline da combattimento antiche, con un grande arsenale di armamenti e infrastrutture, e portano combattimenti d'alto profilo tecnico e agonistico accompagnati da un'esperta narrazione. Le loro lotte sono greco-romane nel senso più letterale: corpi nella polvere, muscoli cosparsi di olio, prese e strette come ai tempi degli antichi gladiatori.

Con loro sono passate altre associazioni. L'Associazione Culturale SPQR opera dal 2004 ricostruendo spaccati di vita quotidiana dell'antica Roma e allestendo rievocazioni e mostre in musei e siti archeologici d'Italia e del mondo; nel 2008 ha ricostruito una delle legioni imperiali, la Legio X Gemina Pia Fidelis Domitiana, con le armature e gli equipaggiamenti, e in seguito ha creato il gruppo di senatori, matrone e patrizi della fine del I secolo d.C. La Cohors Veterana – Taberna Civilis è nata nel 2015 dall'unione di appassionati specializzati nell'addestramento militare, e presenta didattiche militari e civili; la Società Friulana di Archeologia è nata nel 1989 come organizzazione di volontariato fra appassionati di archeologia e storia antica. Hanno partecipato anche l'Associazione Culturale Romanitas e l'APS Mos Maiorum.

La manifestazione è organizzata dal Comune di Trieste, con l'Assessorato alla Cultura e il Servizio Musei e Biblioteche, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia, ed è curata da Wavents, società di organizzazione eventi e servizi di Venezia, con il CERS-Italia, il Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche.

I riti, dall'auspicium al funerale del centurione

I riti sono studiati e già collaudati nel corso degli anni. Si comincia con l'Auspicium ex avibus, quando l'augure interpella i segni naturali per conoscere il volere degli dei e il sacerdote interpreta il volo degli uccelli: saranno propizi al governatore e alla città? Poi c'è il Giuramento del miles, la cerimonia con cui le reclute passano da tirones a soldati, e l'Armilustrium, il rito di purificazione delle armi accompagnato dalla danza guerriera dei Salii. Il funerale del centurione veterano mostra come venivano celebrati i riti funebri nell'antica Roma, mentre in Cesariani e dona militaria gli abitanti più illustri della città indicono giochi gladiatori in occasione della visita del governatore Caio Giulio Cesare.

Accanto ai riti militari ci sono quelli civili e le scene recitate nelle lingue antiche: il Rito della Concordia, recitato in latino con spiegazione per il pubblico, la Cerimonia offertoria all'epigrafe del legionario, l'Epitaffio di Sicilo con esibizione musicale e coreutica, e la ricostruzione di un intervento chirurgico ambientato in epoca imperiale, recitata in greco antico e latino.

Le aree didattiche, dalla sarcina alla lavorazione dell'ambra

Ci sono Castra e Pretorium, la Religione, l'evoluzione dell'esercito romano, la sarcina, la gladiatura, le armi e gli armamenti dei Celti, il mondo della donna, l'abbigliamento, i giochi da tavolo, l'astronomia, la lavorazione del cuoio, la lavorazione dell'ambra, il fabbro, la forgiatura del ferro, l'erboristeria celtica, la numismatica, la sepoltura nell'età del ferro, la tessitura e gli scambi commerciali nell'evo antico. In altre postazioni si sono approfondite l'artiglieria, l'armamento, le tecniche di combattimento, la musica, la cosmesi, la cucina e l'alimentazione, la donna nella vita pubblica e privata, il museo del legionario e quello del gladiatore. Fra le didattiche mai presentate prima ci sono la Tenda delle donne, con gli usi e i costumi del mondo femminile romano, l'antica Falegnameria, con le tipologie di strumenti e i trattamenti del legno, la Sarcina, con quello che il legionario si portava appresso per l'igiene personale e i ricambi, e la Medicina, con gli strumenti impiegati negli interventi e le conoscenze scientifiche dell'epoca di Roma imperiale, il I secolo d.C.

Le armi si toccano con mano — elmi, scudi, gladi — e chi le ha costruite e prova a usarle racconta come nascono, in un'attenta ricostruzione storica dello sviluppo dell'ingegneria militare romana. Si soppesa la pesante sarcina che si doveva portare a spalla nelle lunghe marce quotidiane, si conosce l'élite dei pretoriani, la guardia dell'imperatore, e si visita la Schola armaturarum dei gladiatori, per scoprire come si esercitassero e quale ruolo avessero nella fitta trama sociale romana. Ai più giovani sono dedicati il percorso Piccoli Legionari e il laboratorio Costruisci il tuo mosaico.

I cortei dal colle a piazza dell'Unità d'Italia

Tre cortei scendono dal colle fino all'area di piazza dell'Unità d'Italia, fra piazza della Borsa, via Einaudi e piazza Verdi, illustrando la marcia e le evoluzioni militari, frutto di un lungo e duro addestramento; due sfilate percorrono la zona pedonale tra piazza dell'Unità d'Italia e piazza della Borsa con dimostrazioni e simulazioni di combattimento. Altri cortei portano i gladiatori dall'Orto Lapidario al Teatro romano e al Foro Romano: la mattina di sabato scendono nell'arena del Teatro romano, e un'esibizione gladiatoria si tiene al Campo di Marte.

Nel giardino del museo e in piazza della Cattedrale, tra i resti romani autentici, a orari prestabiliti si presentano le dimostrazioni di tecniche e tattiche di combattimento di una legione romana e una serie molto realistica di esibizioni di arte gladiatoria. In alcune edizioni sono arrivati anche i Celti, antichi nemici di Roma, e le loro orde si sono schiantate contro il muro di scudi dei legionari. Il programma comprende anche le conferenze, come quella del dottor Maurizio Buora sulla presenza militare romana nel Friuli-Venezia Giulia, a cura della Società Friulana di Archeologia – Sezione Giuliana, e la presentazione del libro «A tavola con gli antichi romani» di Giorgio Franchetti.

Le epoche rievocate, da Cesare al Limes

Ogni edizione sceglie un momento della storia di Tergeste. Una ha portato il pubblico in epoca Antonina, nel II secolo, quando nel foro in cima al colle veniva inaugurato il monumento equestre, con statua di bronzo dorata, al concittadino senatore Lucio Fabio Severo. Un'altra si è svolta sotto gli auspici di Cesare, e il periodo preso in esame corrisponde a quando Caio Giulio Cesare era governatore della Gallia Cisalpina: fu davvero governatore in queste terre, e per questo gli è stato concesso lo spazio.

L'edizione intitolata La difesa del Limes ha guardato invece ai legionari come protezione del confine dell'impero, con Ars Dimicandi che ha scelto le vicende del distretto militare della Praetentura Alpium, creato dall'imperatore Marco Aurelio a difesa delle Alpi Giulie; la tarda antichità assistette a continue invasioni barbariche che colpirono duramente tanto Tergeste quanto Aquileia, travolgendo quel Limes un tempo così solido. E in un'altra occasione si è raccontata la Tergeste dei primi passi, quando la città era ancora un piccolo centro urbano, satellite della grande Aquileia. Le origini romane di Trieste hanno sempre destato grande curiosità: dalle prime scoperte archeologiche dell'Ottocento al disseppellimento in chiave ideologica dei fasti romani durante il governo fascista, fino agli studi scientifici del secondo dopoguerra.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla festa a Trieste è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Trieste Centrale si trova a 1,7 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Varco 1 PFN - Riva Traiana dista 3,1 chilometri, cioè 4 minuti di strada.

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