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Folklore e Rievocazioni

Il Mastrogiurato a Lanciano 2026 - Il giuramento in latino e le chiavi delle porte della città

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
ultima domenica di agosto e si concluderà la prima domenica di settembre — quest'anno 29 agosto 2027
Dove piazza Plebiscito, Lanciano

Fonte: mastrogiurato.it, letta il 21/09/2026.

Il Mastrogiurato si tiene a Lanciano, in provincia di Chieti, dall'ultima domenica di agosto alla prima domenica di settembre. Rievoca l'investitura del magistrato che nel 1304 Carlo II d'Angiò istituì per custodire la città durante le fiere: la prima domenica di settembre l'eletto giura in latino, indossa il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia e riceve lo spadino e le chiavi delle porte della città, e un corteo di oltre 700 figuranti lo accompagna all'area della fiera. Nella settimana precedente i quattro quartieri — Sacca, Borgo, Civitanova e Lancianovecchia — si sfidano nella Tenzone.

Un magistrato con le chiavi

Nel 1304 il re Carlo II d'Angiò istituì a Lanciano, come in molte altre città del Regno di Napoli, la figura del Mastrogiurato: una carica elettiva destinata ad affiancare e aiutare il Sindaco. A Lanciano l'incarico assunse subito una particolare rilevanza, sia perché la città era sede delle famose fiere sia perché era città demaniale, cioè non soggetta a un Barone ma di proprietà diretta del Re, che vi nominava un Governatore Regio.

Sorvegliava i mercati e gli approvvigionamenti cittadini, controllava rigorosamente pesi e misure, amministrava la giustizia civile e penale durante le fiere — un potere che in quei giorni veniva tolto al Giudice Regio — e poteva convocare il Parlamento cittadino col suono dell'apposita campana, anche senza l'autorizzazione del Governatore. Aveva inoltre un privilegio: per l'intero periodo delle fiere lui e la sua scorta erano gli unici che potessero girare armati, con il potere di arrestare immediatamente chiunque arrecasse disturbo agli ospiti.

Appena eletto, gli venivano consegnate le chiavi di tutte le porte della città, che si chiudevano con catenaccio di ferro alle ore due della notte, dopo che era stata suonata la campanella del Palazzo dell'Università, e si riaprivano la mattina al suono della «squilla» dei Frati Minori di San Francesco. Con un'eccezione dichiarata: nei tempi di fiera le porte restavano aperte, per non impedire il comodo dei forestieri e dei mercanti, e allora le guardie stavano a ogni porta mentre il Mastrogiurato girava con la sua squadra in custodia della città quasi l'intera notte.

Le fiere e i mercanti

Tra il XIII e il XV secolo Lanciano visse una straordinaria prosperità grazie alle Nundinae Mercatus, le fiere di maggio e settembre, che richiamavano commercianti da tutto il Mediterraneo: dalla Grecia alla Spagna, dall'Egitto alla Tunisia, e più lontano ancora, dall'Istria e dall'Oriente. La città era uno snodo di importanti tratturi.

I privilegi concessi dai sovrani, in cambio della fedeltà della città, erano l'esenzione da tasse e dazi, ammissione di persone di qualsiasi nazione, razza e religione anche se ribelli, facoltà di tenere armigeri per la difesa della città e delle mercature. E soprattutto l'immunità, garantita a chiunque intervenisse alla fiera anche se di nazione nemica, valida per tutta la durata e per quindici giorni prima e dopo.

Da atti notarili del Cinquecento si sa perfino dove tutto questo accadeva: nell'ampia zona oggi occupata dalla fiera, dall'ippodromo, da Villa delle Rose, dalla ferrovia Sangritana e dal Mancino. Al centro sorgeva un grande edificio con porticato che in periodo di fiera ospitava il tribunale civile e penale, gli uffici del Mastrogiurato, i banchi della dogana e forse anche le carceri.

Una carica lunga cinque secoli

La figura del Mastrogiurato rappresenta 500 anni di storia: sopravvisse a tutti i cambiamenti politici del Regno fino all'avvento dei Napoleonidi sul trono di Napoli, e nel 1806 fu sostituita dal cosiddetto «2º Eletto».

