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Folklore e Rievocazioni

Giostra dei Rioni di Olmo 2027 - L'Olmo d'Oro intagliato e la quintana sui duecento metri

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Quando
13 ottobre 2026
Dove Arezzo (AR), Toscana, Olmo (arezzo, Ar)

Fonte: arezzo24.net, letta il 21/09/2026.

La Giostra dei Rioni di Olmo si corre a Olmo, nel comune di Arezzo, in Toscana, la seconda e la terza domenica di luglio, in concomitanza con la Sagra della Bistecca. I quattro rioni del paese si sfidano in una quintana a cavallo — i cavalieri devono infilare con la lancia gli anelli lungo una pista ovoidale di circa 200 metri — e la sera della prima domenica sfila un corteo storico ambientato fra il 1900 e il 1950. In palio c'è l'Olmo d'Oro, una scultura lignea intagliata dal maestro Francesco Conti. La prima edizione è del 2015.

Un palio degli anni Ottanta, ripreso nel 2015

La Giostra dei Rioni di Olmo è una rievocazione che i suoi organizzatori definiscono «manifestazione storico cavalleresca», ed è stata organizzata per la prima volta nella seconda e terza domenica di luglio del 2015. Da allora si ripete ogni anno nella stessa data, per due giorni complessivi, e si svolge in concomitanza con la sagra paesana, la Sagra della Bistecca.

Non è però una manifestazione nata dal nulla. Vuole idealmente ricollegarsi a un primo Palio dei Rioni che si corse a Olmo dal 1980 al 1985, la cui prima edizione si svolse con una corsa di cavalli e fantino con sellino, sempre fra i quattro rioni. Quando si pensò, a fine 2014, di ripristinare quel palio, furono nuovamente adottati i nomi, i colori sociali e i territori di competenza dei rioni già delineati allora.

Due cose, però, sono cambiate. Il palio è stato trasformato in una quintana, e si è aggiunto un Corteo Storico che prima non c'era.

Quattro rioni, e i loro colori

I rioni che si contendono l'Olmo d'Oro sono quattro, e ognuno ha i suoi colori: La Ripa o San Zeno (bianco e rosso), Sant'Anastasio o Madonna di Mezzastrada (arancio e verde), Olmo Alto (bianco e verde) e Olmo Basso o Centro (bianco e azzurro). Sono gli stessi delineati nei primi anni Ottanta, ripresi di peso quarant'anni dopo.

Dietro le due domeniche c'è un paese intero: le persone coinvolte nell'organizzazione e nella gestione sono fra le 120 e le 140, fra figuranti e collaboratori, oltre ai membri del direttivo dell'associazione che organizza, con la collaborazione del G.S. Olmo 1965 e della festa paesana.

Anelli da quattro e cinque centimetri

La gara vera si corre nel tardo pomeriggio della seconda domenica, dopo le prove libere della mattina, ed è descritta con la precisione di un regolamento. I cavalieri, due per rione, devono centrare con una lancia lunga circa 2,20 metri degli anelli posizionati su appositi supporti, lungo una pista ovoidale di circa 200 metri.

Il punteggio premia la difficoltà: gli anelli da cinque centimetri di diametro valgono un punto e stanno nelle curve, quelli da quattro centimetri ne valgono due e stanno nei rettilinei. Al termine delle due tornate si sommano i punti e, in caso di parità, si sommano i tempi di percorrenza delle due carriere per determinare il rione vincitore.

Anche il modo di scegliere chi corre ha le sue regole. Una «Commissione Giostra» valuta le candidature e seleziona dieci cavalieri o amazzoni, nove titolari e una riserva; poi sono le Capitane dei rioni a scegliere i propri, in una cerimonia trasmessa in diretta sui social dalla sala di rappresentanza dell'associazione.

I quadri: le aie, le carte, i pomodori da conservare

Il corteo storico si tiene la sera della prima domenica, e ha un riferimento temporale insolito per una rievocazione: il cinquantennio che va dal 1900 al 1950. La scelta nacque dalla volontà del direttivo di riproporre alcuni episodi della storia e della tradizione di Olmo e della Valdichiana ritenuti importanti e avvenuti allora.

Il corteo è fatto di «quadri»: gruppi di figuranti che ripropongono scene di vita popolare — i lavori nei campi, la scuola, i giorni di festa, i momenti di vita in comune. Gli oggetti contano quanto le persone: sono considerati elementi rievocativi importanti gli attrezzi per il lavoro dei campi, gli abiti, i giochi dei bambini, elementi ogni anno diversi a seconda del tema proposto. Fra i quadri portati in scena ci sono stati i Contadini, i Mugnai, i Giochi Popolari dei bambini, i Mestieri in bicicletta, Federico Bobini detto «Gnicche» il bandito e il Matrimonio.

Le curatrici del corteo hanno ricostruito, in un'altra sfilata, un pomeriggio domenicale di metà degli anni Quaranta e Cinquanta nelle campagne della Valdichiana, ambientato nelle aie, il cortile attiguo alla casa rurale — «un luogo che assumeva una veste speciale divenendo teatro di storie, racconti di giornata e di paese». Le scene erano queste: gli uomini più anziani che passano il tempo giocando a carte, mentre le donne approfittano per preparare i pomodori da conservare per l'inverno; la nonna che prepara la classica merenda con pane, vino e zucchero ai bambini che giocano; un ragazzo che intaglia giochi in legno per i più piccoli; l'artista di casa che disegna, ispirato dalla sua musa; e il ritorno di un commerciante dopo il mercato domenicale, accompagnato dal figlio.

Anche i quadri hanno una loro gara. Una giuria composta da storici locali e del costume del periodo elegge il Miglior Quadro e il Miglior Figurante, valutando il portamento e l'attinenza storica dei personaggi, e il premio porta il nome «Andrea Ansani».

L'Olmo d'Oro, e a chi viene dedicato

Il premio della quintana è l'Olmo d'Oro, una scultura lignea intagliata dal maestro Francesco Conti — che la realizza, come da tradizione, fin dalla prima edizione della manifestazione. Non è un trofeo sempre uguale: è dedicata a un episodio, un avvenimento o una ricorrenza legata alla storia di Olmo e del suo territorio, e dal 2017 ha ogni anno una sua dedica particolare.

Come funzioni lo si capisce da un esempio. Alla decima edizione l'Olmo d'Oro è stato dedicato a Brunetto Bucciarelli Ducci, nel trentennale della morte, e nell'opera sono stati intagliati il profilo del suo volto e la facciata di Palazzo Montecitorio, sede della Camera dove Bucciarelli Ducci svolse il ruolo di Presidente nel 1963, con in alto gli stemmi dei rioni. Accanto all'Olmo d'Oro, che va al vincitore della giostra a cavallo, si assegna anche il premio per il Miglior Rione dell'Anno.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Olmo per la Giostra dei Rioni chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Arezzo Pescaiola, a 5,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Pieve al Toppo, e il tragitto è di 5,0 chilometri per 6 minuti di guida.

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