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Giostra Cavalleresca d'Europa a Sulmona 2027 - Sette città d'Europa e le lance che si spezzano sugli scudi
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.
La Giostra Cavalleresca d'Europa si corre a Sulmona, in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, sul campo di piazza Maggiore — oggi Piazza Garibaldi — in luglio, in due giornate. Sette delegazioni straniere, ognuna abbinata a un borgo abruzzese e a un rione di Sulmona, si sfidano in un torneo cavalleresco: due cavalieri corrono l'uno contro l'altro in armatura e vince chi spezza la propria lancia sullo scudo dell'avversario. Il torneo riservato alle città europee è nato nel 2000.
Una settimana dopo il palio cittadino
Dal 2000, la settimana successiva alla disputa del Palio della Giostra Cavalleresca di Sulmona, ha inizio il torneo riservato alle città europee, ognuna abbinata a un Borgo e Sestiere. L'evento consiste nel coinvolgere più città europee in una unica manifestazione che si svolge a Sulmona, e dare così una dimensione internazionale al torneo di Piazza Maggiore.
Ciascuna città è presente con una delegazione di figuranti in costume storico e con una propria scuola che può essere di danza antica, armi, archibugieri, musici, falconieri, sbandieratori, teatranti, canto, cariche di lanzichenecchi, balestre, e le delegazioni rappresentano uno spaccato della vita sociale e culturale dell'epoca nei rispettivi paesi.
Ciascuna città europea avrà abbinata una città italiana che vanta anch'essa un torneo di corsa all'anello e che fornirà alla città europea il cavallo e il cavaliere che parteciperà alla Giostra. L'abbinamento con i borghi italiani è una collaborazione che accompagna la manifestazione da diciotto anni, formalizzata da una convenzione firmata nel 2006 tra l'associazione culturale Giostra cavalleresca e il Club dei borghi più belli d'Italia, che viene aggiornata nell'aula consiliare del Comune di Sulmona.
Dopo la realizzazione di un corteo storico che vede la presenza in costume di tutti i figuranti (circa 600), delle città europee e italiane partecipanti, si giunge nel campo di gara dove si svolgerà il torneo cavalleresco.
Colchester, Zante, Signo e le altre
Ogni squadra mette insieme una città europea, un borgo abruzzese e un rione di Sulmona. A contendersi il Palio sono le delegazioni di Colchester (Inghilterra), San Marino, Zante (Grecia), Oristano, Cesky Krumlov (Repubblica Ceca), Burghausen (Germania) e Signo (Croazia), abbinate come di consueto ai Borghi più belli d'Italia.
Gli abbinamenti, nel dettaglio, mettono insieme Colchester (Inghilterra)-Scanno e Navelli con il Sestiere di Porta Bonomini; San Marino-Introdacqua con il Sestiere di Porta Filiamabili, Zante (Grecia)-Anversa con il Sestiere di Porta Japasseri, Oristano-Villalago con il Sestiere di Porta Manaresca, Cesky Krumlov (Repubblica Ceca)-Pacentro con il Borgo Pacentrano, Burghausen (Germania)-Pettorano con il Borgo San Panfilo e Signo (Croazia)-Bugnara con il Borgo di Santa Maria della Tomba.
I borghi abruzzesi in gara sono quelli del Club: Scanno, Introdacqua, Anversa degli Abruzzi, Villalago, Pettorano, Pacentro e Bugnara, oltre ai sette borghi e sestieri di Sulmona che animano la Giostra cittadina. Fra gli ospiti ci sono San Marino con la Corte di Olnano e la Compagnia dell'Istrice, la Grecia con Kithera, Lefkada, Mani e Zante, e l'Alka di Signo (Croazia), per la prima volta presenti, insieme alla delegazione sarda.
Durante la cerimonia vengono presentati i palii, saliti per la prima volta a tre: uno per la delegazione europea e uno per il borgo più bello, realizzati dai vincitori dell'edizione precedente; il terzo per il rione cittadino loro abbinato. Il vincitore si aggiudica il Palio, ossia un dipinto originale fatto su tela di lino e dipinto con colori a olio, e lo stesso viene realizzato dalla municipalità europea vincitrice della giostra dell'anno precedente utilizzando artisti professionisti del proprio Comune.
Trentacinque chili di armatura
La Giostra Cavalleresca d'Europa cambia volto e riscopre le proprie radici storiche: niente più tradizionale percorso a otto, ma duelli frontali tra cavalieri in armatura, ispirati ai tornei rinascimentali, con l'obiettivo di spezzare la lancia sullo scudo dell'avversario.
La nuova formula è ispirata ai tornei cavallereschi tra il XIV e il XVI secolo. In campo, due cavalieri corrono l'uno contro l'altro armati e con cavalli muniti di protezioni, in particolare sugli occhi, e i cavalieri indossano armature rinascimentali del peso di circa 35 chilogrammi e usano lance in legno progettate per spezzarsi al momento dell'impatto.
Gli scudi, riportanti i colori dei sette Borghi e Sestieri cittadini, permettono di identificare immediatamente i contendenti.
Obiettivo dei fantini non è centrare gli anelli, ma spezzare la propria lancia sullo scudo dell'avversario: a determinare il vincitore non è la velocità, ma la precisione del colpo. Il torneo mantiene la struttura a eliminazione diretta con quarti, semifinali e finale, e sfide eliminatorie, semifinali e finale si disputano nella stessa giornata, con sette sfide che impegnano altrettanti cavalieri.