L'elezione avveniva insieme a quella del Sindaco, per mano del Parlamento cittadino, cioè l'assemblea dei capifamiglia, e doveva cadere per legge fra «le persone del Consiglio più alte e sufficienti»; la carica durava sei mesi in certe epoche, un anno in altre. A eleggerlo erano i quattro quartieri, ma con una disparità: la Sacca eleggeva una sola volta, a differenza degli altri tre, penalizzazione dovuta probabilmente al fatto che fin dal Quattrocento quel quartiere ospitava epiroti, albanesi e schiavoni che tormentavano i cittadini.

Dal 1637 al Mastrogiurato toccò anche un incarico che non riguardava il commercio: custodire una delle chiavi della gabbia in ferro che conteneva il miracolo eucaristico.

La Tenzone dei quartieri

La rievocazione di oggi è nata nel 1981, dall'Associazione culturale «Il Mastrogiurato», sulle ricerche dello storico lancianese Corrado Marciani — stimato da Fernand Braudel — e dell'avvocato Luigi Russo. È riconosciuta come evento di interesse regionale dalla Regione Abruzzo, gode del patrocinio del Ministero della Cultura e del Senato della Repubblica, ed è la più antica rievocazione storica d'Abruzzo. Dura dall'ultima domenica di agosto alla prima domenica di settembre.

Il cuore agonistico è la Tenzone dei Quartieri, in cui Sacca, Borgo, Civitanova e Lancianovecchia si sfidano per il trofeo del Mastrogiurato d'Oro, opera dell'artista Vito Pancella, e per il diritto ad aprire il corteo; il tiro alla fune assegna il trofeo Antonio Pasquini. Le prove evocano gli antichi mestieri, e sono la simulazione dei viaggi delle donne per lavare i panni alla fonte, il lavoro dei maestri vasai, agorai e funai, e appunto il tiro alla fune. I ragazzi delle squadre gareggiano tutti in costume d'epoca. I giochi sono stati istituiti negli anni Novanta, cominciando dalla pallacorda, un gioco storico con una palla fatta di corde e stracci.

Intorno, per una settimana, il centro storico diventa un villaggio medievale con mercato, botteghe di antichi mestieri, taverne, due cene medioevali ispirate alla Panarda, concerti di musica antica, teatro di strada, giocolieri, cavalieri e combattenti, danzatrici, trampolieri, falconeria e sbandieratori.

«Sursum regni et urbis vexilla!»

Il momento più atteso è il corteo storico della prima domenica di settembre, che rievoca la cerimonia dell'investitura: sfilano oltre 700 figuranti in costume d'epoca, con delegazioni italiane e straniere, lungo il percorso tramandato dagli storici.

La cerimonia comincia con parole in latino rivolte all'eletto: «In nomine huius Universitatis anxanensis, hanc urbem nundinarum diebus, servandam et custodiendam, tibi committimus» — in nome di questa Università di Lanciano, ti affidiamo questa città da custodire e tutelare durante il periodo delle fiere. Il Mastrogiurato risponde giurando davanti a Dio e al popolo che amministrerà la fiera garantendo la libertà di commercio, con ferma autorità, giuste sentenze e ottimo discernimento, e che farà in modo che l'emporio dei Frentani, secondo il costume degli antenati, accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese. Poi la formula che apre tutto: «Sursum regni et urbis vexilla!», si alzino i vessilli del Regno e della Città.

A quel punto l'eletto indossa il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, il cappello e la catena d'oro, e riceve lo spadino e le chiavi della città. Al suono delle chiarine e al battere dei tamburi il corteo si muove verso l'area della fiera, con le otto dame — due per ogni quartiere — le ancelle, i paggi, i cavalieri, gli armigeri stretti nelle armature. Anticamente il gesto era lo stesso: Sindaco e Mastrogiurato a cavallo prelevavano dal Palazzo del Pubblico gli stendardi reali e quello della Città, li portavano attraverso il corso della Bandiera fino al Portico delle Fiere, e lì, issate le bandiere, il magistrato dava lettura del Bando e dichiarava aperta la fiera.

Come arrivare alla festa

Farsi avvolgere dalle atmosfere del Mastrogiurato, a Lanciano, è alla portata di tutti. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Lanciano si trova a 1,6 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Lanciano dista 8 chilometri, cioè 10 minuti di strada.

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