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Folklore e Rievocazioni

Palio dell'Acqua a Castelfidardo: due secchi su un bastone 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
5 agosto 2026
Dove Piazza della Repubblica, Castelfidardo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.castelfidardo.an.it, letta il 19/09/2026.

Il Palio dell'Acqua si corre a Castelfidardo, in provincia di Ancona, in agosto, dentro la rievocazione storica Tracce di Ottocento. Otto quartieri si sfidano con una staffetta di due uomini e due donne, e la gara ricorda i tempi in cui l'acquedotto pubblico non era ancora presente e l'acqua era simbolo di benessere e prosperità. Scopo del palio è trasportare il maggior quantitativo d'acqua da una tinozza a un'altra, per mezzo di un secchio sostenuto da un bastone impugnato ai due lati da due atleti, attraversando un percorso di 70 metri cosparso di ostacoli entro il tempo massimo di quattro minuti.

L'acqua prima dell'acquedotto

L'acqua e il palio che le è dedicato restano il tema centrale, quello da cui la rievocazione storica ha preso spunto sin dalle sue origini per sottolineare l'importanza strategica e igienica in termini di sviluppo e benessere dell'arrivo del pubblico acquedotto.

Si assiste alla fatica condivisa di due donne e due uomini per squadra per accedere a un bene prezioso e indispensabile, in ricordo dei tempi in cui l'acquedotto non era ancora presente e l'acqua era simbolo di benessere e prosperità; e la sfida tra gli otto quartieri ne valorizza la simbologia legata all'acqua come sorgente di rinascita, rigenerazione e speranza.

Otto quartieri, due alla volta

A contendersi il palio sono otto quartieri, e ciascuno schiera una staffetta mista: le staffette delle otto squadre, composte da due uomini e due donne, si incontrano due alla volta per selezionare le finaliste che si contenderanno il drappo.

Il raduno è in piazza della Repubblica, per la benedizione dell'acqua e degli atleti del palio; poi la sfida si trasferisce sul campo, a Piazzale Don Minzoni, per la conquista del palio dell'acqua. Piazza della Repubblica è addobbata a festa con trecento bandiere, fiori di carta e lampadari colorati, brocche, recipienti antichi nel rispetto della tradizione ottocentesca, nonché un mosaico di teli con le gigantografie identificative di tutti gli otto quartieri, che contribuiscono all'allestimento e sono protagonisti della gara.

C'è anche una versione per i più piccoli: si tifa per il proprio rione durante il Palio dell'Acqua e il Palio dei Piccoli, e a seguire arriva la premiazione dei vincitori.

Cinquecento figuranti, e una città intera

Il palio è il punto d'arrivo di qualcosa di molto più grande: frutto di una ricerca accurata, di un coinvolgimento appassionato dell'intera città e di oltre 500 figuranti in costumi d'epoca, Castelfidardo mette in campo un'organizzazione scrupolosa e a tutto campo, e per le vie del centro sfila il corteo storico.

A tenere insieme il lavoro è un'associazione che porta il nome della manifestazione: l'associazione Tracce di Ottocento, insieme ai quartieri e ai numerosi volontari coinvolti, cura la ricerca storica, realizza scenografie e allestimenti e prepara un programma che ogni estate riporta Castelfidardo nell'atmosfera dell'Ottocento: dietro ogni dettaglio c'è una ricerca storica rigorosa e una cura maniacale dell'autenticità.

Le lancette del tempo tornano indietro pennellando scene di vita quotidiana di due secoli fa in ogni angolo del centro.

Ogni quartiere il suo mestiere

Quello che ciascun quartiere allestisce dice che cosa si faceva, in quella parte di paese, e sono otto quartieri a contendersi il palio dell'Acqua.

Ai Terzieri ci sono arie d'opera, il laboratorio di bambole, i giochi con gli stracci e i rimedi della nonna, che fanno riscoprire l'utilità e i benefici curativi di alcune piante aromatiche e officinali; il quartiere racconta anche «Ciriaco Mordini: un viaggio lungo una vita», apre le visite guidate al Salone degli Stemmi presso il Palazzo Comunale, tiene un laboratorio di cucito e imbandisce la tavolata di nozze.

A Sant'Agostino si lavora e si contratta: laboratorio di tagliatelle, stima della dote, maniscalco e sgranatura delle pannocchie, più il laboratorio di bella scrittura e le cartoline da imbucare in una cassetta postale d'epoca.

Alle Fornaci si parte davvero: si allestisce una biglietteria del treno, con accessori d'epoca, animata da una scenetta in dialetto sulla partenza a cura dei rievocatori, e ci sono racconti castellani, organetto, fisarmonica e sceneggiata amorosa.

A San Rocchetto si cammina nella città più antica, con gli artigiani all'opera e un percorso fra mestieri e antichi viottoli del primo insediamento urbano, e i laboratori di gessi, fusi di lavanda e cesteria.

All'Acquaviva si sta sull'acqua e sul grano: lavorazioni e riparazioni per la pesca, attività del mulino, arte e saperi del mugnaio e dell'arrotino, e «Il carretto dei pesciaroli: come si vendeva nell'Ottocento», con il laboratorio creativo di pasta di pane e la sgranatura dei legumi.

Al Cerretano si tesse e si tinge: dimostrazioni sulla tessitura a telaio, laboratori di trecce di cipolla e aglio, la trasformazione della maggiorana in timo, la tintura naturale della stoffa, e «Il viaggio della seta: dal bruco alla farfalla, un'attività della nostra campagna nonché un viaggio simbolico di trasformazione, curiosità e crescita».

Alla Figuretta si scrive e si batte: il fascino dell'antica scrittura amanuense, preparazione del formaggio e battitura del grano.

Alle Crocette si guarda in alto. C'è musica folk, c'è la flora marchigiana, e c'è il volo dei rapaci e il canto degli uccelli, con aquile, falchi e barbagianni ammaestrati; e c'è un personaggio che il quartiere riporta in scena, il professor Luigi Paolucci, ornitologo che intratteneva un assiduo confronto con Darwin e aveva catalogato un gran numero di piante autoctone assumendo la Selva fidardense come punto di osservazione privilegiato. Poi c'è «La valigia dei ricordi»: esposizione di materiale storico raccontato dalle viaggiatrici, ci sono il laboratorio di falegnameria, pelletteria, cartomanzia, la Ballata del Brigante e Fontana del vino e la tavolata «La locanda del Brigante».

Ci sono infine gli artigiani della fisarmonica, con «Valigie come custodie: la salvaguardia della fisarmonica durante il viaggio» e la spiegazione dello strumento a cura dei maestri artigiani.

E in giro, nelle sere della manifestazione, ci sono battitura del grano, pigiatura dell'uva, laboratorio di bamboline di lavanda, tavolata del «batte».

Come arrivare alla festa

Arrivare a Castelfidardo per il Palio dell'Acqua chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Osimo-Castelfidardo, a 6,5 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Villa Musone, e il tragitto è di 8,5 chilometri per 11 minuti di guida.

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