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Folklore e Rievocazioni

Festa delle Marie a Venezia 2027 - Le dodici spose rapite dai pirati e le doti chiuse nelle arcelle

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 31 gennaio al 17 febbraio 2026

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 02/09/2026.

La Festa delle Marie si tiene a Venezia, in Veneto, all'interno del Carnevale, tra febbraio e marzo. Dodici giovani donne provenienti da tutta la Città metropolitana sfilano in costume storico lungo un percorso acqueo e terrestre, dal corteo di gondole sul Canal Grande al palco di Piazza San Marco, dove vengono presentate una a una. La rievocazione è stata rilanciata nel 1999 da Bruno Tosi ed è curata dall'associazione «Venezia è», presieduta da Maria Grazia Bortolato.

Dodici ragazze povere, vestite dalla città

Sin dal IX secolo è attestata a Venezia l'usanza di benedire nel secondo giorno di febbraio, festa della Purificazione di Maria, tutte le coppie che si sarebbero sposate entro l'anno. La benedizione avveniva nella chiesa di San Pietro di Castello, che era l'antica sede vescovile della città. Fra le donne che vi prendevano parte venivano scelte le dodici più povere: le si vestiva con abiti sfarzosi e le si ingioiellava con monili preziosissimi, tutti oggetti prestati dalle principali chiese della città.

Ognuna veniva affidata a una famiglia ricca, che aveva il compito di donarle vestiti, gioielli e una dote perché si potesse maritare. Lo Stato e le famiglie patrizie contribuivano, e la dote aveva un contenitore preciso, che è poi l'oggetto attorno a cui ruota tutta questa storia: l'arcella, una piccola cassa lignea in cui la dote era «custodita simbolicamente» e che «assumeva un forte significato rituale». Il Doge partecipava alla cerimonia, accompagnava le spose a San Marco e offriva loro doni e un banchetto a Palazzo Ducale.

Dietro garanzia si potevano prestare alle ragazze anche gli ori e le gemme del Tesoro di San Marco.

Il rapimento del 973 e il porto delle donzelle

Il fatto che ha dato origine alla festa è un rapimento. Correva l'anno 973 quando nella chiesa di San Pietro di Castello, durante gli annuali festeggiamenti dedicati alla purificazione della Vergine Maria, dodici ragazze veneziane vennero rapite da un gruppo di pirati dalmati, insieme ai loro gioielli.

L'inseguimento fu guidato personalmente dal Doge Pietro Candiano III e i veneziani riuscirono a liberare le fanciulle nei pressi di Caorle, in un luogo che da allora prese il nome di «porto delle donzelle». Per ringraziare la Madonna della sua intercessione, venne istituita la festa delle Marie.

I casseleri, gli artigiani che avevano costruito le arcelle, chiesero che il Doge visitasse ogni anno la chiesa di Santa Maria Formosa: una tradizione che si mantenne per secoli, accompagnata da festeggiamenti popolari, regate e riti simbolici.

Il corteo che attraversava la città

La festa vera e propria cominciava con un sorteggio doppio: si sceglievano a sorte le dodici fanciulle più belle fra le famiglie povere, e sempre a sorte quali contrade e quali famiglie patrizie dovessero provvedere all'assetto delle fanciulle medesime.

Poi il corteo, che era acqueo e terrestre insieme. Le Marie, «sopra bene pavesati palischermi», andavano di buon mattino a San Pietro, dove il vescovo, dopo la messa solenne, usciva a benedirle, per poi scortarle «con gran seguito di preti, frati e confraternite» lungo il tratto di laguna che costeggia la terra fino a San Marco. Nella Basilica le aspettava il doge, e si cantava una seconda messa solenne. Da lì tutta la pompa, preceduta dal doge assiso sul bucintoro, si avviava per il Canal Grande fino a Rialto, trasformando la città in un palcoscenico.

Che durante il tragitto si facesse anche una regata fra due navigli lo racconta il poeta friulano Pace nel poemetto in distici latini «Descriptio Festi gloriosissimae Virginis Mariae», dedicato al doge Pietro Gradenigo: una descrizione che insiste sull'armonia fra devozione religiosa e magnificenza pubblica.

Le cerimonie erano accompagnate da feste danzanti e banchetti, vedere le Marie era considerato di buon auspicio, e per questo la festa si protraeva per molti giorni, anche due settimane, attirando gente da altri paesi.

Le Marie di legno, e la fine

Le ragazze in carne e ossa vennero gradualmente sostituite da statue di legno, chiamate «Marione» o «Marie de tola», Marie di legno: le si vestiva e le si ingioiellava, ma a differenza delle loro controparti umane non venivano munite di dote, e al termine della festa il corredo tornava alla famiglia che ne deteneva il legittimo possesso.

Le sagome dipinte erano spesso oggetto di scherno popolare, e questo dal XIV secolo in poi. La festa fu soppressa nel 1379.

La rinascita del 1999

Della festa medievale non è rimasta continuità: quella di oggi è una rievocazione storica, cioè una rappresentazione moderna di eventi del passato, priva di continuità rituale diretta ma fondata su riferimenti storici e simbolici.

È stata riportata in auge nel 1999 dal regista Bruno Tosi, ed è diventata col tempo uno degli eventi cardine del Carnevale di Venezia. La formula prevede la selezione di dodici giovani donne provenienti da tutta la Città metropolitana, che sfilano in costume storico lungo un percorso urbano e acqueo.

Gli abiti sono realizzati da Francesco Briggi dell'Atelier Pietro Longhi traendo ispirazione dalle opere del pittore cinquecentesco veneziano Tiziano Vecellio, con le linee sartoriali della metà del Cinquecento e, come tessuto, un damasco color avorio e champagne con disegni floreali prodotto dalla storica tessitura Rubelli.

La prima uscita, dalle gondole a Piazza San Marco

La giornata che apre la festa è quella della presentazione, e ricalca il vecchio corteo. Il corteo acqueo di gondole parte dallo stazio di Santa Sofia, a Cannaregio, e accompagna le Marie lungo il Canal Grande; la sfilata a piedi passa per San Lio, campo Santa Marina, la chiesa dei Miracoli e Strada Nova, fra due ali di folla.

Allo stazio del Todaro le attende il solenne corteo dogale del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche, composto dal Serenisimo Tribunal de l'Inquisithion, dai Cavalieri del Drago, dalla Compagnia d'Arme Città del Grifo e dalla Compagnia di Chiarine, Tamburi e Sbandieratori della Contrada della Cerva di Noale. Da lì si arriva al palco di Piazza San Marco, all'ombra del Museo Correr, dove le dodici vengono presentate una a una.

Poi la festa si snoda su più giorni — le Marie presenziano agli eventi in abiti d'epoca per tre settimane — fino alla proclamazione della Maria dell'Anno, che riceve un abito speciale. Piazza San Marco, il Canal Grande, Rialto e San Pietro di Castello restano i luoghi simbolici del percorso.

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