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Giostra dell'Archidado a Cortona 2027 - Il centro da due millimetri e mezzo e le caselle che tolgono punti
Fonte: giostraarchidado.com, letta il 20/09/2026.
La Giostra dell'Archidado si tiene a Cortona, in provincia di Arezzo, la seconda domenica di giugno, al termine di una manifestazione che si sviluppa fra maggio e giugno. In piazza Signorelli i balestrieri dei cinque quintieri cittadini tirano da 20 metri contro un blocchetto di legno con cinque quadrati concentrici: il quadratino centrale, che vale +5 punti, misura 2,5 millimetri di lato. La rievocazione ricorda il matrimonio fra Francesco Casali, signore di Cortona, e la nobildonna senese Antonia Salimbeni, e la sfida con le balestre si ripete dal 1994.
Un bersaglio grande quanto un'unghia
A Cortona il bersaglio della giostra è un blocchetto di legno, e il punto che vale di più è largo pochi millimetri.
La balestra è posizionata sulla pedana di tiro a 20 metri dal bersaglio costituito da un blocchetto (dado) di legno con disegnati cinque quadrati concentrici.
Il valore massimo sta nel quadrato interno: colpire il quadratino centrale, di soli 2,5 millimetri di lato, porta al balestriere punti +5. Gli altri quadrati, dal più piccolo interno al più grande esterno, valgono da +4 a +1.
La Vecchia, il Gobbo, la Prigione
Attorno al dado ci sono figure disegnate, ognuna col suo nome e la sua penalità: non colpire il dado di legno vuol dire totalizzare punti negativi.
Il primo esagono circoscritto è fatto così: la Tartaruga su sfondo rosso punti -1; il Gobbo su sfondo nero punti -1; la Vecchia su sfondo giallo punti -2.
Nel secondo esagono circoscritto stanno il Pozzo su sfondo verde punti -1; la Civetta su sfondo blu punti -2; la Prigione su sfondo bianco, che vale l'eliminazione del Quintiere dal successivo turno di tiro.
Si è eliminati anche se un tiro non colpisce, ad esempio per una folata di vento, alcun settore.
Due minuti di clessidra
Il regolamento della gara è scrupoloso e non prevede deroghe.
Il tempo si misura con la sabbia: il tiro deve essere effettuato in un tempo massimo di 2 minuti, misurati con i granelli della clessidra, che viene rovesciata dal momento in cui il balestriere o il maestro di campo iniziano a salire i gradini della pedana di tiro. Se il dardo parte dopo, il tiro è nullo.
Dopo ogni colpo la verretta viene rimossa ed il foro ristuccato.
Se il tiro è valido e la punta della verretta colpisce a cavallo, anche in misura minima, di due settori, viene assegnato al balestriere il punteggio più alto.
Tutte le verrette che cadono dal bersaglio, per qualunque motivo, perdono il punteggio realizzato. E se una verretta si rompe, o viene rotta da un'altra, si guarda se il pezzo rimasto conficcato sia ancora riconducibile a un quintiere, perché non sono conteggiate verrette «anonime», ovvero senza i colori del Quintiere.
A far rispettare le regole ci sono i Magistrati e il Maestro di Campo, che dà i tempi della Giostra ed interviene in caso di contestazioni o reclami.
La verretta, a Cortona, è un tipo di dardo a cuspide conica per la balestra.
Lo stesso oggetto, in oro, è il premio: il quintiere vincitore porta a casa la «Verretta d'Oro», simbolo della vittoria, e la novella sposa premia i vincitori.
Dopo la premiazione i vincitori rendono grazie con il «Te Deum» in Cattedrale, sfilando poi per le vie e le piazze principali di Cortona.
Cinque quintieri, due balestrieri ciascuno
La città è divisa in cinque parti: cinque sono i Quintieri (cinque quartieri) che tirano con due balestrieri assistiti da un maestro d'armi, e ogni balestriere effettua due tiri scoccando la verretta.
I nomi e i colori sono questi: Peccioverardi dai colori bianco e giallo; Sant'Andrea dai colori verde e giallo; San Marco e Poggio dai colori rosso e verde; San Vincenzo dai colori giallo e blu; Santa Maria dai colori rosso e blu.
