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Giostra del Saracino a Sarteano 2027 - L'edizione notturna fuori le mura
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: giostradelsaracino.it, letta il 21/09/2026.
La Giostra del Saracino di Sarteano, in provincia di Siena, è una gara fra le cinque contrade del paese: i cavalieri si lanciano al galoppo per infilare con la lancia un anello di sei centimetri sullo scudo del Saracino, un fantoccio di legno girevole armato di mazzafrusto, e chi vince porta a casa il Palio. L'edizione fuori le mura si corre a luglio e in notturna, con un regolamento diverso in un punto: i giostratori sono due per contrada, anziché uno come vuole la tradizione, per creare più equilibrio a vantaggio dello spettacolo.
Sei stoccate invece di cinque carriere
Nell'edizione fuori le mura il conto è diverso da quello della giostra di Ferragosto. Le cinque contrade effettuano sei stoccate verso un anello da sei centimetri, alternando i due giostratori: tre tentativi ciascuno.
Se al termine delle sei carriere ci fosse un ex aequo, si corrono altre cinque carriere: le prime tre con l'anello da sei centimetri, la quarta e la quinta di spareggio con anello da cinque centimetri, garantendo sempre l'alternanza dei giostratori. Se anche così restasse la parità, per decretare i vincitori vengono privilegiati i tempi che i giostratori hanno realizzato nelle stoccate; e in caso di ulteriore pareggio si guarda l'ordine di estrazione di partenza.
Il bersaglio, comunque si corra, è sempre lo stesso. Il nemico saraceno è una tipica statua di legno, a mezzo busto, adattata su un supporto che la rende girevole, col mazzafrusto — un grappolo di palle di legno — nella destra e uno scudo nella sinistra. Il cavaliere si lancia al galoppo e deve infilare con l'asta l'anello posto sullo scudo; se sbaglia e colpisce il buratto, questo gira su sé stesso azionando il mazzafrusto, pronto a colpire l'uomo a cavallo. Nella giostra di agosto ogni cavaliere corre cinque carriere e vince chi totalizza il maggior numero di anelli validi, con spareggi a oltranza in caso di parità.
Luglio, i ceri, e i capitani investiti in armi
Il periodo più aspettato dai cittadini di Sarteano si apre con il mese di luglio, e si apre con una processione. Il Corteo dei Ceri e l'investitura dei capitani delle cinque contrade danno il via al cerimoniale istituzionale della Giostra, con la suggestiva illuminazione del centro storico a fare da cornice alla processione in onore di san Rocco, patrono e protettore della Giostra del Saracino.
Le contrade, insieme ai maggiorenti di Sarteano, sfilano per le vie del paese fino alla piazza di San Lorenzo, dove presentano al Santo per la benedizione i ceri e gli strumenti della tenzone, cioè lance e anelli, simboli della corsa; e offrono doni e prodotti tipici del territorio. Il cero viene consegnato all'arciprete, che lo accende davanti alla statua di San Rocco. L'evento rievoca la processione che si faceva anticamente, e fino alla fine degli anni Trenta del Novecento.
La statua ha una storia sua: l'antica immagine di san Rocco, oggi gelosamente custodita in una nicchia della chiesa di San Lorenzo, risale al 1794 e, secondo antichi documenti conservati presso l'archivio Vescovile di Chiusi, venne acquistata al costo di 100 lire in sostituzione di una precedente del 1637.
Conclusa l'offerta, si passa all'investitura. Il Capitano del popolo consegna le armi ai capitani delle contrade e li investe cavalieri, davanti a San Rocco e al popolo contradaiolo. È una marziale pratica di origine bellica, e ricorda una data precisa: il 29 giugno 1455 quando Sarteano oppose una strenua resistenza alle truppe del capitano di ventura Jacopo Piccinino. I sarteanesi giurarono di morire piuttosto che arrendersi e respinsero gli assalti con grande coraggio, infliggendo al nemico perdite tali che il condottiero subì la sua prima ferita da arma da fuoco a una gamba.
