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La Leggenda di Isabella a Bella 2027 - Il nome della ragazza tenuto segreto fino alla messa in scena
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 21/09/2026.
La Leggenda di Isabella si rievoca ogni anno nella prima metà di agosto a Bella, in provincia di Potenza, fra il Castello Aragonese, Piazza Castello e il centro storico. Il borgo torna villaggio medievale, con gli artigiani ai banchetti e la moneta battuta al conio, e poi va in scena la leggenda da cui il paese prende il nome: gli armigeri normanni mettono a ferro e fuoco la piazza, e una ragazza in abito bianco esce sola dalle mura, con una croce in mano, per fermarli.
Nessuno sa chi sarà Isabella
L'identità della ragazza del paese scelta per interpretare Isabella viene mantenuta nel massimo riserbo fino al momento esatto della messa in scena. Fino a quando la figura biancovestita non scende dal maniero, il paese non sa chi sta guardando.
La storia che quella figura racconta è quella da cui, secondo la tradizione, il paese ha preso il nome.
La scena da cui viene il nome del paese
La leggenda vuole che un'orda di invasori abbia distrutto il villaggio di Sant'Antonio Casalini, e che la stessa sorte sarebbe toccata al villaggio di San Lorenzo — l'antico nome di Bella — se una giovane del popolo non avesse deciso di sacrificare la propria vita piuttosto che assistere alla distruzione del suo paese.
Isabella indossa l'abito bianco da sposa ed esce da sola dalle mura per andare incontro agli invasori, «armata solo di una croce».
Il capo normanno, sorpreso nel vedere quella fanciulla bellissima che, da sola e senza alcuna difesa, avanzava verso morte sicura, le promise che non sarebbe entrato in paese. Poi le prese la mano, la baciò, le pose sulle spalle la sciarpa rossa che portava al collo, le cinse il fianco con la sua spada e la nominò capitano del popolo. Da lei il villaggio di San Lorenzo prese il nome di Bella, comprendendo anche il territorio di Sant'Antonio Casalini.
La vicenda è collocata nell'XI secolo, sullo sfondo delle invasioni e delle espansioni dei Normanni nel territorio lucano. Il racconto trova riscontro anche in una poesia raccolta in «Storie e leggende di castelli lucani».
Lo stemma di Bella, sormontato da una corona, contiene tre torri, e dalla torre centrale si erge una donna armata: per tutti, in paese, è Isabella.
Il conio, le chiarine e i camagli
La rievocazione è nata nel 2013 e si tiene ogni anno nella prima metà di agosto a Bella, in provincia di Potenza, fra il Castello Aragonese, Piazza Castello e il centro storico. L'organizzano l'associazione «Io Isabella» e la Pro Loco «Il Borgo», con il Comune di Bella, il GAL CSR Marmo Melandro, l'APT Basilicata e la Regione Basilicata; i soci dell'associazione sono centoventi, e si preparano all'evento per tutto l'anno.
Prima che cominci la rappresentazione, il paese diventa un villaggio. Gli artigiani ai loro banchetti ricamano, lavorano il ferro e il legno, macinano cereali e preparano spezie, costruiscono armature, giochi, calzature e cesti; al banco del conio viene battuta moneta risalente al 1100 circa. Per l'occasione ne viene coniata anche una apposita.
Attorno si muovono artisti di strada, giocolieri, trampolieri, falconieri, maghi e addomesticatori di serpenti, insieme a mercanti, locandiere, pastori con i loro armenti, suore, frati e questuanti. I voli liberi di falconeria sono la parte che diverte di più i bambini presenti, e i gruppi di tamburi e chiarine scandiscono i tempi della rappresentazione. Le musiche e le danze medioevali sono frutto di ricerca storica.
Gli abiti sono confezionati da sarti locali, con tessuti e modelli tipici del Medioevo, e a indossarli sono centinaia di figuranti in costume d'epoca — contadini, artigiani, benestanti, nobili, armigeri, suore, donne e bambini — che arrivano anche dai paesi vicini: Baragiano, Ruoti, Muro Lucano, Vietri, Sant'Antonio Casalini, San Cataldo e Potenza. Perfino i parroci contribuiscono, mettendo a disposizione paramenti cinquecenteschi per l'allestimento della cappella.
Dal corteo al ferro e fuoco
La rappresentazione ha una sequenza fissa. Prima sfila un ricco corteo di signorotti locali, che poi fuggono all'arrivo dei Normanni. Poi orde di armigeri, protetti da camagli in metallo e armati di lance e spade, mettono a ferro e fuoco la piazza, con botteghe divelte, donne e bambini terrorizzati in fuga, combattimenti cruenti e uccisioni.
È a quel punto che avviene la discesa dal maniero: la figura biancovestita che oppone alla spada la croce santa, e che vince con la sua grazia il capo normanno riportando la pace. Il tutto sostenuto da effetti di luci e suoni, megaschermi e musiche dal vivo, negli interni del Castello e per le vie del borgo.
Il paese, per la durata dello spettacolo, ridiventa il villaggio medioevale di San Lorenzo con tutti i suoi rumori, colori, odori, umori.
Dopo il terrore, la carne podolica
Finita la rappresentazione comincia il percorso enogastronomico curato dai ristoratori di Bella e Muro Lucano, con primi, secondi di carne podolica, crêpes, rustici e dolci locali; poi si balla, in piazza e in Via Barricate, fino a notte.
Al Castello Aragonese si tiene anche la Cena in bianco con Isabella.
È diventato uno degli appuntamenti estivi più amati del Marmo Platano lucano.
Come arrivare alla festa
La festa a Bella si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Bella Muro, a 9,2 chilometri da Bella, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo allo svincolo di Bella restano 9,5 chilometri, che in 12 minuti portano a destinazione.
Nei paesi vicini
Altri appuntamenti in provincia di Potenza.
- La cavalcata dei Normanni e Venuta di Papa Urbano II a Banzi — agosto
- La battaglia di Lauria del 1806 — agosto
- Alla Corte del Duca Vitale a Trecchina — agosto