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Gazzarre delle Artiglierie a Lucca 2027 - Il colpo sbagliato del 1664 e i 157 cannoni della Libertà
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
Le Gazzarre delle Artiglierie sono le salve a vuoto sparate dai cannoni delle Mura di Lucca, in Toscana, per le festività della città. Oggi le rimette in scena l'associazione Historica Lucense, con i suoi bombardieri in abito storico seicentesco e tre riproduzioni dei pezzi che armavano le mura, e le gazzarre sono due: quella di San Paolino, dalla cannoniera del baluardo San Donato, per la festa del patrono del 12 luglio e in ricordo del miracolo avvenuto quel giorno del 1664; e la Gazzarra della Libertà, dal baluardo San Martino, dentro la Settimana della Libertà che precede il Giorno della Libertà, la domenica successiva alla Pasqua. L'usanza è antica: fin dal Cinquecento si hanno testimonianze delle «gazare», e il documento che istituisce la squadra di bombardieri di Lucca risale al 17 giugno 1524.
Che cosa vuol dire far gazzarra
Sulle «Gazzarre delle Artellerie» esiste numerosa letteratura, conservata in Archivio di Stato, e descrive un'usanza precisa: far sparare a salve i cannoni delle mura nelle festività peculiari della città murata. A Lucca le chiamavano anche gazare, e servivano a segnalare alla popolazione della città e del contado l'inizio dei festeggiamenti per le ricorrenze religiose o laiche, spesso in sequenza da un baluardo all'altro.
Gli scopi erano tre, e uno solo era di cortesia. Il primo era rendere omaggio al Patrono o alla Santa Croce e onorare le feste civili della Repubblica; il secondo, rassicurare gli abitanti sull'efficacia della protezione che veniva loro offerta dai governanti. Il terzo era politico: le gazzarre costituivano un velato, ma non troppo, monito per tutti coloro che avessero nutrito desiderio di attentare all'indipendenza dello stato.
Quanto all'età, le prime gazare furono verosimilmente praticate già nel XVI secolo, fin dall'armamento dei torrioni della cerchia urbana con moderne artiglierie a polvere; le testimonianze documentate, però, sono tardo-seicentesche.
Il colpo sbagliato del 12 luglio 1664
La più famosa di tutte fu un errore. La mattina del 12 luglio 1664, mentre la popolazione stava entrando in città per i festeggiamenti del Santo, dal baluardo San Donato partì un vero colpo di cannone, sparato dai bombardieri di Lucca. Doveva essere uno «sparo di allegrezza», cioè un colpo a salve come quelli che si tirano nelle feste; invece i pezzi erano caricati a mitraglia, e raggiunsero la folla festante che entrava in città.
Non ci furono né morti né feriti. Secondo la tradizione fu San Paolino a salvare i fedeli, e da quel giorno l'episodio è passato alla storia come il Miracolo di San Paolino.
Lo stesso anno le mura fecero parlare di sé una seconda volta: qualche mese dopo, per una disattenzione, i bombardieri che presidiavano la piazza del baluardo San Paolino causarono l'esplosione della polvere da sparo stoccata in loco. C'è una nota che rimette tutto in prospettiva: il colpo del 1664 fu forse l'unico che i bombardieri di Lucca spararono dalle nuove mura, se si escludono quelli esplosi durante gli addestramenti e le esercitazioni.
Centocinquantasette cannoni all'unisono
Per capire quanto le gazare scandissero il calendario lucchese bisogna arrivare al Settecento, e a due documenti d'archivio inediti, del 1734 e del 1735. Il secondo porta l'intestazione «1735. Nota delle gazare fatte in torre dall'Aiutante Alessio Ricciardi nel campo del presente anno», e sotto ha l'elenco: gli insediamenti degli Eccellentissimi Signori a gennaio, maggio, luglio, settembre e novembre, l'insediamento dell'Eccellentissimo Consiglio a marzo, la Festa della Libertà, la Madonna dei Miracoli, i Corpi Santi, la processione della Madonna dello Stellario, il Corpus Domini, le due processioni di Sant'Antonio, San Paolino, la Madonna del Carmine, la Madonna della Cintora, Santa Croce, la Madonna dei Dolori, la festa della Madonna del Rosario.
I conti del 1734 dicono che cosa si sentiva. La prima sequenza si teneva la sera della vigilia e contava 60 colpi di cannone, di cui gli ultimi 18 partivano dal baluardo San Paolino. Il culmine arrivava allo scoccare del giorno della Libertà, quando «la sera allore 24» ben 157 cannoni facevano fuoco all'unisono: seguivano 43 salve di pezzi di grossa dimensione, 22 di media, 200 salve di uno «scuadrone» di 200 mortaretti, 3 di altrettanti quarti cannoni dal baluardo San Paolino, 3 dal baluardo San Colombano — un quarto cannone e due mezzi cannoni — e 6 dal baluardo Santa Maria.
