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Folklore e Rievocazioni

Festa della Pulenda a Vernio 2027 - Rievocazione storica con distribuzione di polenta dolce

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
10 febbraio 2027
Dove Piazza del Comune, Vernio

Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.

La Festa della Polenta si celebra la prima domenica di Quaresima sulla piazza di San Quirico di Vernio, in provincia di Prato, davanti al Casone de' Bardi, oggi sede del Palazzo Comunale. Rievoca la carestia che colpì la Val di Bisenzio nel 1512, quando i Conti Bardi, signori e feudatari della Contea, distribuirono gratuitamente alla popolazione polenta di castagne, aringhe e baccalà: dopo il corteggio storico e la lettura della pergamena, in piazza si distribuiscono ancora oggi quelle tre cose, circa cinquemila porzioni. La manifestazione è organizzata dalla Società della Miseria ed è nota anche come Festa della Miseria o Pulendina.

La carestia, l'invasione, il sacco

Nel 1512 il pratese e la Val di Bisenzio furono colpiti «da una terribile carestia e dall'invasione degli spagnoli in guerra contro Firenze», e saccheggiati dalle truppe mercenarie spagnole, responsabili del Sacco di Prato.

I Bardi — il casato «che per cinque secoli ha governato questi territori» — risposero con la polenta dolce fatta in casa, insieme ad aringhe e baccalà. Ed è proprio di questi tre cibi che avviene la distribuzione negli stand gastronomici durante la giornata della festa.

Una delle più antiche d'Italia

«La Festa della Polenta è una delle più antiche rievocazioni storiche italiane, oltre che della Val di Bisenzio: la sua nascita si fa risalire alla fine del XVI secolo.» Si tiene in paese da oltre quattrocento anni.

Si celebra sulla piazza di San Quirico di Vernio, «di fronte al Casone, oggi sede del Palazzo Comunale». Ed è la giornata più importante dell'anno per il paese: «una festa di comunità caratterizzata dalla mobilitazione corale dei volontari e dei cittadini».

Oggi cade la prima domenica di Quaresima; anticamente si teneva il mercoledì delle Ceneri.

Costumi copiati dai ritratti dei Medici

Il Corteggio storico è animato dal Gruppo Storico dei Conti Bardi, nato nel 1988 all'interno della Società della Miseria, un gruppo di figuranti i cui abiti sono filologicamente ricreati su esemplari del XVI secolo.

«I costumi, realizzati a mano, vengono creati dopo un'attenta indagine iconografica sull'epoca rinascimentale. Fonti primarie sono i capolavori della ritrattistica della corte dei Medici di Agnolo Bronzino, ma anche quelli di Giovan Battista Moroni e di altri artisti cinquecenteschi: Tiziano Vecellio e Giorgio Vasari.»

La stessa cura è andata sulla stoffa: «Un'attenta ricerca è stata applicata anche nella scelta dei tessuti impiegati nella confezione degli abiti, con l'intento di replicare gli originali dell'epoca, veri e propri intarsi di velluto, raso e damascati tipici della manifattura fiorentina.»

Dentro quegli abiti ci sono quaranta figuranti «tra armigeri, dame, nobili, fanciulli, paggi, uomini della corte», mentre venti persone costituiscono il Gruppo Gastronomico della Società della Miseria, con abiti da popolani. Sono cuciti da «addetti che per tutto l'anno lavorano», in un lavoro «anche di ricerca per ricreare fedelmente le stoffe e i tagli di vestiario di centinaia e centinaia di anni fa».

Nove paggi per nove terre

Il corteggio si muove dal mattino e converge su San Quirico da due punti, via Camaldoli e la località Le Piana.

«Il corteo, con in testa il gonfalone del Gruppo Storico Conti Bardi, si apre presentando il Feudo con nove paggi che reggono bandiere con l'effigie degli stemmi delle nove terre di Vernio, come sono documentati in una carta del XVIII secolo conservata nel Castello Guicciardini di Poppiano.»

Dietro vengono dame e cavalieri, musici, armigeri e la coppia dei Conti. In tutto sono oltre seicento figuranti.

Sfilano con loro i gruppi storici di mezza Toscana: il Calcio Storico Fiorentino, la Giostra dell'Orso di Pistoia, il Gruppo Valletti del Comune di Prato, la Giostra della Stella di Bagno a Ripoli, i Musici della Giostra del Saracino di Arezzo, gli Sbandieratori e Musici «Città di Pisa», la Filarmonica Giuseppe Verdi di Luicciana, il Rione Ferraia di Pescia, il Gruppo Storico dell'Antico Gioco del Ponte di Pisa, la Giostra del Saracino di Sarteano, il Corteo Storico del Palio Marinaro dell'Argentario, il Gruppo Storico della Provincia di Prato e i rappresentanti dei Polentari d'Italia.

Ci sono anche le delegazioni dei tre comuni europei gemellati con Vernio: quello belga di Marchin, il francese di Senones e il tedesco di Jettingen. Fra i gonfaloni si contano quelli di Firenze, Arezzo, Pistoia, Pisa, Castiglione dei Pepoli, Sarteano, Barberino di Mugello, oltre alla Provincia di Prato e a tutti i comuni del territorio.

La pergamena

«Il Consigliere di Corte legge una storica pergamena che rievoca il leggendario gesto dei Conti Bardi e dà così inizio alla festa con la distribuzione gratuita di polenta dolce alle autorità e ai partecipanti.»

È la cerimonia «in cui i conti offrivano aiuto al popolo»: prima si rilegge la promessa, poi si mangia.

Cinquemila porzioni

Ogni anno vengono servite circa cinquemila porzioni di polenta, realizzate con la farina di castagne locale, un prodotto tipico della Val di Bisenzio. E accanto: oltre ai nove pentoloni di castagne e alla polenta, vengono distribuite frittelle dolci dalla mattina alla sera.

A preparare tutto sono «gli esperti polentari di Vernio», con oltre cinquanta volontari al lavoro. Il piatto è il «piatto della memoria»: polenta di farina di castagne accompagnata da aringa e baccalà.

La manifestazione dura tre giorni; per tutta la giornata restano aperti stand gastronomici con preparazioni a base di farina di castagne, e il pomeriggio porta momenti di spettacolo con le esibizioni dei gruppi storici.

A vegliare su tutto è la Società della Miseria, che insieme al Gruppo Storico dei Conti Bardi «veglia sulla riuscita della festa in tutti i suoi aspetti».

Come arrivare alla festa

Raggiungere la Festa della Pulenda a Vernio è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Vernio-Montepiano-Cantagallo a un passo dal centro, 1,6 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce al casello di Barberino di Mugello, e da lì restano 16 chilometri e 21 minuti.

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