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Folklore e Rievocazioni

Notte delle Streghe a San Giovanni in Marignano e il falò del Rito del Fuoco 2027

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
19 gennaio 2026
Dove San Giovanni in Marignano, San Giovanni in Marignano

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: nottedellestreghe.net, letta il 19/09/2026.

La Notte delle Streghe si tiene a San Giovanni in Marignano, nell'entroterra romagnolo, in provincia di Rimini, per cinque serate di giugno, fra il solstizio d'estate e la notte di San Giovanni. Durante tutte le serate si possono lasciare, in luoghi definiti del borgo, pensieri e preoccupazioni da bruciare nella notte del 23 giugno, quando a mezzanotte si accende il grande falò del Rito del Fuoco nell'alveo del torrente Ventena. La festa nasce nel 1988, quando alcuni cittadini decisero di far coincidere i festeggiamenti per il patrono con la ritualità del solstizio.

Quello che si affida alle fiamme

Durante tutte le serate della festa è possibile lasciare, in luoghi definiti, pensieri e preoccupazioni da bruciare nella notte del 23 giugno. Quella notte, dopo la grande parata guidata dalle streghe, il pubblico viene accompagnato verso l'alveo del torrente Ventena, e a mezzanotte si accende il grande falò del Rito del Fuoco, quello che qui chiamano anche il Rogo della Strega.

Attorno al falò si compie il gesto collettivo che da sempre caratterizza la festa: affidare alle fiamme desideri, pensieri e auspici maturati e raccolti nei cinque giorni, celebrando il passaggio tra ombra e luce, memoria e futuro. Il fuoco diventa strumento di purificazione e rinascita: alle fiamme si affidano simbolicamente negatività, pesi e fatiche, per lasciare spazio a un nuovo inizio. È un rito liberatorio che affonda le radici nella cultura contadina e nel legame ancestrale con il solstizio, quando si accendevano i falò per propiziare raccolti prosperi e rinascita, e il percorso della manifestazione va dal rito dell'acqua della notte di San Giovanni al rito del fuoco del solstizio.

Due feste diventate una

Dal 1988, per iniziativa di alcuni cittadini di San Giovanni in Marignano, si è deciso di far coincidere i festeggiamenti per il patrono del paese, San Giovanni Battista — il 24 giugno — con la ritualità folclorica popolare del solstizio d'estate, che cade il 21, in un periodo ricchissimo di elementi rituali e tradizionali: l'estate che ritorna, il bel tempo che rende ricco il raccolto, il valore degli elementi naturali nella vita dell'uomo.

Acqua e fuoco sono attributi di San Giovanni Battista, l'unico santo di cui si celebra la nascita e non la morte o il ritrovamento delle reliquie, e tra acqua e fuoco si svolgono ancora oggi i riti. La festa dialoga con gli elementi naturali: l'acqua, capace di dare potere a ciò che tocca grazie alla mano del Santo; il fuoco che purifica e restituisce vita; l'aria che si fa più calda e annuncia la bella stagione; la terra che in questo periodo offre i suoi frutti più belli e manifesta il lavoro del contadino.

La strega buona della Valconca

La leggenda vuole che a San Giovanni in Marignano abitasse Artemisia, la strega buona della Valconca: non una strega cattiva ma una guaritrice, capace di togliere il malocchio con il rito dell'olio, ritualità tradizionale praticata tra Romagna e Montefeltro, e abile lettrice di tarocchi. Si narra che nelle notti d'estate molti ricorressero ai suoi poteri per propiziarsi l'amore, la salute e il benessere, e la sua leggenda pare si intrecci con gli sfortunati Paolo e Francesca.

Parlare delle streghe, qui, è parlare di cultura e tradizione contadina: la strega è donna, e le streghe sono le donne erboriste che curavano con le erbe e con rimedi magici, donne dotate di conoscenza. Resta l'ambivalenza, che è l'anima stessa della notte: affascinano e spaventano, sono temute ma amate, e il paese da una parte vuole scovarle e riconoscerle, dall'altra tenerle lontane con i rimedi popolari. La leggenda vuole che proprio in questo momento astrale si radunassero per i loro sortilegi, incontrandosi ai crocicchi delle strade, favorite dalla potenza dell'acqua di San Giovanni.