A scendere in campo per le squadre sono i fantini dell'associazione Cavalieri del Re Nero di Milano e la Compagnia del Boccale, che si occupano della parte tecnica delle sfide.
L'area che ospita la manifestazione viene allestita con la posa delle tribune e del manto di sabbia, che rende la piazza fedele all'ambientazione rinascimentale.
Il Giubileo della Giostra in San Panfilo
La manifestazione ha preso il titolo Giostra d'Europa della pace in nome di Celestino V. Gli organizzatori la descrivono come parte di un percorso che unisce identità locali, spiritualità e dialogo tra i popoli, attraverso la rievocazione cavalleresca che coinvolge borghi italiani e città europee nel nome dell'integrazione e della cooperazione culturale.
Nel pomeriggio c'è il momento spirituale, il tradizionale “Giubileo della Giostra”, che ha per protagonista la Cattedrale di San Panfilo.
La giornata comincia in Comune, dove come tradizione i partecipanti vengono accolti alla presenza di rappresentanti istituzionali arrivati da tutta Europa. Il pomeriggio del primo giorno è aperto dal concerto itinerante della Banda della Polizia Penitenziaria, i cui musicisti sfilano lungo corso Ovidio e interpretano nove brani, dalla marcia d'ordinanza fino all'Inno d'Italia, in piazza Maggiore prima delle gare. Nei pressi del palazzo dell'Annunziata si uniscono al corteo i figuranti della Giostra cavalleresca di Sulmona e degli ospiti delle delegazioni straniere.
Il corteo è aperto dai bambini della Cordesca, che portano uno striscione dedicato alla pace. È presente anche una delegazione di Bersaglieri, che rende omaggio al monumento dei caduti di piazza Carlo Tresca, prima di arrivare, con tutti i figuranti di Giostra, delegazioni ospiti, Borghi e Sestieri, in piazza Maggiore, dove darà vita a un'emozionante esibizione.
Il secondo atto della Giostra internazionale va in scena la domenica, quando il centro storico diventa teatro delle esibizioni di tutti i gruppi partecipanti, con spettacoli itineranti in musica, danze e combattimenti; si esibiscono anche la delegazione di Agnone e gli armigeri della Scuola d'Armi del Borgo San Panfilo. Sono stati realizzati anche i gioielli destinati alle dieci dame della rappresentanza e alla regina, che entrano a far parte del patrimonio della Giostra.
Dal Cinquecento al 1995
La Giostra internazionale poggia sulla stessa storia del torneo cittadino. I primi documenti attestanti l'esistenza della Giostra Cavalleresca risalgono alla seconda metà del Cinquecento, ma le origini della Giostra della “Città di Solmona” sono da collocare, con tutta probabilità, al XIII secolo, all'epoca di Federico II, quando la comunità sulmonese godeva di un certo splendore.
Per una ricostruzione delle origini del torneo equestre, punti di riferimento assoluti sono i volumi dell'umanista sulmonese Ercole Ciofano, “Sulmonis descriptio” e “Capitoli da osservarsi nella Giostra della Città di Solmona”, pubblicato da Cornelio Sardi. La Giostra si disputava due volte all'anno, in occasione di due feste mariane: il 25 marzo, festa dell'Annunciazione, e il 15 agosto, festa dell'Assunta.
Il torneo antico, consistente in tre assalti alla lancia contro un bersaglio umano, doveva disputarsi nel foro detto della “Piscarìa”, nei pressi dell'Acquedotto medievale — quello del 1256, fatto costruire da Re Manfredi di Svevia —, in uno spazio che poi venne ad allargarsi fino a identificarsi con l'attuale campo di gara di piazza Maggiore. Chiunque poteva parteciparvi. Il premio per la vittoria finale prevedeva una somma in denaro, una medaglia d'oro realizzata dagli orafi di Sulmona con la sigla cittadina Smpe e un drappo in seta preziosa, oggi sostituito dal Palio.
La Giostra sulmonese si tenne fino alla prima metà del Seicento, quando fu dismessa per «disapplicazione e mancanza di cavalieri giostranti»; l'ultima Giostra dell'era antica si svolse quindi nel 1643.
Solo nell'Ottocento tornò a interessarsene l'archeologo Giovanni Pansa con un saggio sui Capitoli di Giostra di Cornelio Sardi; breve cenno alla Giostra Cavalleresca fece anche lo storico Pietro Piccirilli nella sua preziosa Guida storico artistica della città; e più tardi, in occasione del VII Congresso nazionale delle tradizioni popolari, celebrato a Chieti nel 1957, a porre attenzione sulla tradizione della Giostra fu Francesco Sardi De Letto.
La Giostra è tornata a nuova vita nel 1995, grazie a un gruppo di sulmonesi, appassionati di tradizioni cittadine, guidati dal professore Gildo Di Marco; l'Associazione culturale giostra cavalleresca fu costituita nel dicembre 1993, e la prima Giostra moderna si disputò il 27 luglio di due anni più tardi. Oggi la manifestazione è un ponte fra passato e futuro che viene calato nella scenografica Piazza Garibaldi (già Piazza Maggiore), con lo scopo dichiarato di mantenere alti gli standard culturali dando valore alla tradizione locale, promuovere il territorio, sfoggiare bellezza architettonica e stimolare la coesione fra popoli.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Giostra Cavalleresca d'Europa, a Sulmona, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Sulmona Introdacqua si trova a 1,4 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Sulmona dista 2,2 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
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- 2 Giugno 1424 a L'Aquila — giugno