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Follos 1838 a Follonica 2027 - La chiesa di ghisa inaugurata dal granduca e il tiro alla fune fra i rioni
Fonte: comune.follonica.gr.it, letta il 20/09/2026.
Follos 1838 è la rievocazione storica che si tiene a Follonica, in provincia di Grosseto, in Toscana, la seconda domenica di maggio. Rievoca «la visita del Granduca Leopoldo II a Follonica in occasione della cerimonia di consacrazione della chiesa di San Leopoldo, avvenuta il 10 maggio del 1838»: nel pomeriggio sfila un corteo di figuranti in abiti della prima metà dell'Ottocento — corte granducale, nobili, borghesi, popolo, carrozze e guardie a cavallo — e all'ex Ilva si disputano il Palio delle Bandiere e dei Territori e il tiro alla fune fra i rioni. «Il compleanno della chiesa è divenuto il compleanno della città, che attorno ad essa, in due secoli, si è sviluppata facendone il suo simbolo identitario».
Una città nata dal ferro
Follonica si definisce «città fabbrica del ferro» e «Città di Ghisa», e la manifestazione serve a «riscoprire le radici… l'identità granducale e il patrimonio di bellezza e ingegno che ancora oggi caratterizza» il posto.
«Il tema scelto da Follos è il XIX secolo, ovvero il periodo storico del Granducato di Toscana»: «non si tratta infatti di un corteggio medievale, ma di un corteo con abiti, paramenti e accessori della prima metà dell'Ottocento».
La messa, il discorso del granduca, il corteo
La giornata comincia in chiesa: «l'evento inizia la mattina con il corteo che partecipa alla messa celebrata per l'occasione proprio in San Leopoldo», con «la lettura del saluto inaugurale del Granduca, come da cerimoniale storico» — cioè la rievocazione «del discorso inaugurale pronunciato dal Granduca nel 1838».
Poi ci si sposta «nei pressi del Palazzo Granducale, in via Bicocchi, sede dell'ex residenza estiva del Granduca», che oggi ospita i Carabinieri Forestali.
Nel pomeriggio sfila il corteo, «composto da figuranti che vestono i panni dei Follonichesi dell'epoca»: «Corte granducale, nobili, borghesi, popolo, carrozze e guardie a cavallo», insieme a sbandieratori, musici e danzatori. L'ordine è preciso: «ad aprire il corteo i figuranti con costumi popolari, seguiti da dame e gentiluomini eleganti e dai cavalieri. Infine la carrozza con il granduca e la consorte».
I figuranti sono «120, tra cui 40 popolani, 50 nobili, 10 cavalieri e 20 tra guardie e tamburini».
Il percorso attraversa via Bicocchi, via Dante e il lungomare fino a piazza a Mare, toccando «il ponte della Gora» e tornando poi «fino all'ex Ilva». Lì avviene il gesto che chiude la parte cerimoniale: «i cavalieri in sella ai loro destrieri hanno reso omaggio alla famiglia del granduca con un inchino, come si faceva un tempo».
Una giostra col rubabandiera, e il tiro alla fune
All'ex Ilva si gioca. Il Palio delle Bandiere e dei Territori è una giostra in cui «i fanti in sella ai propri destrieri cercano di prendere la bandiera che viene chiamata di volta in volta», con dinamiche «simili al gioco del rubabandiera». La giostra «vuole mettere l'accento sul fatto che a Follonica si sono disputate gare di questa tipologia per molti anni», «dall'inizio del XIX secolo al XX secolo, quando venne costruito l'ippodromo comunale».
In alcune edizioni il palio a cavallo lascia il posto a una gara che a Follonica ha radici altrettanto solide: «invece del palio con i cavalli ci sarà il tiro alla fune, a lungo considerato un vero e proprio sport se si considera che è stato disciplina olimpica sino al 1912». È «una gara di forza e astuzia» che «vide poi nel secolo scorso i lavoranti dell'Ilva impegnatissimi nei vari tornei provinciali».
A sfidarsi sono i rioni del Carnevale, ma sotto altro nome: per l'occasione «sono stati rinominati con appellativi un po' più legati all'epoca ottocentesca», e così «Casserello diventa Paduletto, Zona nuova diventa Lido, Pratoranieri diventa Marina di ponente, Senzuno diventa Gora ferriere». Completano la giornata «l'esibizione dei butteri di Maremma» e la corsa con i sacchi.
Valzer viennese nelle ex fonderie
Si balla «un vero e proprio ballo ottocentesco» a tempo di «valzer, polka e quadriglia», e l'esibizione finale della Compagnia della Bizzarria d'Amore, in piazza Guerrazzi, mette in fila «valzer viennese, contraddanza, quadriglia». A suonare c'è «un'orchestra, la filarmonica Puccini».
Il sabato precedente ci sono «la visita guidata da attori in abiti d'epoca al Palazzo Granducale» e «un elegante concerto e Ballo Granducale di danze ottocentesche negli ambienti delle ex fonderie».
Alcuni figuranti raccontano la vita di quegli anni. «Ingegneri, operai, boscaioli: gli attori spiegheranno ai visitatori i loro punti di vista rispetto alla grande trasformazione che subì la città nell'Ottocento», in tre rappresentazioni. In alcune edizioni si è provato anche «l'allestimento di un “mercato storico”, con prodotti artigianali e cibi tipici dell'Ottocento».
Un Ottocento raro fra i cortei toscani
Follos 1838 «è nata nel 2000», ed è organizzata dall'Ente Corteo Storico che ne porta il nome «in collaborazione con associazioni, istituzioni scolastiche e realtà culturali del territorio». La manifestazione dura «da martedì a domenica», con «un ricco calendario di eventi gratuiti».
Ha partecipato al Capodanno dell'Annunciazione, «la prestigiosa kermesse che riunisce i più importanti gruppi storici della Toscana», portando «l'eleganza del XIX secolo, una rarità nel panorama dei cortei regionali».
Il Capodanno dell'Annunciazione richiama il fatto che «fino al 1749, nello Stato Toscano l'anno civile iniziava il 25 marzo, giorno in cui la Chiesa celebra l'Annunciazione», e «da circa cinque anni la Regione Toscana ha scelto di ridare vigore a questa antica tradizione».
Secondo gli organizzatori, «ogni anno Follos significa riscoprire le proprie radici, le radici della città, il nostro passato».
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della festa, a Follonica, è alla portata di tutti. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Follonica è a 700 metri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Follonica Est - Massa Marittima: da lì bastano 6 minuti di guida (4,8 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Balestro del Girifalco a Massa Marittima — maggio
- Canti del Maggio a Grosseto — maggio
- Torciata di San Giuseppe a Pitigliano — marzo