La rugiada che guarisce ogni male

Della notte restano i proverbi e i riti che si facevano in casa. Il detto romagnolo dice: «la guaza 'd San Zvàn la guarès ogni malàn», la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali, e si riteneva che chiunque vi si bagnasse durante quella notte acquistasse una barriera insuperabile contro ogni tipo di maleficio. È lo stesso principio per cui si raccolgono le erbe di San Giovanni, 24 spighe che, bagnate dalla rugiada, amplificavano le loro proprietà terapeutiche: raccolte tra il 23 e il 24 giugno servono a fare l'acqua di San Giovanni. E le noci per il nocino, il liquore delle streghe, si raccolgono la sera di San Giovanni e vanno lasciate tutta la notte alla rugiada.

Gli altri gesti li elenca la sensitiva Mirca Colombo: le streghe di lungo corso si incontrano ai crocicchi delle strade con le aspiranti streghe, che ricevono così una sorta di investitura, rigorosamente da donna a donna; si lascia un catino d'acqua sulla finestra e la mattina dopo ci si lava per purificarsi; si va, nell'oscurità, a bagnarsi i piedi nell'acqua di mare; si raccolgono nei prati rametti di lavanda per intrecciare coroncine da appendere sopra l'uscio di casa. Le ragazze che vogliono rimanere incinte fanno un piccolo falò di legna e lo scavalcano alcune volte; quelle che cercano marito versano l'albume di un uovo dentro una bottiglia d'acqua, e la mattina cercano nell'albume rappreso i segni che indicheranno loro chi scegliere. «Non è magia nera», chiarisce: «sono riti che mirano al bene, proprio e altrui».

Nell'elenco delle usanze compaiono anche i falò purificatori accesi in cima alle colline, i cardi bruciati e le fave da mettere sotto il cuscino. Il detto lo dice chiaro — nella Notte di San Giovanni «tutto può accadere e a tutto si può rimediare» — e il folclore associa a questi giorni superstizioni per propiziare la salute, il benessere, i fidanzamenti, ma anche il malocchio.

Cinque sere di teatro diffuso

Per cinque serate il centro storico medievale diventa un grande palcoscenico a cielo aperto: vicoli, piazze, cortili e l'alveo del Ventena si trasformano in scenari di spettacoli, riti e installazioni, distribuiti tra via Roma, via Vittorio Veneto, Galleria Marignano, via XX Settembre, Borgo XXII Giugno e Largo Fosso del Pallone. Spettacoli, esibizioni e rituali si alternano su tre palchi, il Calderone, la Luna e la Sfera.

Il borgo diventa un teatro diffuso abitato da artisti provenienti da tutto il mondo, con circo contemporaneo, teatro di strada, comicità, danza, musica e azioni rituali affidate a compagnie che arrivano da tutta Europa, dall'Asia e dall'America Latina, e il pubblico non è semplice spettatore ma viandante, chiamato ad attraversare soglie, segni e presenze. Nelle vie del borgo passano anche gruppi storici, artisti di strada, acrobati e mangiafuoco, giullari e falconieri.

Attorno si moltiplicano mercatini, laboratori per bambini, divinazioni e stand gastronomici con i sapori della tradizione romagnola e menù a base di erbe di San Giovanni. C'è il mercatino magico, con i suoi prodotti artigianali, le essenze, i manufatti e gli unguenti a base di erbe, e c'è il Locus Locorum, curato dalla Pro Loco: uno spazio popolato da riti, leggende, performance teatrali, oracoli e divinazioni, con oltre cinquanta tra artisti, artigiani e creativi, tra antiche tecniche di intaglio, lavorazione delle pietre dure e tatuaggi propiziatori all'henné. Nel giardino della biblioteca comunale c'è l'area bimbi Regno di Fuori, con giochi antichi, costruzioni giganti, letture animate, spettacoli acrobatici e truccabimbi in chiave stregata.

Con costumi, trucchi e acconciature i visitatori si trasformano in streghe, spiriti della terra o presenze ancestrali, e i percorsi tra erbe del solstizio, talismani e antichi rituali si chiudono con la raccolta delle erbe per il proprio rito di purificazione e fortuna.

Come arrivare alla festa

La Notte delle Streghe a San Giovanni in Marignano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Cattolica-San Giovanni-Gabicce, a 4,4 chilometri da San Giovanni in Marignano, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Cattolica ha davanti un percorso di 1,6 chilometri che in 2 minuti porta a destinazione.

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