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Festa de Turchia a Moena 2027 - La bastìa del sultano e il soldato accolto nel rione Ischiazza
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: turismo-sociale.com, letta il 19/09/2026.
La Festa de Turchia si tiene d'estate a Moena, in provincia di Trento, nel rione che porta il nome di Turchia. Per tre giorni gli abitanti del quartiere vestono gli abiti ottomani e sfilano per il paese, le bandiere rosse con la mezzaluna sventolano dalle finestre e dai balconi e i tabià aprono al pubblico con mostre, artigiani all'opera e cucina ladina e orientale. Nel rione vale ancora una regola: le giovani del quartiere, chieste in sposa da giovani non residenti nel rione di Turchia, devono ottenere il permesso del sultano per potersi allontanare dal quartiere.
Un rione con la mezzaluna alle finestre
Uno dei quartieri più antichi della città dolomitica prende il nome di Turchia, e accanto ai tradizionali tabià e agli affreschi con scene di caccia sulle pareti delle case, offre allo sguardo sfondi rossi con la mezzaluna e la stella. Gli abitanti del rione, moenesi da generazioni, affermano con orgoglio di sentirsi turchi, nonostante i cognomi locali e la parlata ladina: a Moena oriente e occidente si mescolano, e ogni estate ne viene ritualmente celebrato l'intreccio.
Il quartiere è una zona molto curata dai suoi abitanti che, organizzati in un'associazione che porta il nome di «Grop de Turchia», creata al fine di salvaguardare, promuovere e sviluppare le tradizioni di questa antica via, decorano fienili, fontane e perfino legnaie, arricchendoli di splendidi fiori e piccole sculture in legno. E i loro tabià hanno una data: il «Tabià del Bronza», dove è allestita la mostra della fauna, risale al 1567, mentre è datato 1586 quello del Badia, nel quale si può accedere durante la festa di Turchia.
Il soldato di Vienna, e il rione che si chiamava Ischiazza
Tra le strade del rione Turchia si racconta che un soldato turco, fuggito alla battaglia che contrappose la coalizione cristiana all'esercito ottomano dopo l'assedio di Vienna del 1683, giunse ferito a Moena, dove trovò cure e rifugio. Decise dunque di stanziarsi lungo le rive dell'Avisio, e i suoi discendenti pare vivano tuttora in Valle di Fassa.
Il rione, allora, aveva un altro nome: il soldato si accasciò al suolo proprio sulla strada maestra nel rione di Ischiazza — dal ladino ischiacia, «canneto», o «palude» — a sinistra del torrente Avisio. E il soprannome nacque per rimprovero: gli abitanti del quartiere lo soccorsero e lo rifocillarono, benché «infedele», e per questo loro «scandaloso» comportamento furono soprannominati «turchi», in senso che voleva essere dispregiativo. Ma essi non se ne fecero un cruccio, anzi ne andavano orgogliosi, e da allora il rione prese il nome di Turchia.
Il torchio, il missionario e il soldato
Da dove realmente derivi il nome non è del tutto chiaro, e le ipotesi principali sono due: secondo la prima il nome deriva da «torchia», termine per indicare il luogo dove si torceva il lino; gli abitanti del rione preferiscono invece la leggenda del soldato turco.
La fontana al centro del rione, che raffigura un ottomano, ha dato vita a molte leggende: oltre al sultano turco, si tramanda di un missionario locale partito per l'Oriente che avrebbe mandato in paese un suo ritratto con fez e abiti orientali, o si parla più prosaicamente di un torchio presente nel quartiere, che serviva a strizzare la lana delle pecore. È il fulcro della passeggiata, la fontana, o festil, dedicata al soldato, con la scultura in pietra del volto con copricapo dallo stile ben riconoscibile.
I documenti dell'archivio storico del Comune di Moena — numerosi già a partire dal XVIII secolo — citano per la prima volta il toponimo «alla turca» nel 1827, mentre la forma «Turchia» fa la sua prima comparsa nel 1861; nel 1876 si fa riferimento alla «contrada detta Turchia».