San Rocco, la pugna e la strada di mezzo
La Giostra ha una tradizione antichissima e non le si può attribuire una data di nascita precisa: affonda le radici nel secolo XIV e nasce dagli antichi e sanguinosi tornei cavallereschi che si trasformarono poi in giochi popolari, oltre che dai cicli narrativi delle Chansons de geste e dai poemi epici come l'Orlando furioso, con i loro temi ricorrenti: la lotta contro il nemico saraceno, l'onore, la fedeltà, le relazioni familiari. La rievocazione di oggi ha invece come riferimento storico il XVI secolo, quello dei costumi che sfilano nel corteo.
Grazie ai documenti conservati presso l'Archivio di Stato di Siena si stabilisce con certezza che la gara è praticata almeno dal 1583 — e il resoconto di una visita pastorale del 1736 attesta che proprio in quell'anno la compagnia laicale di carità di San Rocco cominciò a celebrare la festa del patrono. Il primo documento d'archivio riguarda la nomina dei cosiddetti «festaioli di san Rocco», ai quali spettava organizzare le celebrazioni in onore del Santo: si parla di «demostrazioni et allegrezze» e di giochi come il «gioco della pugna» e la «corsa degli infanti ignudi». Il 16 agosto del 1736 la statua del santo fu esposta pubblicamente e furono organizzate una processione e la «corsa del palio», che impegnò le contrade delle varie chiese. Domenico Bandini, che accertò l'esistenza di quella documentazione, ne trasse che se in tale data la tradizione era già così saldamente consolidata l'origine della festa doveva essere molto più antica.
La giostra divenne una consuetudine a partire dalla fine del XVII secolo, e un documento del 10 agosto 1712 ne attesta il regolare svolgimento legato alle parrocchie; il Gioco della Pugna, che si organizzava insieme a essa, fu invece eliminato perché pericoloso e violento. Nel corso del Settecento la manifestazione fu corsa in nome delle compagnie laicali e delle chiese, e ne facevano parte integrante una messa solenne e la processione in onore di san Rocco — protettore degli appestati e dei carcerati. Nel 1664 erano già state istituite le due figure che la governavano: due «Deputati» tratti dal ceto benestante, che giudicavano, e quattro «Festaioli» della compagnia di San Rocco, che organizzavano. Un documento del 1719 registra i premi — L. 66 per la «comparsa», L. 18 per la «prima lancia», L. 14 per la «seconda lancia» — e attesta che accanto alla giostra correva un'altra manifestazione, la «Comparsa», cioè una sfilata di carri allegorici.
Nel 1755 il luogo della disputa fu spostato dalla stretta e pericolosa «strada di mezzo», oggi Corso Garibaldi, alla piazza centrale dove si corre tuttora. I documenti scritti ne attestano la durata fino agli anni Venti dell'Ottocento, e notizie orali la riportano anche per i decenni successivi; l'ultima notizia della Giostra corsa in piazza è del 1929. La statua del saracino di fine Settecento è stata usata fino al 1984.
Le cinque contrade, e chi ha disegnato i loro stemmi
Prima del 1933 i cavalieri giostravano in nome delle compagnie laicali e delle chiese, non parrocchiali, dandosi nomi di fantasia. L'attuale giostra si corre dal 1933, quando una riforma promossa dal commissario prefettizio dell'epoca, il marchese Guidone Bargagli Petrucci, istituì le cinque contrade odierne e fece redigere il regolamento. Il comitato nominato per l'occasione suddivise il Comune nei territori delle cinque parrocchie del paese e assegnò a ciascuna i colori: San Lorenzo o Porta Monalda in bianco-rosso, San Martino o Porta Umbra in bianco-azzurro, Sant'Andrea o Castiglioncello in azzurro-rosso, Santissima Trinità o Spineto in giallo-viola, San Bartolomeo o il Romitorio in bianco-viola.
L'attribuzione degli emblemi araldici, del nome del rione e delle specifiche dei colori avvenne per opera del dottor Domenico Bandini nel 1948, quando fu stilato «l'Ordinamento Fondamentale - Regolamento Generale delle contrade». A San Lorenzo lo studioso propose lo stemma dei Monaldeschi, quello collocato sulla sommità di Porta Monalda; a Sant'Andrea lo stemma civico della comunità di Castiglioncello Del Trinoro; a San Martino lo stemma con l'aquila riprodotto nel dipinto su tavola del XV secolo di Andrea Di Niccolò «Madonna con bambino tra i santi Rocco e Sebastiano», che si trova nella chiesa di San Martino e apparteneva probabilmente a una delle nobili famiglie che commissionarono il dipinto. Per la Santissima Trinità e per San Bartolomeo, invece, non è stato possibile accertare su quali basi Bandini si ispirò per l'assegnazione degli stemmi, nonostante ci sia l'esatta descrizione araldica. Nel 1961, nel volume «Raccolta Armi di Sarteano», lo stesso Bandini li descrisse con maggior cura e modeste variazioni: solo alla contrada di San Martino fu aggiunto uno scudetto partito giallo e nero, oltre al consueto stemma con l'aquila dal volo abbassato.
