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Malmozzetto - La spada e la rosa a Prezza 2027 - Rievocazione storica e rappresentazione teatrale
Malmozzetto - La spada e la rosa è la rievocazione storica di Prezza, in provincia dell'Aquila, nella regione Abruzzo, e si tiene fra agosto e settembre. Piazza Umberto I e i vicoli adiacenti del centro storico vengono trasformati in un angolo di città medievale, con il mercato, le mura, il portone di ingresso alla città fortificata e la rocca, e ottanta figuranti in costume mettono in scena la vicenda del 1097: il condottiero normanno Ugo Malmozzetto, attirato in un tranello con la promessa di un incontro amoroso, viene catturato dai prezzani e muore in prigione. La rappresentazione è preceduta dal Corteo Storico ed è organizzata dal Comune di Prezza con le Pro Loco di Prezza e Campo di Fano.
Il condottiero normanno che mise a ferro e fuoco l'Abruzzo
Ugo Malmozzetto — o Malmusetto, o Maumouzet — era conte di Manoppello e condottiero normanno. Nato da Gilberto e da una certa Rogata, aveva sangue normanno e longobardo insieme, ed ebbe sette figli, che infeudò delle terre conquistate. Al seguito di Roberto d'Altavilla, conte di Loritello, e del fratello Drogone d'Altavilla, nipoti di Roberto il Guiscardo, fin dal 1061 prese parte alla conquista degli Abruzzi, e successivamente, con un proprio contingente, di parte delle Marche.
Nel 1076 avviò l'occupazione della contea di Manoppello, centro nevralgico della marca di Chieti, e distrusse l'abbazia di San Clemente di Casauria dopo aver catturato in un'imboscata l'abate Trasmondo. Fu anche uno dei protettori dell'abbazia di San Bartolomeo di Carpineto, e il 15 aprile 1092 donava al vescovo di Valva il monastero di San Benedetto in Perillis. A Prezza lo ricordano come il tiranno che nell'XI secolo diede vita a una campagna di conquista e di paura, mettendo a ferro e fuoco il Centro Abruzzo.
Il tranello del 1097
La sua attività bellicosa cessò verso la fine del secolo, e cessò proprio qui. Prezza era una piazza strategica per il controllo della Conca Peligna e delle comunicazioni verso ovest, e Malmozzetto cercò di impadronirsene; le sue truppe tentarono di conquistare la città e la rocca, ma invano.
L'arrivo dell'uomo d'armi e di terrore dovette scontrarsi con l'astuzia del conte e del popolo prezzano, che lo attirarono in un tranello: al condottiero fu proposto un incontro amoroso con una duchessa — la contessa Sansonesca nel racconto della festa, nella storia la sorella del signore di Prezza. Una volta giunto nel luogo previsto, ad attenderlo non c'era solo la bella fanciulla, ma anche i prezzani armati fino ai denti, che lo catturarono mettendo fine all'assedio. Cadde in un'imboscata, e morì in prigione nel 1097. L'amore per una donna determinò la rovina del comandante normanno e la salvezza della comunità prezzana.
La piazza che diventa città fortificata
La rappresentazione è itinerante. Piazza Umberto I e i vicoli adiacenti del centro storico vengono trasformati in un angolo di città medievale, con il mercato, le mura, il portone di ingresso alla città fortificata e la rocca, e il centro storico viene assediato da attori in abiti d'epoca. Non mancano le macchine che venivano utilizzate per l'assedio nel periodo storico di Malmozzetto, che danno la rappresentazione plastica dell'assedio e della battaglia, e il percorso è illuminato dalle torce.
Lo spettacolo rievoca l'ultima fase della saga: l'assedio, l'innamoramento per la contessa Sansonesca, il convegno amoroso, la cattura e l'imprigionamento del condottiero. In piazza si mettono in scena la cattura, la prigionia e la morte di Malmozzetto, e a interpretarla sono anche molti cittadini del paese, che nell'anno precedente hanno ricostruito i costumi dell'epoca della vicenda. A guidare la rappresentazione è il regista sulmonese Pietro Beccattini, che lavora un anno intero con i protagonisti per insegnare loro i segreti che rendono lo spettacolo il più credibile possibile.
Il corteo, la giostra degli anelli e i musici
Il Corteo Storico apre la giornata: i figuranti in costume d'epoca sfilano per le vie del paese e poi si concentrano in Piazza Umberto I. Vi partecipano anche i gonfaloni dei comuni, i sindaci e le rappresentanze di altre rievocazioni storiche che si svolgono sul territorio del centro Abruzzo. In tutto sono ottanta figuranti, con la presenza del Borgo San Panfilo, degli Spadaccini di Pacentro e dei Rota Temporis di Sulmona.
C'è anche una gara. La giostra è caratterizzata da una lizza dritta, con due mantenitori e con degli anelli sistemati a un'altezza di due metri, e a correrla sono cinque concorrenti donne. Prima e dopo la rappresentazione si esibiscono, nella piazza e in altri angoli del paese, la compagnia d'arme Sancto Eramo di Torvaianica, la compagnia di trampolieri Due piume e i musici del Collegium Arniense.
Chi la organizza, e la saga che è diventata studio
L'iniziativa è organizzata dal Comune di Prezza con la collaborazione delle Pro Loco di Prezza e Campo di Fano, dell'associazione Petrus De Pretio, e con la partecipazione della Fondazione Carispaq e della Regione.
La storia del condottiero normanno è diventata a tutti gli effetti oggetto di studio nell'Ateneo D'Annunzio di Chieti. A Prezza continua a essere narrata con suggestione e fierezza dai prezzani.
Come arrivare alla festa
Partecipare alla festa a Prezza è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Prezza si trova a 600 metri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, lo svincolo di Pratola Peligna - Sulmona dista 9,3 chilometri, cioè 11 minuti di strada.
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