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Folklore e Rievocazioni

Maccagno Imperiale 2026 - Rievocazione storica del salvataggio dell'imperatore Ottone I

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
dal 12 al 13 settembre 2026
Dove Via Silvio Oliari, Maccagno Con Pino e Veddasca

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.maccagnoconpinoeveddasca.va.it, letta il 20/09/2026.

Maccagno Imperiale è la rievocazione storica di Maccagno con Pino e Veddasca, in provincia di Varese, nella regione Lombardia, sulla sponda alta del Lago Maggiore, e anima a ottobre una festa medievale di due giorni. Il momento centrale è lo Sbarco dell'Imperatore, la rievocazione in costume dello sbarco di Ottone I al porto di Maccagno Inferiore che la leggenda colloca nel 962; il corteo imperiale si trasferisce poi in piazza V. Veneto, dove l'Imperatore pronuncia il suo discorso e riceve le chiavi del Borgo dal Conte Mandelli. Lo Sbarco si celebra dal 1962, quando cadeva la presunta ricorrenza millenaria del feudo.

Il naufragio del 962 davanti alla rada

Si racconta che nel 962 alcuni maccagnesi, osservando il lago in tempesta, scorsero un'imbarcazione in difficoltà. Si attivarono subito per il salvataggio, e scoprirono che il natante fra le onde trasportava Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero. Secondo la leggenda l'imperatore, di ritorno dalla campagna militare contro il riottoso Berengario II re d'Italia, sarebbe naufragato con la sua scorta davanti alla rada di Maccagno Inferiore, e da lì sarebbe stato salvato e soccorso dagli abitanti.

Per gratitudine, dice sempre il racconto, Ottone insignì il borgo del titolo di Feudo Imperiale: lo nominò Corte Regale, lo affidò al governo di nobili signori e lo rese indipendente. La diceria serviva a spiegare come la famiglia avesse ottenuto l'investitura del feudo — non attorno al 1210, ma direttamente dalle mani di Ottone I di Sassonia. E come ogni leggenda di tradizione orale, anche questa contiene una parte di verità storica, che riporta fuori dall'oblio un dato dimostrato dai documenti.

Seicento anni di feudo, dai Mandelli ai Borromeo

Maccagno Imperiale deriva la sua intitolazione dall'essere stato «corte regale, terra per sé, feudo degli Imperatori» per quasi seicento anni, dal 1230 circa al 1797: prima sotto la signoria della famiglia Mandelli, poi, dal 1692 circa, dei Borromeo. Per secoli il borgo ha goduto di un privilegio imperiale di indipendenza dagli altri feudi e dalle dinastie.

La leggenda si intreccia con la storia dei Mandelli, potenti commercianti e proprietari della zecca di Maccagno, che avevano evidenti interessi a far sì che il territorio da loro controllato restasse slegato dalle lotte signorili per il dominio del Lago Maggiore. Con i traffici, i commerci e la gestione della zecca posero le basi per lo sviluppo di questo territorio strategico sulla sponda alta del lago.

La zecca e il diritto di battere moneta

Il dato inconfutabile, dimostrato dai documenti storici, è che per secoli Maccagno ha goduto del diritto di «battere moneta», onore che l'Imperatore concesse alla famiglia Mandelli. Il 16 luglio 1622 l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo concesse a Giacomo Mandelli il titolo di Vicario Imperiale Perpetuo, con diritto di trasmissione agli eredi e con il privilegio di coniare moneta per il feudo di Maccagno Inferiore. Nella festa quel privilegio torna nei coni di monete.

Lo Sbarco dell'Imperatore, dal 1962

A Maccagno Inferiore lo Sbarco dell'Imperatore si celebra dal 1962, quando cadeva la presunta ricorrenza millenaria del feudo, con una partecipata sfilata in maschera. Oggi la manifestazione anima a ottobre una festa medievale, fra mercati, conferenze e coni di monete, in un fine settimana con rievocazioni storiche, artigiani, figuranti in costume e spettacoli; culmina con la rievocazione storica in costume dello sbarco al porto di Maccagno Inferiore. Negli ultimi tre anni la rievocazione è caratterizzata dall'attenzione a una narrazione più fedele alla verità storica, pur conservando la leggerezza del consueto corteo imperiale.

Il corteo imperiale si trasferisce poi in piazza V. Veneto.

La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Maccagno, con il patrocinio del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca e il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

Le torri, il mercato e le danze al Parco delle Feste

Il sabato è dedicato alle visite guidate, ideate e condotte dallo storico Federico Crimi, direttore del Civico Museo Parisi-Valle di Maccagno, alla scoperta delle torri e delle fortificazioni: l'itinerario parte dalla piazza del sagrato della chiesa di Santo Stefano, attraversa il borgo medievale e termina nel giardino privato di Palazzo Mandelli, messo a disposizione dagli attuali proprietari, con un aperitivo conviviale organizzato dalla Pro Loco in compagnia dei Coniugi Mandelli, presenza storica della manifestazione, interpretati da attori in costume.

Nel pomeriggio si tiene il laboratorio di danze medievali, gratuito e aperto a grandi e piccini, al Parco delle Feste di via Martinetti, a cura dell'associazione I Danzatori del tempo: serve a prepararsi ai balli di piazza della domenica, al seguito del Corteo dell'Imperatore. La piazza davanti alla chiesa di Santo Stefano resta allestita per tutta la giornata a Mercato medievale, con i banchi degli antichi mestieri e le dimostrazioni di tecniche tradizionali che coinvolgono i visitatori in varie attività creative. Attorno ci sono i pranzi e le cene a tema, la musica e le danze nel mercato, e le conferenze dei medievisti esperti di storia del territorio.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Maccagno con Pino e Veddasca è facilissimo. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Maccagno si trova a un chilometro dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Portineria dista 26 chilometri, cioè 27 minuti di strada.

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