Dalla Tratta dei Bossoli al corteo del 15 agosto
Prima della corsa il calendario ha altre due tappe. La «Tratta dei Bossoli» è la cerimonia di estrazione con cui il sindaco, che durante il Saracino è nominato «Governatore di nostra terra», coadiuvato dal Capitano del Popolo, stabilisce con una pesca cieca fra i colori delle contrade l'ordine di partenza della gara; e non solo quello. «La cerimonia, oltre a stabilire l'ordine di partenza delle contrade nella Giostra del Saracino, sancisce anche l'ordine che le contrade stesse dovranno rispettare durante tutto l'anno — e fino alla successiva Tratta —, in qualsiasi evento, manifestazione, e l'ordine nel diritto di parola nel corso delle riunioni.» Rievoca la procedura medievale con cui la comunità di Sarteano nominava ogni due mesi, estraendoli a sorte da una rosa di nomi, quattro priori chiamati ad amministrare la comunità. Il 14 agosto, o il giorno antecedente la Giostra, si corre la Provaccia, cioè la prova generale.
Il 15 agosto sfila il corteo storico: circa duecento figuranti in costume del XVI secolo — priori e famiglie nobili di Sarteano, capitani a cavallo, dame, cavalieri delle contrade, ancelle, musici, armigeri, sbandieratori, tamburini, chiarine, giostratori e palafrenieri — percorrono le vie del paese accompagnati dai musici che eseguono la «Marcia del Saracino», dal rullio dei tamburi e dal volteggiare delle bandiere, e in coda il carroccio trainato dai buoi che porta il Palio. Nel tardo pomeriggio il corteo entra nel campo della corsa; seguono il saggio di abilità con la bandiera degli sbandieratori di ciascuna contrada, la benedizione dei giostratori e dei cavalli, la lettura del Bando e infine la frase «e senza porre più mora alcuna si dia cominciamento alla Giostra!».
Il bene e il male, a suon di stoccate
Nella lotta fra il cavaliere-giostratore e il fantoccio-saraceno si rappresenta lo scontro fra cristiani e pagani, che simboleggia il contrasto ideologico fra Bene e Male; la Giostra conservò sempre il suo significato essenziale, espresso in un eterno dualismo: la lotta tra il bene e il male, tra l'amore puro e l'odio cieco, il primo rappresentato dal leale e valoroso cavaliere, il secondo dal predone saraceno.
Anche il nome porta con sé la sua storia. «Saraceno» era il termine con cui nel Medioevo si denominavano i musulmani provenienti dall'Africa settentrionale o dal più lontano Oriente islamico, ed è poi stato modificato popolarmente in «saracino». Il fantoccio, in origine, non era spettacolo: era un bersaglio d'assalto a scopo di esercitazione guerresca, e solo in seguito si usò per dare spettacolo.
Al vincitore va il Palio, un drappo dipinto ogni anno da un artista diverso e portato in trionfo sul carroccio trainato dai buoi, insieme a un anello e a un'asta, simbolo della sfida vinta. E i festeggiamenti proseguono nelle cinque contrade sarteanesi, ognuna con i propri colori, il proprio santo e una storia di rivalità e orgoglio che attraversa le generazioni.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Sarteano per la Giostra del Saracino chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi-Chianciano Terme, a 12 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Chiusi - Chianciano Terme, e il tragitto è di 7,2 chilometri per 8 minuti di guida.
Altre feste in zona
Altri appuntamenti in provincia di Siena.
- Giostra del Saracino di Sarteano — agosto
- Provaccia della Giostra del Saracino a Sarteano — agosto
- Presepe Vivente a Sarteano — dicembre