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La Morte del Giusto a Loreto 2027 - Le croci dei sofferenti e il Cireneo d'eccezione
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: anconatoday.it, letta il 21/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
La Morte del Giusto è la sacra rappresentazione della Passione Vivente che si tiene la sera del Venerdì Santo a Villa Musone, frazione di Loreto, in provincia di Ancona, dal 1978. Il corteo attraversa il paese e sale verso Loreto lungo una strada illuminata solo da fiaccole e torce, fino al Calvario, a metà del colle; dietro la croce di Cristo si mettono i crociferi — tossicodipendenti, donne, bambini con le croci bianche, immigranti — e a impersonare il Cireneo è l'Arcivescovo delegato pontificio di Loreto.
Il fiume del dolore
Dopo la condanna del Cristo parte il corteo della Via Crucis e dietro alla Croce si mette un gruppo di crociferi: da lì «inizia così il fiume del dolore, con il Cristo che unisce alla Sua passione quella dell'umanità».
Chi porta quelle croci è dichiarato scena per scena. Con la cadenza delle stazioni affluiscono un gruppo di tossicodipendenti con le loro croci; donne e madri con le croci del dolore subìto per le varie forme di violenza o per la perdita brutale di affetti; bambini con le loro croci bianche, a simboleggiare la sofferenza degli innocenti sfruttati o maltrattati; e immigranti, a rappresentare «un'umanità sbandata alla ricerca della sopravvivenza». Ogni singolo momento viene poi sottolineato dall'intervento dello speaker e del coro.
Non è un'aggiunta recente: è consuetudine sin dalla prima edizione dedicare «La Morte del Giusto» ai sofferenti, ai meno fortunati. Lo scopo che gli organizzatori si danno è scritto in una riga: aiutare i fedeli a condividere, attraverso la Passione di Cristo, le sofferenze e i drammi dell'umanità contemporanea.
Il Cireneo è il prelato di Loreto
C'è una seconda cosa che distingue questa rappresentazione, ed è chi porta la croce insieme a Gesù. La particolarità della Morte del Giusto, dicono gli organizzatori, sta nella testimonianza annuale di un personaggio che ha attraversato la propria o l'altrui sofferenza e nell'accogliere, tra i protagonisti, i Prelati di Loreto nelle vesti di Cirenei d'eccezione: come da tradizione, a impersonare il Cireneo è l'Arcivescovo delegato pontificio di Loreto. A vestire i panni di Gesù è invece un giovane loretano.
Una tragedia greca sul colle
Dal 1978, alle pendici del colle Lauretano, la sera del Venerdì Santo a Villa Musone si tiene la sacra rappresentazione della Passione Vivente. Da un lato punta a un estremo realismo scenico: i testi e le sequenze ricalcano fedelmente i Vangeli. Dall'altro si stacca dalle rappresentazioni simili con due elementi presi dal teatro antico, lo «Speaker» e il «Coro» alla maniera delle tragedie greche.
L'idea è nata quasi sottovoce da padre Valentino Lanfranchi, della parrocchia di San Flaviano, insieme ai suoi giovani collaboratori, ispirati da «Il Processo a Gesù» di Diego Fabbri e dal musical «Jesus Christ Superstar». Fu allestita per la prima volta nel 1978 per volontà del gruppo parrocchiale di Villa Musone, e da allora è promossa dal CTG Centro Turistico Giovanile Val Musone insieme alla parrocchia.
Come si svolge la sera
Il corteo attraversa via Villa Musone marciando al ritmo dei tamburi, si snoda lungo via Giosuè Carducci e arriva nel cortile dietro alla parrocchia, dove si tiene il Processo al Sinedrio: il primo processo a Gesù, alla presenza dei sacerdoti del Tempio, che sfocia nella sentenza di consegna al procuratore romano. Si prosegue col Processo al Senato Romano, dove i soldati prendono posizione nei loro compiti di guardia e presidio dell'accampamento, a fianco del palazzo del Procuratore.
Fuori dal palazzo si forma uno stuolo di popolani che aumenta fino a diventare la folla che costringe il procuratore alla prima condanna, la Flagellazione: Gesù viene legato a un ceppo marmoreo e due soldati romani lo percuotono con i flagelli alla presenza di Ponzio Pilato. Poi è nuovamente presentato alla folla che, aizzata dai Sommi sacerdoti, ottiene la condanna definitiva alla crocifissione. In passato quell'episodio era riprodotto con la tecnica delle ombre cinesi.
Comincia allora la Via Crucis nelle sue canoniche stazioni — Prima caduta, Incontro con Maria, Incontro con le Pie donne, Incontro con la Veronica, Cireneo, Seconda caduta, Terza caduta, Arrivo al Calvario — e si svolge lungo la salita che conduce a Loreto, illuminata solo da fiaccole e torce, fino al Calvario, a metà del colle. Dopo la crocifissione e la morte, il Cristo viene rimosso dalla Croce e preparato dalle Pie donne con oli, unguenti e bende per la deposizione nel sepolcro. Ultimo atto della rappresentazione è la Resurrezione.
Il paese che si mette al lavoro
A sfilare sono centinaia di figuranti, ma il dato che conta è un altro: tutto il paese è partecipe. Una grandissima parte della frazione lavora per costruire i palchi, per cucire i vestiti, per preparare le scenografie, gli impianti luce — la rappresentazione si svolge di notte — gli impianti audio, per interpretare le parti: dal popolo ai soldati, romani e del sinedrio, dai Sinedristi a Pilato a Gesù.
Si ripete ogni Venerdì Santo, ed è entrata nel circuito Europassion — Europassione per l'Italia, la rete delle 25 analoghe manifestazioni della Settimana Santa con cui concorre per ottenere il riconoscimento UNESCO di Patrimonio Immateriale dell'Umanità.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere della Morte del Giusto, a Loreto, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Loreto a un passo dal centro, 2,9 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Villa Musone, e da lì restano 3,2 chilometri e 3 minuti.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- I Focaracci della Venuta a Loreto — dicembre
- Natività della Beata Vergine a Loreto — settembre
- Infiorata del Corpus Domini a Cupramontana — maggio