Il giorno dopo la gazzarra accompagnava gli Eccellentissimi Signori: 60 spari all'unisono quando uscivano dal Palazzo Pubblico, con risposta di 18 colpi da 9 pezzi di medie dimensioni, e altrettanti al loro ritorno. Per il Corpus Domini le mura si rispondevano a eco da un capo all'altro: cominciavano i pezzi sul baluardo San Martino, rispondevano quelli della piazza alta di San Colombano, poi San Regolo, poi tutti i pezzi della muraglia insieme, e si chiudeva con le risposte dei baluardi fino a San Salvatore; sul baluardo Santa Maria uno «scuadrone» di 100 mortaretti sparava in corrispondenza della benedizione.
Per Santa Croce si cominciava la vigilia all'ora nona con 60 salve, poi 18 «grosse» alla partenza degli Eccellentissimi Signori dal Palazzo Pubblico, e altre 18 al momento della rimozione del velo che copriva il Volto Santo. La gazzarra di San Paolino, invece, i documenti la descrivono sommariamente e senza conteggi: spari a salve di tutta l'artiglieria della città, risposte «grosse e mezze», e la chiusura affidata ai 200 mortaretti. Molte feste si conoscono così, dalle carte, e l'insieme del folklore e delle rievocazioni le raccoglie.
Il generale Klenau e la fine dei bombardieri
Il corpo che maneggiava tutto questo aveva una data di nascita: il documento per la creazione della squadra di bombardieri, poi divenuta corpo con annessa scuola, risale al 17 giugno 1524. A loro era affidato l'uso e la manutenzione delle artiglierie che equipaggiavano le Mura, dai pezzi di grosso calibro come la colubrina fino ai cannoni petrieri e ai quarti cannoni.
Poi, di colpo, le mura tacquero. Dal 1799 i cannoni non ci sono più: furono forzatamente prelevati da un generale boemo di nome Klenau, che se li portò via come riparazione per i danni di guerra causati all'armata austriaca da un generale francese di nome Bonaparte. Da allora non ci sono più state le Gazzarre, e non ci sono più stati i Bombardieri.
Smerigli e falconetti sotto il baluardo
Da qualche anno, però, sono stati notati alcuni strani individui vestiti di panno colorato intagliato alla moda seicentesca. Ubbidiscono agli ordini di un burbero Conestabile dallo strano accento strascicato, escono da un piccolo sotterraneo situato sotto il Baluardo di San Frediano trascinando a fatica alcuni pezzi di artiglieria, cui danno strani nomi di rapaci, come «smeriglio» o «falconetto», e li issano sulle rampe a forza di braccia e moccoli. Dicono di appartenere a un'associazione di ricostruzione storica, Historica Lucense; a vederli paiono piuttosto anime inquiete da troppo tempo dimenticate nelle viscere della muraglia. Sparano a gazzarra, riempiendo l'aria di fracasso e di fumo puzzolente.
I loro cannoni sono inoffensivi simulacri che, sulla base di progetti originali, riproducono fedelmente nella forma alcuni dei pezzi di cui erano dotate le mura. Sono tre e hanno un nome: la Pantera, la Sitrì e il Ducale. I primi due sono realizzati in bronzo e sono ad avancarica; il Ducale è un pezzo in ferro forgiato, a retrocarica, tramite l'uso del mascolo.
Le gazzarre di oggi sono due. Quella di San Paolino si spara dalla cannoniera del baluardo San Donato, in abito storico seicentesco, e rievoca il miracolo del 1664. La Gazzarra della Libertà si tiene invece sul baluardo San Martino, dentro la Settimana della Libertà, e riporta la città all'aprile del 1369, quando l'imperatore Carlo IV di Boemia restituì a Lucca la propria indipendenza dopo quarant'anni di giogo pisano: da allora Libertas è il motto della città. Il Giorno della Libertà si festeggia nella domenica successiva alla Pasqua, con la messa solenne in Cattedrale, la consegna dei gonfaloni, il Torneo e la Disfida della Libertà con i balestrieri e la parata degli sbandieratori e dei musici.
Nella rievocazione contano anche i vestiti: gli abiti storici sono considerati oggetti importanti, e servono ai membri delle associazioni per rappresentare il Governo della Città, i nobili, il popolo, i balestrieri, gli sbandieratori, i musici e gli artiglieri. A promuovere e organizzare sono il Comune di Lucca, la Compagnia Balestrieri Lucca, gli Sbandieratori e Musici «Città di Lucca», l'Associazione Contrade di San Paolino e la stessa Historica Lucense.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Lucca è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Lucca si trova a 1,7 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Lucca Est dista 1,9 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Che altro succede in provincia di Lucca
Altre feste di luglio nella stessa zona.
- Festa della Libertà a Lucca — aprile
- I Giorni di San Paolino a Lucca — luglio
- Palio della Santa Croce a Lucca — settembre