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Folklore e Rievocazioni

Ludi Fortunae a Palestrina 2027 - Le sortes estratte da un bambino ispirato dalla dea

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dall'11 al 12 aprile 2026
Dove Piazza Regina Margherita, Palestrina

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 03/09/2026.

I Ludi Fortunae si tengono a Palestrina, in provincia di Roma, nel Lazio, ogni primavera, per un intero fine settimana di aprile. Il Foro di Praeneste e Piazza Regina Margherita si trasformano in un accampamento romano a cielo aperto, con legionari in armi, visite teatralizzate, laboratori di archeologia sperimentale e degustazioni di cucina antica. La rievocazione è dedicata al culto della dea Fortuna Primigenia, quella delle sortes Praenestinae, tavolette oracolari di legno estratte da un bambino ispirato dalla dea.

Una città che torna a chiamarsi Praeneste

Ogni primavera Palestrina, l'antica Praeneste, torna indietro di oltre duemila anni con i Ludi Fortunae, la rievocazione storica dedicata al culto della dea Fortuna Primigenia. Per un intero fine settimana il Foro di Praeneste e Piazza Regina Margherita si trasformano in un accampamento romano a cielo aperto, con incursioni nelle piazze e nei vicoli del centro storico.

Non è una scelta di scenografia: la città che si rievoca era, dicono le fonti, uno dei centri spirituali più influenti dell'intero bacino del Mediterraneo. La rievocazione recupera quella memoria e, come è stato scritto, la restituisce alla città contemporanea.

Le tavolette che un bambino estraeva per la dea

La fama di Praeneste era legata a un rito preciso, e vale la pena di raccontarlo con calma perché è la ragione per cui questa festa esiste. Nell'antichità, ad aprile, a Praeneste si celebravano riti in onore della dea Fortuna Primigenia, il cui santuario monumentale dominava le pendici del Monte Ginestro.

Ma quello che portava qui la gente erano le sortes Praenestinae: tavolette oracolari di legno che venivano estratte da un bambino ispirato dalla dea. Il gesto è semplicissimo e per questo memorabile — una mano di bambino, una tavoletta di legno, una risposta — e attirava pellegrini da tutta la penisola italica e oltre, consolidando la fama del santuario come centro profetico di primo piano.

Che cosa si vede nel fine settimana

Le giornate sono scandite dalle dimostrazioni militari dei legionari — manovre, armi e armature — dai percorsi tematici e dalle visite guidate condotte da archeologi e operatori museali. Accanto ci sono le visite teatralizzate, cioè percorsi narrati con attori in costume, pensati sia per gli adulti sia per i bambini.

I banchi didattici raccontano il resto della vita antica, e l'elenco dice bene quanto sia minuto il lavoro: vita quotidiana, cosmesi antica, medicina, mosaico, lucerne, coniazione di monete. Per i più piccoli, dai sei agli undici anni, ci sono i laboratori di archeologia sperimentale; per tutti, i laboratori e le degustazioni guidate di ricette romane. Chiudono il quadro le conferenze divulgative sul culto della Fortuna e sui culti femminili del Latium Vetus.

Una festa appena nata

I Ludi Fortunae non hanno alle spalle secoli di edizioni: sono una manifestazione recente, arrivata alla seconda edizione nel fine settimana dell'11 e 12 aprile, quando la città «si immerge nella storia». È organizzata dal Comune di Palestrina con l'Istituto Musei e parchi archeologici di Preneste e Gabii, e il percorso storico e archeologico parte dal Foro di Praeneste.

Il programma tiene insieme spettacoli, visite nel cuore storico della città, dimostrazioni e laboratori didattici per bambini, distribuiti lungo le due giornate di sabato e domenica. È, in sostanza, un modo di far camminare la gente dentro il proprio santuario: la stessa cosa che a Praeneste facevano i pellegrini venuti a farsi estrarre una tavoletta.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Palestrina per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Zagarolo, a 6,7 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Valmontone, e il tragitto è di 9,7 chilometri per 12 minuti di guida.

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