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Folklore e Rievocazioni

Monterenzio Celtica - I Fuochi di Taranis a Monterenzio 2027 - Rievocazione storica con combattimenti e riti celtici

6 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 26 giugno al 5 luglio 2026
Dove Monterenzio, Monterenzio

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: appenninobolognese.cittametropolitana.bo.it, letta il 20/09/2026.

I Fuochi di Taranis - Monterenzio Celtica si tiene a Monterenzio, nell'Appennino bolognese, in provincia di Bologna, per due fine settimana fra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Nel Parco del Museo Civico Archeologico Luigi Fantini, a pochi passi dagli scavi di Monte Bibele, i gruppi di rievocazione allestiscono un villaggio celtico e combattono contro i Romani nella battaglia campale della domenica pomeriggio, mentre a notte fonda i gruppi di druidi accendono il fuoco della fraternità fra i popoli e la ruota di Taranis. La manifestazione è nata nel 2005 ed è organizzata dall'associazione Valle di Taranis APS insieme alla Pro Loco di Monterenzio e al Museo Civico Archeologico Luigi Fantini.

Taranis, il dio del tuono, e l'altare di Monte Bibele

Il nome della festa rende omaggio a Taranis, che secondo la mitologia celtica era il dio dei tuoni e dei fulmini, e i celti che abitavano a Monte Bibele gli avevano eretto un altare votivo per scongiurare la frequente caduta dei fulmini vicino all'abitato. Il vicino Monte Bibele fu un raro luogo di convivenza fra Etruschi e Celti, dove le due popolazioni vissero insieme oltre duemila anni fa, ed è il sito che ha riscritto la conoscenza della presenza celtica in Italia.

La festa si tiene nel Comune di Monterenzio, nell'Appennino bolognese, fra la fine di giugno e l'inizio di luglio, per due fine settimana e sei giornate complessive, nel Parco del Museo Civico Archeologico Luigi Fantini, a pochi passi dagli scavi. È una delle più importanti rievocazioni dedicate alla civiltà celtica in Italia, è riconosciuta dall'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale ed è inserita nella mappatura delle rievocazioni storiche italiane sul sito del Ministero della Cultura, e valorizza un territorio legato a importanti ritrovamenti della cultura celtica di La Tène.

Il Nemeton e i gruppi di druidi

Nei pressi del villaggio celtico La valle di Taranis è stato ricostruito il Nemeton, che è uno spazio sacro riservato a uomini e Dei: lo spazio nel quale anticamente i Druidi si riunivano per officiare i riti e le cerimonie in pieno contatto con la natura. Lì si celebrano vari riti sacri, comprese le otto principali feste del calendario celtico.

Gli elementi fissi della manifestazione sono l'accensione del sacro fuoco della fraternità fra i popoli e quella della ruota di Taranis, con la partecipazione dei gruppi di druidi, che danno alla festa un approccio spirituale oltre che dimostrativo. È un rito che si svolge a notte fonda, e rappresenta il cuore simbolico della manifestazione. All'imbrunire, sulle sponde del fiume Idice, va in scena anche la rievocazione Il Druido e la Vestale: per l'occasione i cittadini di Monterenzio indossano gli abiti degli antichi avi, e la storia culmina con l'accensione del grande fuoco della pace e amicizia fra i popoli.

Dopo quattro anni di sospensione della festa, i Clan celtici si chiedevano se lo spirito della festa celtica di Monterenzio esistesse ancora: la risposta, secondo gli organizzatori, può darla solo la sciamana attraverso il contatto spirituale con il dio Taranis, che dopo aver avuto il suo tributo di fuoco farà rinascere lo spirito della festa.

Il villaggio celtico e il lancio del Gaesum

Il festival ricostruisce con grande cura filologica le scene di vita quotidiana dell'età del ferro. Lungo il parco si visitano gli accampamenti militari e si assiste alla lavorazione della terracotta, alla tessitura della lana e alle dimostrazioni di antichi mestieri; nei campi allestiti dai gruppi di rievocazione storica, che arrivano da varie regioni d'Italia, si vedono manufatti celtici, giochi celtici e si ascoltano musiche di arpa celtica. I gruppi sono di estrazione celtica ed etrusca, ma anche romana e greca, e organizzano attività educative per trasmettere pratiche manuali e saperi storici. In tutta l'area c'è un mercato di manufatti celtici, insieme alle aziende agricole della zona che propongono le loro specialità.

Ci sono anche i corsi di tiro con l'arco storico e di lancio del Gaesum, il giavellotto pesante celtico, un'arma che nel III secolo fu molto popolare nell'Europa Centro-Occidentale e venne utilizzata da diverse popolazioni.

La battaglia campale contro i Romani

Le rievocazioni belliche sono contro gli antichi nemici, i Romani, e le curano gruppi di rievocatori provenienti da tutta Europa. Culminano nella battaglia campale del pomeriggio della domenica, e i due fine settimana si chiudono entrambi con un combattimento fra romani e celti: i guerrieri si sfidano in due epiche battaglie per la conquista dell'onore e del territorio di Monte Bibele.

Le conferenze, i maghi e la tavola celtica

Accanto alla parte spettacolare corre un programma culturale con conferenze e incontri sulla civiltà celtica e sulle scoperte archeologiche dell'area di Monte Bibele, e con le visite guidate al Museo e agli scavi, dove è stata ricostruita parte del villaggio etrusco-celtico a cura del gruppo di archeologi guidati dal professor Gottarelli, titolare della cattedra di archeologia all'Università di Bologna; le visite al sito sono curate da Arc.a Monte Bibele. Ogni edizione ha un tema: una è stata dedicata al Nemeton, una a Monte Bibele, una alla figura della donna nel mondo celtico, con conferenze che vanno dalle donne comuni alle sacerdotesse fino alle donne guerriere e percorsi didattici su cucina, cosmesi, spiritualità, abbigliamento, tessitura e tintura. Fra gli incontri si sono visti Rituale di connessione con la Dea, La croce di Brigid come strumento di protezione, Dea, Guerriera, Druidessa: il valore della donna nei racconti celtici del Mabinogion, e La Ruota dell'Anno: le antiche festività del mondo Celtico.

Le serate sono scandite dai concerti di musica celtica, dalle danze tradizionali e dagli spettacoli di fuoco: fiaccole, cornamuse, bacchette fiammeggianti che si accendono e potenti tamburi che tuonano. Per i bambini e i ragazzi funziona un laboratorio archeologico didattico, e in un'area vietata agli adulti li accolgono maghi e fate; i ragazzi delle scuole di Monterenzio portano in scena uno spettacolo basato su un'antica fiaba.

Il menù tradizionale celtico mette in tavola zuppa di farro e legumi, stinco di maiale alla birra, galletti alla diavola e altri piatti, innaffiati da birra, sidro, idromele e dal famoso vino celtico della valle dell'Idice.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Monterenzio richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pianoro, a 16 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Idice, e il tragitto è di 19 chilometri per 19 minuti di guida.

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