Dal carnevale degli anni Cinquanta al carnevale estivo
È la leggenda del soldato quella a cui gli abitanti del rione sono più affezionati, ed è quella che li ha spinti, negli anni Cinquanta, a vestirsi da soldati, da haremine e da sultano, proponendo al paese una rappresentazione scherzosa che culminava in un discorso in piazza in cui il sultano prendeva in giro le autorità ecclesiastiche e religiose.
Per molto tempo il posto della sfilata è stato il carnevale: fino a qualche anno fa la tradizione voleva che a carnevale la gente del rione Turchia dedicasse la sfilata alle sue «origini» turche, e per le vie del paese si potevano ammirare i costumi tipici della cultura orientale, mentre facevano la loro comparsa sultani, schiavi, soldati, donne e bambini. Oggi quella rappresentazione si è spostata d'estate ed è diventata una sorta di carnevale estivo, che spinge ancora oggi gli abitanti del quartiere a vestire gli abiti ottomani e a sfilare per il paese.
La bastìa
Dalla leggenda è nata anche una regola che il rione fa rispettare sul serio: Durante la bastìa il sultano attende all'ingresso del rione lo sposo, che viene scortato da un gruppo di soldati davanti alla casa della sposa. Qui viene sgridato poiché porta via la giovane sposa dal rione, e gli viene imposto di pagare una parcella al popolo turco. La bevuta finale di vino sancisce il momento in cui la festa per i due sposi può avere inizio.
Nel caso del rione Turchia la bastìa si trasforma in un vero e proprio spettacolo, nel quale lo sposo, scortato da soldati e donne in abiti orientali e seguito da amici e parenti, deve raggiungere il rione per chiedere al sultano il permesso di portare via la ragazza dalla zona.
Le porte, i tabià aperti e la sfilata dei Turchi
La festa è organizzata dal «Grop de Turchia» in collaborazione col Comune di Moena, e per l'occasione viene allestita un'enorme porta per ciascuna entrata del quartiere, e ogni casa e fienile sventola con orgoglio la bandiera turca: le bandiere rosse con la mezzaluna sventolano dalle finestre e dai balconi. La festa ha inizio il venerdì sera e prosegue per tutto il fine settimana, d'estate.
Il momento atteso è la tradizionale sfilata dei Turchi, accompagnata da tanta musica e da deliziose prelibatezze della cucina tipica locale, con i costumi da sultani, schiavi, soldati e civili in abiti orientali. Finito il corteo si rientra nel cuore della festa, Turchia, dove ospiti e residenti possono visitare i tabià aperti al pubblico per l'occasione e adibiti a mostre, osservare artigiani all'opera e persone del luogo vestite in abiti tipici tirolesi impegnate in dimostrazioni di antichi lavori, assaggiare i prodotti tipici della cucina ladina e di quella orientale, ballare al ritmo della musica dei vari gruppi folkloristici e assistere ai concerti del Coro Enrosadira e della Banda di Moena. Nei fienili aperti si mostrano i mestieri di un tempo, dalla lavorazione del feltro a quella del rame, e si gustano prodotti tipici, orzo e canederli.
Quando arrivano i turchi veri
Da alcuni anni sono iniziati i contatti con cittadini turchi residenti in Italia, e la stessa ambasciata turca ha espresso il desiderio di partecipare ai festeggiamenti dolomitici: una delegazione arriva a Moena per la festa del quartiere e propone musiche e danze del vicino oriente, oltre che uno stand con specialità turche, e al programma compare il saluto della rappresentanza del Ministero della Cultura Turca.
Anche la comunità immigrata che vive a Moena prende parte alla festa, indossando i propri abiti tradizionali o quelli ottomani. E il rione ha finito per richiamare negli ultimi anni l'attenzione della stampa turca e degli abitanti di questo Paese.
Come arrivare alla festa
La Festa de Turchia a Moena si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Bolzano - Bozen, a 42 chilometri da Moena, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Bolzano Nord - Bozen Nord ha davanti un percorso di 39 chilometri che in 47 minuti porta a destinazione.
Che altro succede in provincia di Trento
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- Festival del Puzzone di Moena DOP — settembre
- Ala Città di Velluto — luglio
- Feste Medievali a Pergine Valsugana — luglio