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Giostra dell'Oca a Fossano 2027 - La testa dell'oca tagliata con la spada al terzo giro
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 21/09/2026.
La Giostra dell'Oca si corre a Fossano, in provincia di Cuneo, a giugno, dal giovedì al sabato. Si sfidano i sette Borghi della città, nella corsa dei cavalli e nel tiro con l'arco, e chi vince porta a casa il Palio, uno stendardo dipinto ogni anno da un artista; la rievocazione ricorda il passaggio a Fossano, nel 1585, di Carlo Emanuele I e della sua sposa in viaggio di nozze.
Una corsa che non si vince arrivando primi
Il Palio di Fossano ha una regola che lo distingue: ai fantini non basta arrivare primi al traguardo, ma devono riuscire a tagliare la testa dell'oca (finta) posta nella cesta alla fine del percorso.
Il percorso è preciso. Dopo aver percorso il tratto rettilineo iniziale, i cavalli svoltano a destra percorrendo due giri completi. Al termine del terzo giro, recuperata una delle spade poste ai lati del percorso, entrano nel rettilineo per il taglio della testa dell'oca in polistirolo, posta in un cesto a terra. Il primo che taglia la testa dell'oca è il vincitore.
I fantini del Palio non sono professionisti, ma persone appassionate che corrono per spirito di competizione.
Com'era il gioco, quando l'oca era vera
L'origine è antica e cruenta, e Gallo Pecca la racconta così (1987, p. 229): «La bestia veniva messa dentro una cassetta dalla quale, quando si sentiva sicura, sporgeva la testa e il lungo collo. Il gioco consisteva nel tagliare il collo dell'oca, passando al galoppo su di un cavallo. E non era cosa facile perché il povero pennuto, appena sentiva il rumore degli zoccoli del cavallo, si acquattava, nascondendo la testa. Il vincitore si portava a casa la presa. La gara fu soppressa verso la metà del 700».
Le origini della Giostra de l'Oca risalgono al XIV secolo. Il gioco, soppresso a metà del Settecento, rivive oggi in modo non cruento attraverso il tiro con l'arco e la corsa dei cavalli, con sagome di oche in polistirolo.
Il viaggio di nozze del 1585
La rievocazione storica ricorda il passaggio a Fossano, nel 1585, di Carlo Emanuele I e della sua sposa, l'Infanta di Spagna Caterina d'Asburgo, in occasione del loro viaggio nuziale che dalla penisola iberica li condusse a Torino: la coppia ducale, giunta in città da Nizza e attraversate Savona, Ceva e Mondovì, fu accolta con solenni festeggiamenti e un grande spettacolo pirotecnico, e a Fossano si tramanda che «il loro arrivo a Fossano fu accompagnato da un memorabile temporale che però non riuscì certo a fermare la calorosa accoglienza dei cittadini».
Su quelle basi nasce la parata: una sontuosa sfilata in costume del Cinquecento, folta di personaggi dell'epoca scrupolosamente documentati. E il nome del premio viene da lì: il «Palio» era lo stendardo che veniva dato in premio al borgo vincitore dei giochi. Allora di borghi ce n'erano solo quattro: borgo Vecchio, borgo Salice, borgo Romanisio (ora Piazza) e il Borgatto (ora Sant'Antonio).
Il soldato di ventura, e la rinascita del 1961
La Giostra viene riproposta sotto forma di rievocazione storica, col nome di Palio dei borghi, nel 1961, e non per la coppia ducale: per rievocare la leggenda del soldato di ventura Giunalin Magliano, al soldo dei Savoia, reduce vittorioso dalle Fiandre, dove aveva combattuto e persin trovato una sposa.
Dall'anno successivo il Palio — rinominato Giostra de l'Oca — rievoca la storica visita di Carlo Emanuele I.
Sette borghi, ognuno con la sua isola
Oggi partecipano alla Giostra dell'Oca i sette Borghi: Borgo Vecchio, Borgo Salice, Borgo Piazza, Borgo Sant'Antonio, Borgo San Bernardo, Borgo Nuovo e Borgo Romanisio, e ciascuno ricrea nella propria «isola» un passato lontano con giochi di strada, danze, sfilate in costume e stand di prodotti tipici della cucina piemontese e fossanese.
