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Palio dei Turchi a Moena 2027 - Tradizione e cultura in Val di Fassa
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: camperlife.it, letta il 20/09/2026.
A Moena, in Val di Fassa, esiste un rione che si chiama Turchia, e ogni agosto per un intero fine settimana si copre di bandiere rosse con la mezzaluna. La festa che lo anima nasce da una storia di guerra e di ospitalità che il paese si tramanda da secoli.
La leggenda la colloca nel 1683, l'anno in cui l'Impero Ottomano assediò Vienna. Un soldato in fuga dalla città arrivò a Moena, ferito, e finì nel rione allora chiamato Ischiazza. Gli abitanti lo soccorsero e lo curarono fino alla guarigione; lui, per gratitudine, decise di restare e si integrò nella comunità. La tradizione locale gli attribuisce il nome di Balaban Hasan, un giannizzero, e il soprannome di El Turco. Da quell'accoglienza il quartiere avrebbe preso il nome che porta ancora.
Quello che dicono i documenti
L'archivio storico del Comune di Moena conserva le tracce scritte del toponimo, e sono più tarde della vicenda che racconta la leggenda. La forma «alla turca» compare nei documenti dal 1827; «Turchia» si legge per la prima volta nel 1861, e nel 1876 si trova la dicitura «contrada detta Turchia».
Il legame fra la festa e la storia del giannizzero non trova conferma nei documenti storici: resta una narrazione della comunità, che il rione ha scelto di celebrare.
Come si svolge
La festa è organizzata dal Grop de Turchia insieme al Comune di Moena, comincia il venerdì sera e dura tutto il fine settimana. La preparazione si vede prima ancora che cominci: a ogni entrata del quartiere viene allestita un'enorme porta, e ogni casa e ogni fienile espone la bandiera turca.
Il momento centrale è il sabato, quando la sfilata dei Turchi attraversa le vie del paese partendo da Piaz de Ramon alle ore 17.00. Nel corteo il sultano siede su un trono trascinato da schiavi, seguito da donne in abiti orientali e da bambini. Finito il corteo, la festa si sposta nel cuore del rione storico, lungo Strada de Turchia.
I tabià aperti e i mestieri di una volta
Per l'occasione i tabià, cioè i fienili, vengono aperti al pubblico e trasformati in mostre. È la parte della festa in cui il rione si lascia attraversare: gli artigiani lavorano davanti a chi passa, e gli abitanti in abiti tipici tirolesi mostrano i lavori di un tempo, dalla lavorazione del feltro a quella del rame. Fra un fienile e l'altro si dispongono le bancarelle artigiane.
Che cosa si mangia e che cosa si ascolta
La cucina della festa tiene insieme le due anime del rione: si assaggiano piatti ladini e orientali, con i prodotti tipici della valle come l'orzo e i canederli.
La musica accompagna tutto il fine settimana, con i balli al ritmo delle band folkloristiche e i concerti del Coro Enrosadira e della Banda di Moena.
Come arrivare alla festa
Il Palio dei Turchi a Moena si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Bolzano - Bozen, a 42 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Bolzano Nord - Bozen Nord, e il tragitto è di 39 chilometri per 47 minuti di guida.