La mattina della gara i quintieri partecipano alla Provaccia, una sorta di ricognizione degli attrezzi della gara: i balestrieri di ogni quintiere hanno a disposizione dodici minuti per lanciare e tarare le verrette.
Il campo di gara è in piazza Signorelli, e l'ingresso dei rioni avviene con un corteo storico in cui ogni quintiere sfila singolarmente. Se alla fine c'è parità, i Quintieri devono fare lo spareggio per aggiudicarsi la Verretta d'oro.
Le nozze da cui nasce tutto
La Giostra intende rievocare il periodo di maggiore sviluppo e di prosperità del medioevo cortonese: la signoria della famiglia dei Casali (1325-1409).
Gli sposi sono Francesco Casali, signore di Cortona, e Antonia Salimbeni, nobildonna senese: il matrimonio fu realmente un grande evento per l'Italia centrale dell'epoca, con invitati e regali che arrivarono da Firenze, da Rimini e da (Città di) Castello.
Era l'8 gennaio del 1397 ed a Cortona arrivò, da Siena, Antonia Salimbeni accompagnata da Uguccio e dal futuro sposo Francesco Casali. La giostra venne istituita ufficialmente nel 1397 proprio per festeggiare quel matrimonio, e tutti i Quintieri vi parteciparono in onore dei novelli sposi.
Quanto alle origini più remote, la Giostra affonda le proprie origini nel Medioevo e precisamente poco prima del Mille, un'origine che nasce da una leggenda, come narrato nelle cronache di uno scrittore aretino contemporaneo.
Nel 1994 il comitato dei Quintieri di Cortona decise di riproporre questa rievocazione aggiungendovi un classico gioco d'arme medievale: il tiro con la balestra.
Il mese prima della gara
Per oltre un mese la città toscana si trasforma in un borgo medievale fra cortei in costume, sbandieratori, mercatini d'epoca e tiro con la balestra, dentro il contesto della Settimana Medievale.
Si comincia con la colata della cera e l'offerta dei ceri a Santa Margherita, patrona della città, poi vengono il festival internazionale della bandiera «Bigordi e Banderie», i mercatini medievali con antichi mestieri e sapori, e il «Palio della Civetta», gara di tiro con l'arco medioevale.
Il venerdì tocca alle bandiere in piazza Signorelli, con chiarine e tamburi. Il sabato si rifà il matrimonio: Antonia, la sposa, giunge in città a bordo di un carro trainato da una coppia di buoi chianini bianchi, mentre le rappresentanze dei cinque rioni si riuniscono per rendere omaggio alla coppia.
La stessa sera si decide chi tira per primo: i cinque maestri d'armi consegnano, all'interno di un'anfora, le sfere in legno con i nomi dei rioni; nel silenzio assoluto le sfere vengono estratte una ad una, stabilendo così l'ordine di tiro della Giostra dell'Archidado. È la Tratta delle Verrette, e tra canti e danze viene offerto un banchetto per festeggiare gli sposi e l'imminente gara.
La domenica arriva il corteo grande — composto da oltre cinquecento persone in abito storico — e poi la gara. Dopo il secondo corteo ha luogo una Cena Medievale in abiti storici per rendere omaggio ai vincitori.
La manifestazione si sviluppa fra maggio e giugno, con la giostra il pomeriggio della seconda domenica di giugno. A organizzarla sono il Consiglio dei Terzieri e i cinque Quintieri cittadini, con il Comune di Cortona come ente promotore e il Gruppo storico della città di Cortona. Nell'organizzazione, logistica e gestione sono coinvolte circa trenta persone, che si avvalgono anche della consulenza di tre docenti dell'Università di Siena, e i cittadini coinvolti nella realizzazione della rievocazione sono circa duecentocinquanta.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla Giostra dell'Archidado a Cortona è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Camucia-Cortona è a 2,8 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Cortona: da lì bastano 10 minuti di guida (9,1 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Sagra della Bistecca a Cortona — agosto
- La Notte del Conte Baldovino a Monte San Savino — giugno
- Gioco dell'Anello a Castelfranco Piandiscò — luglio