Le due figure che li tengono insieme sono la Monarchessa e il Monarca, che con i loro abiti sontuosi rappresentano l'illustre coppia ducale e sfilano insieme agli Abbà e Abbadesse dei borghi, ai nobili, agli ecclesiastici, ad artigiani e popolani.
Il giovedì e il venerdì: cena, giochi e fuochi
Si comincia nel cortile interno del castello, con la cena rinascimentale a cura della Pro Loco, dal menù a sorpresa basato sulla tradizione del tempo rivisitata in stile contemporaneo, con danze di epoca rinascimentale alla presenza di Monarca e Monarchessa, Abbà e Abbadesse. Nello stesso momento, nell'arena antistante il Castello, si tengono le prove dei cavalli davanti ai giudici.
Il venerdì sera si inizia con la sfilata della corte del monarca e l'esibizione degli sbandieratori in piazzetta Manfredi, e poi vengono i «giochi della tradizione tra i popolani» nell'arena di piazza Castello. I giochi cambiano di anno in anno: la sotula, cioè la trottola, il tiro alla fune, la corsa di 100 trabucchi, l'uovo volante, il taglio del tronco, la staffetta con le bandiere, il puzzle, il tiro al salame e la corsa con le botti. Il trabucco è un'unità di misura piemontese utilizzata fino al 1818 ed equivalente a 51,38 centimetri.
Il borgo vincitore avrà il doppio vantaggio di gareggiare il sabato nella corsa dei cavalli da tre, oltre che poter scegliere di tirare con l'arco nella posizione più vantaggiosa. L'ordine di tiro degli arcieri è il ribaltamento della classifica dei giochi del venerdì, così i primi a tirare sono quelli dell'ultimo borgo classificato. In tarda serata si assiste allo spettacolo pirotecnico in piazza Castello.
Il sabato: gli arcieri, il corteo, la corsa
Nel pomeriggio del sabato si inizia con le prove degli arcieri, e il regolamento è dettagliato: sono tre per ciascun Borgo, in totale ventuno, e hanno a disposizione 18 frecce per abbattere 18 sagome di oche in movimento su un nastro trasportatore, posto a 23 metri di distanza, nel tempo massimo di sei minuti. L'attrezzatura è prescritta: un arco di tipo storico, in un pezzo unico non componibile, e frecce in legno con impennatura naturale. In serata sfilano il corteo storico dei sette Borghi e quello del Monarca e della Monarchessa, lungo via Roma e via Cavour fino a piazza Castello, accompagnati dagli sbandieratori «Principi d'Acaia» al suono delle chiarine; i figuranti sono centinaia, e durante la sfilata vengono giudicati per gli abiti, il portamento e la coerenza storica dalla giuria del «palio dell'eleganza e del portamento».
Poi la corsa. Le due batterie gareggiano rispettivamente con quattro e tre cavalli: i primi due classificati di ciascuna disputano la finale per contendersi il taglio della testa dell'oca. In alternanza alle manche si tira con l'arco, e alla fine la somma dei punteggi delle due specialità definisce la classifica finale e il vincitore, cui viene assegnato il Palio — uno stendardo dipinto ogni anno da un artista.
I sette giudici e il canapo
I giudici sono sette, non residenti nel Comune di Fossano, e le loro decisioni sono insindacabili. Verificano la presa della spada da parte dei fantini in corsa e che non vengano commesse irregolarità da quando il canapo, ovvero la corda, è a terra. Uno dei giudici è il mossiere: gestisce la partenza, posizionando i cavalli alla linea in due batterie da tre o da quattro.
Il gruppo degli sbandieratori è parte integrante del Palio, accompagna il corteo del Monarca fino all'arena, dove gli esercizi del singolo tradizionale, della coppia, della piccola e della grande squadra vengono accompagnati dalle musiche medievali dei tamburi e delle chiarine — gli squilli, a intervalli opportunamente valutati, riproducono musiche medievali, coadiuvati dal tempo mantenuto dai muti e dalle ritmiche eseguite dai rullanti.
La manifestazione si conclude con la cena del Palio.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Giostra dell'Oca a Fossano è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Fossano a un passo dal centro, 700 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Fossano Centro - Villafalletto, e da lì restano 2,4 chilometri e 4 minuti.
Eventi nei dintorni
In provincia di Cuneo si festeggia anche cosi'.
- Palio dei Borghi a Fossano — giugno
- Danza delle Spade a Bagnasco — maggio
- Festa della Segale a Valdieri — agosto